Street photography: ritrarre lo spirito dei tempi

Se vuoi imparare arte e tecnica della street photography e leggere interviste a veterani di questo genere, ti consiglio il doppio ebook I fondamenti della street photography. Per saperne di più, ecco la mia recensione: recensione de I fondamenti della street photography.

Con questo articolo ti voglio parlare del mio genere fotografico preferito: la street photography .

La “fotografia di strada” probabilmente esiste da quando le fotocamere sono diventate portatili e hanno permesso esposizioni brevi.

Negli ultimi anni, la street photography ha conosciuto un vero e proprio boom di appassionati, fino a diventare quasi una moda. Ma è veramente tutta fotografia di strada?

Oggi chiunque esca a scattare fotografie per strada si definisce street photographer. In realtà, la definizione è più complessa di così ed ha tantissime sfumature.

Quindi, anche nel tentativo di fare chiarezza, in questo articolo ti parlerò delle caratteristiche principali che deve avere la street photography per definirsi tale.

Inoltre, ti darò alcuni nomi di autori e siti da cui prendere ispirazione, in maniera che anche tu possa comprendere meglio questo genere fotografico.

Senza titolo

Cos’è la street photography?

Come accade per molti argomenti riguardanti la fotografia, poichè essa è un’arte, non si può dare una definizione precisa di cos’è la street photography. Infatti, non è difficile trovare partecipanti a forum e gruppi di discussione che si dilungano nel cercare di delimitare questo genere fotografico.

Premesso che non è necessario individuare dei canoni precisi per cui potersi definire un fotografo di strada, per capire di cosa stiamo parlando è meglio individuare alcuni punti fissi. Infatti, se una definizione precisa non c’è, ci sono alcuni elementi che contraddistinguono le immagini che possiamo catalogare all’interno della street photography.

Prima di tutto, la fotografia di strada è caratterizzata da una forte spontaneità , in due sensi:

  • spontaneità del soggetto, che non viene fotografato in uno studio o in posa, in genere non viene nemmeno avvisato che verrà fotografato, e che si trova all’interno di un ambiente non costruito, impegnato in qualche attività;
  • spontaneità del fotografo, che deve improvvisare, deve cogliere l’attimo interpretando la realtà mutevole che egli si crea davanti agli occhi.

La seconda peculiarità è sicuramente la presenza delle persone in quasi ogni scatto. Generalmente, la street photography documenta emozioni, relazioni, eventi quotidiani in cui gli esseri umani sono protagonisti.

Terzo, le città sono sempre presenti nella street photography. Non si tratta necessariamente di grandi metropoli, ma è sicuramente più facile trovare occasioni per buone foto di strada in luoghi affollati, sia di persone che di cose.

Oltre alle persone, le città forniscono allo street photographer il traffico, i cartelloni pubblicitari, le vetrine, migliaia di attività diverse, le luci quando si fa sera. Tutti questi ingredienti, mescolati opportunamente, danno vita ad una moltitudine di opportunità fotografiche.

Street Photography

Infine, secondo me c’è anche un elemento un po’ più astratto e difficilmente misurabile, che è legato al forte peso dato nella fotografia di strada alle relazioni che intercorrono tra gli elementi inquadrati.

Le relazioni tra i componenti di un’inquadratura, sono fondamentali in qualsiasi genere fotografico. Penso però che nella street photography queste rivestano in molti casi il ruolo di protagoniste.

Molte foto appartenenti a questo genere, infatti, riguardano relazioni tra persone, tra persone e cose nell’ambiente urbano, tra forme sfuggenti che si creano in conseguenza all’eterno movimento della città.

Ovviamente, esistono esempi di street photography che assolutamente non presentano queste caratteristiche. Esse servono solamente a dare delle linee guida, come vale per molte regole in fotografia.

La visione e la street photography

La prossima volta che cercherai di scattare una fotografia di strada prova a fare questo. Metti giù la fotocamera e guardarti intorno per un po’. Osserva quello che accade e lascia che i momenti si sviluppino di fronte ai tuoi occhi.

Sembra facile ma in realtà è qualcosa che va contro il tuo istinto naturale di mettere la macchina davanti agli occhi ogni volta che vedi qualcosa di vagamente interessante. Questo vale soprattutto con la fotografia digitale.

La macchina fotografica è uno strumento, ma a volte può essere di intralcio.

A volte è più facile nascondersi dietro alla macchina e così questa può diventare una stampella a cui appoggiarsi. È così semplice ribaltare il processo e iniziare a scattare ripetutamente, cercando di catturare tutto quello che ci circonda. E nel frattempo, la fretta ci fa perdere i momenti più importanti.

Street Photography | La posa di una generazione
Street Photography | La posa di una generazione

Gran parte del lavoro che porta allo scatto di una buona foto si svolge prima di prendere in mano la macchina, e dopo, quando ci lavori sopra. Prima di catturare un’ immagine, devi cercare di vedere la foto o il suo potenziale attraverso i tuoi occhi.

Il segreto sta nel fare un passo indietro, rallentare e analizzare l’area fino a quando non riesci a vedere qualcosa. A quel punto puoi cogliere quell’attimo. Spesso, vedere qualcosa non è abbastanza e devi aspettare fino a quando la situazione non si sarà sviluppata a sufficienza.

Chiediti sempre, può essere migliore?//198530-593833-raikfcquaxqncofqfm.stackpathdns.com/wp-content/uploads/2020/03/2-gust_soho.jpg

Gust, SoHo.

Essere pro-attivi è meglio che essere reattivi. Devi vedere il potenziale di un momento prima ancora che accada. Ovviamente ci sono immagini grandiose che risaltano immediatamente agli occhi e in quel caso devi fotografarle il più velocemente possibile, ma ciò rappresenta solo una frazione di tempo.

Un suggerimento importante è cercare di notare le persone da lontano, specialmente se si trovano in mezzo alla folla. Analizza l’area e guarda ogni singola persona.

Se riesci a notare solo le persone che si trovano a 2,5 metri o 3 da te, allora tutto ciò che puoi fare è reagire. Sì, alcune delle foto più belle vengono ottenute in questo modo, ovviamente, ma se invece ti concentri sulle persone che vengono verso di te, diciamo da 8 metri, allora avrai più di una possibilità di individuare la giusta posizione e catturare il momento che potrebbe crearsi.

La macchina fotografica è solo uno strumento per catturare ciò che vedono i tuoi occhi. E più i tuoi occhi saranno in grado di vedere, migliori saranno le tue foto.

Per approfondire le tematiche relative alla street photography, ti consiglio il mio doppio ebook: I fondamenti della street photography.

I pregi della street photography

Su di me, le foto di strada ben riuscite hanno sempre avuto un effetto magnetico, la forza di catturare il mio sguardo e di tenerlo incollato. Ma cosa rende una foto appartenente a questo genere così efficace?

Innanzitutto, esse descrivono spaccati di vita quotidiana, sono caratterizzate da un forte realismo . Ma non si tratta di immagini che spiano la vita di qualcuno, roba da paparazzi. Si tratta invece di affreschi che descrivono i tempi in cui viviamo, l’essere umano in generale. Infatti, la street photography ha molti punti in comune con la fotografia di reportage.

In secondo luogo, i momenti registrati nello street photography sono irripetibili, più che in altri generi . Ogni foto, tranne forse quelle di studio, fissa una scena che non si ripeterà mai identica.

Però, quando si parla di fotografie scattate per strada a soggetti qualunque, le variabili in gioco sono moltissime e quindi il momento in cui queste variabili creano un’immagine bella è ancora più prezioso.

Poi, senza dubbio, un punto di forza indiscutibile sono le persone . La figura umana all’interno di una foto costituisce sempre un punto di interesse inevitabile. Il ruolo centrale che le persone rivestono nella fotografia di strada è quindi per esse un arma segreta.

Infine, l’improvvisazione, l’immediatezza caratteristica della street photography induce l’osservatore a sentirsi parte dell’azione o della situazione fotografata. Infatti, la stragrande maggioranza degli street photographer consiglia di usare lunghezze focali corte, grandangolari.

In questo modo chi fotografa è costretto ad avvicinarsi ai soggetti, per dare loro la giusta rilevanza all’interno dell’inquadratura e quindi è costretto anche ad immergersi nella scena che sta immortalando.

Le difficoltà per il fotografo di strada

Effettivamente, la street photography presenta alcune difficoltà, alcuni ostacoli estranei agli altri generi fotografici.

Un bravo street photographer deve innanzitutto essere in grado di cogliere l’attimo : un gesto, un movimento, l’interazione tra forme, una variazione della luce. Quindi, il suo occhio deve essere allenato e la sua mente deve essere reattiva.

Ciò significa che devi aggirarti con la fotocamera accesa, pronta a scattare, scrutando tutto ciò che ti circonda e identificandolo al volo le migliori opportunità fotografiche.

La velocità di azione necessaria e la velocità con cui i soggetti si muovono rendono indispensabili tempi di esposizione brevi .

A seconda del momento della giornata e del tempo atmosferico, la luce disponibile potrebbe non essere sufficiente a garantire foto correttamente esposte con tempo di esposizione abbastanza breve (probabilmente non più lento di 1/125 di secondo).

A seconda della macchina fotografica che usi, questo potrebbe costituire un problema perché ti potrebbe costringere a dover alzare l’ISO e di conseguenza ad aumentare il rumore della foto.

Un’altra enorme difficoltà, probabilmente la principale, è legata al fatto di dover fotografare le persone . Il pensiero di puntare l’obiettivo verso uno sconosciuto e di fotografarlo, così senza preavviso, per me è un grosso deterrente.

Invece, i fotografi di strada esperti ti racconteranno sempre come a molte persone non dispiaccia essere fotografate e altre addirittura lo apprezzino. Certo, è meglio evitare di disturbare qualcuno evidentemente indaffarato in qualcosa di importante o nervoso, o in difficoltà.

C’è anche chi consiglia di chiedere il permesso prima di scattare. Però ciò fa perdere immediatezza e quindi snatura un po’ la foto. Senza dubbio, che tu chieda il permesso oppure no, è bene essere sempre disponibile a cancellare la foto qualora ti venisse richiesto, ma soprattutto a dire grazie per aver fatto da modello improvvisato e involontario.

Anche la luce può non aiutare . In primo luogo, poiché la street photography è in genere eseguita all’aperto e quindi sei in balia delle stagioni, del tempo atmosferico, dell’ora del giorno.

In secondo luogo, perché spostandoti attraverso la città potresti trovare elementi che producono ombre spiacevoli, oppure che ostacolano o trasformano la luce in un modo che non ti piace.

Infine, dovendo cogliere l’attimo potresti trovare i giusti soggetti, la composizione perfetta, ma una luce inutilizzabile, e non avresti il tempo di cambiare punto di vista.

Come ultimo ostacolo, se vuoi fare street photography, devi dimenticarti il 90% della tua preziosa attrezzatura . La maggior parte degli street photographer usa fotocamere piccole, che sono poco visibili, e lunghezze focali corte e fisse. Quindi la tua reflex e tutti i preziosi obiettivi e accessori vari sono sconsigliati.

Gli articoli di street photography su FotoComeFare

Su FotoComeFare abbiamo pubblicato molti articoli dedicati alla street photography, alcuni dei quali scritti da James Maher.

James Maher è l’autore del doppio ebook “I fondamenti della street photography“. Se sei un amante di questo genere fotografico, ti consiglio assolutamente di acquistarlo.

I suoi suggerimenti, oltre che preziosi, sono scritti in maniera molto semplice. Inoltre, tocca tutti gli argomenti che ruotano intorno alla street photography: attrezzatura migliore, comportamento su strada, tecniche di scatto, privacy, ecc. In questo senso, è uno degli ebook dedicati alla fotografia di strada più completi in circolazione.

Puoi apprezzare lo stile di scrittura di James Maher leggendo alcuni suoi articoli pubblicati su FotoComeFare. Ecco qui un elenco:

Altri articoli sulla street photography

Un elenco di grandi street photographer

Come scrivevo sopra, la street photography, anche se forse all’inizio non la chiamavano così, è nata molto tempo fa (rispetto all’età della fotografia in generale). Perciò esistono fotografi che hanno lasciato il segno su questo genere fotografico decine di anni or sono e altri che lo praticano oggi.

Osservare e studiare l’opera di questi autori è sicuramente molto importante, direi indispensabile, se vuoi praticare seriamente la fotografia di strada.

Un nome su tutti che devi conoscere è Henri Cartier-Bresson, che oltre ad essere riconosciuto come uno dei capostipiti della street photography, è anche uno dei più rinomati fotografi di sempre. Cartier-Bresson ha coniato il concetto di “momento decisivo”, riferendosi al momento giusto da immortalare per ottenere la foto perfetta.

Nelle sue foto non trovi solamente questa capacità di cogliere il momento decisivo, ma anche un’uso sopraffino delle composizione, una conoscenza delle geometrie all’interno dell’inquadratura che gli veniva dalle profonde conoscenze artistiche. Il materiale che puoi trovare su di lui, anche solamente online, è infinito, perciò non hai scuse per non conoscerlo. Su FotoComeFare abbiamo pubblicato un articolo su Cartier-Bresson, che puoi trovare a questo link: “6 lezioni da Henri Cartier-Bresson sulla fotografia“.

Su FotoComeFare, però, abbiamo parlato di altri grandi fotografi di strada. Ognuno di essi, col suo stile e il suo approccio, può insegnarti moltissimo. Ecco gli articoli:

Infine, su http://www.street-photographers.com/ trovi una vetrina per fotografi di strada su cui potrai sfogliare tra numerosissimi autori e trovare quelli che senti più vicini.

Se vuoi imparare arte e tecnica della street photography e leggere interviste a veterani di questo genere, ti consiglio il doppio ebook I fondamenti della street photography. Per saperne di più, ecco la mia recensione: recensione de I fondamenti della street photography.

Inn questo articolo è stato inserito anche l’Articolo di James Maher, liberamente tradotto dall’originale: http://digital-photography-school.com/seeing-and-street-photography

Immagine in evidenza di Tom Waterhouse

Canon o Nikon, qual è meglio?

Sei alla ricerca di una reflex e non sai che pesci pigliare? Ho scritto una guida apposta che trovi a questa pagina: guida definitiva alla scelta della fotocamera.

Nikon o Canon? Canon o Nikon? Quale devo scegliere? Quale mi permetterà di fare le foto migliori, più nitide, con i colori più vividi, mi renderà migliore?

Queste domande sono state poste milioni di volte sui forum, nelle conversazioni tra amici, nei negozi di materiale fotografico. E chissà quante altre volte verranno poste ancora.

E si trova sempre qualcuno pronto a sostenere la certa ed inoppugnabile superiorità di un marchio sull’altro. Purtroppo, la probabilità di trovare un irriducibile sostenitore Nikon è la medesima di trovarne uno Canon. Quindi siamo punto e a capo.

Porsi queste domande è lecito, soprattutto quando si entra per la prima volta nel mondo delle reflex. Gli obiettivi di una marca non sono generalmente compatibili con i corpi macchina di un’altra. Siccome gli obiettivi costano molto, se dopo un po’ di anni ad accumulare equipaggiamento di una marca, volessimo passare all’altra, ci troveremmo a dover sborsare una cifra enorme per ricostruire un corredo analogo al precedente. In più, quando si è neofiti, la propria totale ignoranza fa temere che ci sia qualche aspetto nascosto che dovremmo conoscere per poter distinguere il miglior acquisto e siamo pronti a prendere come oro colato il suggerimento del nostro amico fotografo esperto.

Il vincitore è…

La verità è che la situazione è molto più semplice, si può affrontare l’acquisto di una nuova reflex a cuore molto più leggero. Io non sono un professionista e pratico la fotografia da un tempo non lungo, ma ho potuto leggere opinioni di molti fotografi “illuminati” che effettivamente dicono che Nikon e Canon si equivalgono. Si possono avere opinioni personali, ma tecnicamente è impossibile affermare la superiorià di uno dei due.

Entrambi sono marchi con un assortimento molto vasto e un’esperienza nel campo pluriennale e ricca di successi. Entrambi sfornano nuovi modelli di macchine, obiettivi ed accessori con una frequenza piuttosto elevata. Entrambi forniscono un buon livello di assistenza e propongono prodotti simili con prezzi comparabili.

Il vero confronto che si potrebbe fare è tra singoli modelli. Ad esempio, potrebbe essere che un determinato corpo macchina di fascia semiprofessionale della Nikon sia effettivamente peggiore rispetto al suo equivalente Canon. Oppure potrebbe essere che, ad esempio, un obiettivo macro della Nikon sia nettamente superiore al suo omologo Canon. Sostanzialmente, può succedere che uno dei due marchi superi l’altro in una determinata applicazione, ma comunque si tratterà di uno scarto piccolo e che probabilmente interesserà fotografi con esigenze particolari e piuttosto sofisticate, fotografi professionisti, non amatori, anche se amatori evoluti.

Inoltre, è bene tenere a mente che ciascuno dei due marchi tiene d’occhio il suo avversario ed entrambi sviluppano continuamente nuovi prodotti. Perciò, un eventuale superiorità di oggi potrà scomparire o ribaltarsi in un futuro prossimo. Quindi nel lungo termine non si può mai dire.

Molti fotografi, sia professionisti che amatori, sarebbero pronti ad affermare il contrario di quello che sto dicendo. Spesso però, si tratta di fotografi che, o assumono la posizione del tifoso, e sarebbero pronti a sostenere la superiorità del loro equipaggiamento anche contro qualsiasi evidenza, oppure si riferiscono ad alcune applicazioni particolari o ad esperienze personali che non necessariamente possono essere estese ad un confronto globale tra i due marchi.

Don’t worry, be happy

Ad avvalorare le mie affermazioni posso riportare alcuni link, ma se ne trovano molti altri:

Complessivamente, ritengo che siano numerosissimi e più che sacrosanti i motivi per cui ha senso valutare con estrema attenzione i nostri prossimi acquisti. È triste però, e anche sbagliato, passare il 90% del tempo che dedichiamo alla fotografia ad arrovellarsi su quale marchio o quale prodotto sia il migliore. Ciò si applica anche al confronto tra Canon e Nikon. Possiamo stare tranquilli, scegliere un prodotto che soddisfi in buona parte i nostri bisogni (e possibilmente rispetti il nostro portafogli) e tenerci quel marchio per tutta la vita, a meno che un cataclisma non ne distrugga tutti gli stabilimenti.

Per risolvere tutti tuoi dubbi inerenti la scelta di una macchina fotografica reflex, simili al confronto tra Canon e Nikon, ti consiglio la mia guida: guida definitiva alla scelta della fotocamera.

La concorrenza per Nikon e Canon

Bisogna anche considerare che, sia Nikon che Canon, forti del monopolio da loro creato nel segmento delle reflex professionali, sono rimaste indietro nella corsa alle nuove tecnologie mirrorless, questo per non erodere le vendite delle loro fotocamere di punta.

Sembra però abbiano capito che il futuro vede il mercato mirrorless in netta espansione, anche nel segmento PRO, sono infatti recenti gli annunci della serie Z per Nikon e Canon, con la sua serie M non starà certo a guardare.

Ad oggi però sono altre le marche a dominare questo segmento di mercato, ed in particolare Fuji e Sony con soluzioni decisamente interessanti in ambito fotografico e video.

Spero di non aver offeso nessuno e di aver aiutato un pochino i dubbiosi. Ma sono curioso, fatemi sapere la vostra opinione su questo tema inserendo un commento qui sotto.

Quando l’assenza di colore è la risposta perfetta

Ti è mai passata per la testa questa domanda: dovrei scattare in bianco e nero?

Penso che ogni fotografo abbia dovuto affrontare questa decisione. E molte persone oggi, in questo mondo digitale, dicono a se stesse “Posso sempre convertire in un secondo momento”.  Ma la verità è che a volte ti aiuterà nella visualizzazione della fotografia finale, immaginarla in bianco e nero al momento dello scatto.

Forse, potrebbe servirti filtrare l’immagine, otticamente o elettronicamente: un filtro rosso per scurire il cielo, un filtro verde per schiarire il fogliame, uno giallo per schiarire la pelle di una persona.

Un altro punto importante da considerare è il valore tonale. Il valore tonale del soggetto potrebbe influenzare come lo inquadri. Che cosa si intende per valore tonale? Se il soggetto ha come colori predominanti verde e blu, ed hanno lo stesso valore riflessivo, risulteranno quasi dello stesso valore tonale in bianco e nero. Se vuoi approfondire i concetti relativi al colore, ti suggerisco di leggere La teoria del colore.

Come si impara a vedere i valori tonali?

Tornando ai vecchi tempi (quelli della pellicola) questo era un trucco che eravamo abituati ad usare. Trova un pezzo di vetro scuro. Gli occhiali da sole vanno bene, ma dovrebbero essere molto scuri e senza tinta.

Chiudi un occhio e guarda attraverso gli occhiali con l’occhio aperto. Gli occhiali rimuovono efficacemente tutti i colori. Stai ora vedendo la scena in valori tonali (livelli di chiaro e scuro).

Quali soggetti gridano “bianco e nero”?

Esaminiamo alcune situazioni fotografiche e vediamo perché averle in bianco e nero è una scelta eccellente.

Quando la situazione ha uno sgradevole bilanciamento del colore

Questa opportunità fotografica è estremamente interessante. Ma si tratta di una impostazione di fabbrica. Il bilanciamento del colore presente in questo tipo di situazione non è l’ideale.

Probabilmente c’è una luce fluorescente o un’illuminazione a vapori di sodio. Entrambi i casi creano dominanti di colore innaturali nell’immagine.

È vero, potresti impostare adeguatamente il bilanciamento del bianco. Ma se stai utilizzando un flash questa operazione renderà sbagliata la temperatura colore del flash. Potresti risolvere con i gel e molto lavoro, ma diventa complicato.

Ciò che rende questa scena perfetta per il bianco e nero è l’azione. Eliminando il colore, dirigi l’occhio al motivo ripetuto delle mani e qui sta il vero interesse della fotografia. Poi, il resto dell’immagine diventa una parte secondaria della composizione.

La scelta del bianco e nero per l’immagine prende questa situazione ordinaria e la trasforma in un elemento grafico.

Quando non c’è molto colore da principio

A volte, ci troviamo in situazioni in cui semplicemente non c’è molto colore attorno: una giornata di nebbia, un giorno coperto, una scena che è tutta bianca, una scena che è tutta nera, una scena che è tutta di un colore, un scena che ha un eccessivo contrasto.

L’immagine qui sopra è un esempio perfetto di bianco e nero, crea un forte impatto visivo, mentre una versione a colori avrebbe distratto dall’uomo. Il forte contrasto del bianco e nero attira l’attenzione sull’uomo in primo piano. Il suo volto diventa il punto focale.

Gli edifici, (nonostante le loro forme insolite), sono punti secondari di interesse. Se questa fosse stata a colori, le forme degli edifici, in combinazione con i loro valori di colore, sarebbero state in competizione con l’uomo, producendo un’immagine senza un forte punto di riferimento.

Quando vuoi sottolineare un motivo ripetuto

Quando elimini il colore, la composizione tende a concentrarsi maggiormente sui motivi, le forma e il tono. Se sei incuriosito da un soggetto che presente un motivo ripetuto, considera il passaggio al bianco e nero, soprattutto se il colore del soggetto ha poco a che fare con ciò che stai cercando di dire.

Per enfatizzare i tratti del viso

Nulla rende giustizia ad un volto interessante più di un’immagine in bianco e nero attentamente elaborata. La natura stessa del mezzo enfatizza la pelle e la trama dei capelli. Gli occhi del soggetto diventano sfere tonali che penetrano l’attenzione degli spettatori.

In uno scatto come questo, immagina che la felpa che l’uomo indossa sia rossa. Saresti propenso a studiare il suo volto così attentamente come in bianco e nero?

No. Considera il soggetto, considera quello che stai cercando di dire, l’intento, lo scopo che c’è dietro la foto, come insegna Michael Freeman nel suo libro La mente del fotografo

Forti elementi grafici

Siamo sicuri che alcune persone possano guardare questa foto e dire che sarebbe altrettanto forte a colori. Ma prendi in considerazione questo: come sarebbe se le strisce scure sulle scale fossero in realtà gialle come misura di sicurezza?

Come sarebbe se la donna indossasse i jeans e un cappotto blu, e, l’uomo indossasse calzoncini verdi e una giacca nera, pensi che questa immagine avrebbe lo stesso effetto?

No, certo che no, non nel senso grafico mostrato dalla composizione di questa immagine in bianco e nero. Questa immagine non tratta di due persone che camminano lungo una scalinata. Questa immagine riguarda le linee delle scale, le ringhiere e le pareti, la giustapposizione delle forme dei corpi completamente nere contro tali elementi.

Quando hai forti elementi grafici nella composizione, considera di neutralizzare il colore. Il colore può semplicemente diventare una distrazione. (A questo esempio particolare è stata aggiunto una dominante tonale, ma il concetto rimane.)

Soggetti ad elevato contrasto

woman

A volte si incontrano soggetti ad alto contrasto. Forse stai fotografando un edificio nel sole di mezzogiorno o, come in questo esempio, il soggetto stesso suggerisce l’alto contrasto.

La donna in questo ritratto aveva i capelli nerissimi e gli occhi così scuri che erano quasi nero pece. Il fotografo poteva elaborare la foto con un normale livello di contrasto, ma ha deciso di mettere in evidenza le sue belle caratteristiche attraverso l’uso di un elevato contrasto.

Situazioni di alto contrasto tendono a produrre immagini a colori deboli. La fotocamera ha difficoltà a registrare un colore accurato e gradevole quando i toni medi di un soggetto sono mancanti.

L’uso dell’alto contrasto in bianco e nero ha trasformato questa testa qualsiasi in un’affermazione artistica.

Riassumiamo

Considera la conversione in bianco e nero se:

  • c’è un colore inusuale o sbilanciato nelle sorgenti di luce,
  • di partenza la scena non mostra colori piacevoli,
  • vuoi enfatizzare motivi che si ripetono,
  • vuoi enfatizzare tratti del viso che hanno carattere,
  • vuoi catturare forti elementi grafici e farne il centro dell’immagine,
  • scegli, o sei messo in difficoltà da, uno scenario ad alto contrasto e ciò comporta un vantaggio creativo.

Spero che tu sia ispirato da queste parole e che creerai delle foto in bianco e nero da far perdere la testa!

E se lo fai, inseriscile poi nella sezione di critica foto del forum.

Articolo liberamente tradotto dall’originale When a lack of color is the perfect answer, di .

Fammi sapere se ti piace questo esperimento di pubblicare articoli tradotti, ne ho già selezionati parecchi altri da tradurre.

10 idee per foto natalizie degne di nota

fare foto al natale

Natale non è solo un momento propizio per acquistare nuova attrezzatura fotografica, ma anche per scattare molte foto di sicuro impatto. E non vale solo per il giorno di Natale, ma anche per tutto il periodo dell’avvento e un paio di settimane successive.

Ecco allora, in questo articolo, una serie di idee per sfruttare le occasioni fotografiche disponibili solamente in questo magico periodo.

Addobbi

Da un punto di vista fotografico gli addobbi natalizi offrono numerose possibilità. Innanzitutto, non fermarti a quelli in tuo possesso. Puoi trovarne all’interno e all’esterno, di piccole e grandi dimensioni, in luoghi privati (abitazioni) o pubblici (nei negozi, ad esempio).

Considerando la composizione, spesso il nostro occhio è colpito da insiemi di addobbi particolarmente riusciti e spettacolari, ma questi possono non rendere in foto. Quindi, se fotografare un insieme di addobbi dà vita a immagini poco soddisfacenti, ricordati di focalizzarti sui dettagli.

Fotografa un singolo addobbo, da vicino, sfocando bene lo sfondo, sfruttando una luce che lo valorizzi. Usare gli strumenti e le tecniche tipiche della fotografia macro torna molto utile in questo caso.

Luci

Le illuminazioni natalizie rientrano nella categoria degli addobbi, ma per me meritano una menzione speciale.

Di per sé, la sola presenza di illuminazione artificiale dà spesso un tocco magico ad una foto (come sa bene chi pratica la fotografia notturna). La quantità di luci artificiali presenti sotto Natale non ha paragoni nel resto dell’anno.

Ma non si tratta solo di quantità. Le luci natalizie hanno disposizioni e colori che le rendono soggetti estremamente fotogenici.

Come nel caso degli addobbi, fai attenzione sia alle luci che si trovano all’interno di casa tua che a quelle visibili per strada. Anche le vie di località piccole possono diventare molto attraenti grazie all’illuminazione natalizia.

Se ti avventurerai per strada, ti torneranno utili i consigli contenuti negli articoli sulla fotografia notturna.

Bellissimi effetti si ottengono anche semplicemente sfocando le luci, sfruttando aperture ampie.

Light painting

Il light painting è una tecnica speciale che si usa per “dipingere” una foto sfruttando luci in movimento e lunghe esposizioni. Questa tecnica merita un approfondimento dedicato, che scriverò prossimamente.

Limitandoti alle luci natalizie, puoi usarle per molti esperimenti di light painting. Prima di addobbare l’albero o la tua casa, puoi giocare con le lunghe strisce di lampadine per ottenere effetti speciali e composizioni astratte.

Imposta la fotocamera come descritto nell’articolo sulle lunghe esposizioni e muovi le luci, facendole oscillare, roteare, o muovendole come la tua creatività suggerisce. Oppure, ribaltando il concetto, lascia le luci ferme e muovi la fotocamera, come ti avevo suggerito nell’articolo Dipingere con i tempi di esposizione lunghi.

Città e luoghi pubblici

Nel periodo natalizio, le città non solo sono più luminose e addobbate, ma spesso fervono di vita e movimento. Ciò accade soprattutto grazie allo shopping, sia nei negozi che nei mercatini allestiti per l’occasione, ma anche alle numerose fiere caratteristiche di questo periodo.

Nascono così molte opportunità per praticare la street photography. Puoi immortalare le interazioni tra le persone, il loro movimento vorticoso che sembra quasi una danza, le emozioni, l’abbigliamento invernale.

Spesso si creano anche curiose combinazioni e contrapposizioni nel mescolarsi di persone, veicoli, edifici, cartelloni pubblicitari ed altri elementi caratteristici delle città.

Diventa importantissimo allora essere pronto a cogliere l’attimo. Passeggia per le strade con gli occhi aperti e il cervello pronto, con la macchina fotografica accesa e il dito sul pulsante di scatto.

Cibo

Tra Natale e capodanno le occasioni per cucinare e mangiare si sprecano, tra pranzi, cenoni e regali gastronomici. Avrai quindi probabilmente a disposizione parecchie occasioni di fotografare cibi che usualmente non passano per casa tua.

Ricordati di fotografare non solo i piatti pronti, ma anche la loro preparazione. Potresti ottenere anche foto da vendere sul circuito del microstock.

La food photography è un genere a sè, su cui sono stati scritti interi libri, quindi questa non è la sede per trattarla. Intanto, ecco un’introduzione: Food Photography – An Introduction.

Regali

Altra icona natalizia, i regali hanno una duplice utilità. Puoi fotografarli finché sono ancora impacchettati, sotto l’albero, in un invitante montagna colorata. Ma devi anche essere pronto ad immortalare il momento in cui verranno scartati.

Da questa seconda opzione trarrai le foto più interessanti. Potranno essere divertenti ma anche commoventi, in base alla reazione del soggetto, soprattutto quando il regalo sarà una sorpresa.

Fai in modo di essere vicino all’azione, ovvero vicino a chi sta scartando il regalo, con la fotocamera già correttamente impostata e un buon punto di vista.

Per risultati sorprendenti, metti la fotocamera in modalità di scatto continua e tieni premuto il pulsante di scatto. Otterrai così l’intera sequenza della “procedura” di apertura dei regali.

Ritratti spontanei

Natale vuol dire anche incontri, ritrovi, scambi di auguri. Si moltiplicano così le occasioni per rubare qualche ritratto.

Sii preparato a cogliere momenti speciali senza farti notare, che descrivano l’emozione che le persone stanno provando. Le situazioni in cui questo compito è facilitato saranno i vari festeggiamenti, in cui tutti sono impegnati a fare qualcosa e comunque danno per scontato che ci sia qualcuno con la fotocamera in mano.

Evita comunque i ritratti in posa, se vuoi foto veramente significative.

Foto di gruppo

Attrazione tipica di tante feste e incontri, le foto di gruppo anche a Natale difficilmente non possono mancare. Cerca però di evitare le solite foto di gruppo insapore e noiose.

A questo scopo, ti consiglio  di leggere l’articolo Semplici consigli per foto di gruppo finalmente interessanti dove ho già approfondito l’argomento.

Prima e dopo

Non limitarti alle foto della preparazione e dello svolgimento dei festeggiamenti. Quando questi si saranno conclusi, ritorna sul luogo del delitto e fotografa ciò che rimane.

Affiancare scatti del prima e del dopo realizzati dallo stesso punto di vista creerà probabilmente spunti interessanti.

Un Natale time lapse

Estendendo il concetto del prima e dopo, puoi avventurarti nella realizzazione di una sequenza di scatti allo stesso soggetto realizzati a intervalli regolari. Questa tecnica prende il nome di time lapse e ci ho già dedicato un tutorial, nell’articolo Fotografia time lapse: guida completa.

Ecco un esempio di time lapse natalizio.

Christmas Time lapse from Lory Coulson on Vimeo.

Altre idee?

Tra tutti questi spunti ne troverai sicuramente qualcuno da poter mettere in pratica. L’importante è essere in grado di realizzare non solo foto ricordo, ma immagini che catturino veramente lo spirito del Natale, nelle forme che senti più affini.

E, senza dubbio, non sono da disdegnare le sfide poste da alcune tecniche come il light painting o la fotografia notturna.

Tu cosa sperimenterai, fotograficamente parlando, in questo periodo natalizio? Condividilo inserendo un commento in fondo all’articolo.

L’arma segreta per diventare un bravo fotografo

arma segreta per diventare un bravo fotografo

Ho passato gran parte della mia vita a studiare: prima le scuole, poi l’università ed ora il dottorato (che per fortuna è quasi finito). Nel tempo mi sono accorto di essere abbastanza capace come studente.

Soprattutto, mi sono reso conto che per riuscire erano sì necessari tempo, energie e dedizione, ma fondamentale era soprattutto il metodo che permetteva di massimizzare i risultati ottenuti in funzione del tempo e delle energie dedicate.

Quando ho cominciato ad esplorare il mondo della fotografia e a cercare di apprendere, da autodidatta, le tecniche per ottenere i risultati che desideravo, ho notato quanto il metodo sia necessario e soprattutto fruttuoso anche in questo campo. Poche settimane fa, leggendo il libro Come fotografare ad un livello superiore ho trovato la conferma di questa mia opinione.

Lascia che ti spieghi quanto il metodo sia importante.

L’importanza del metodo

Durante i miei studi, ho notato quanto sia difficile che un essere umano sia istintivamente metodico. Questo porta, nelle situazioni in cui invece sarebbe necessario, grossi sprechi di tempo, di energie e spesso anche di denaro.

Un appassionato di fotografia spesso non la pratica a tempo pieno, al contrario dello studente la cui occupazione principale è appunto studiare (o dovrebbe esserlo …). Perciò, è ancora più necessario ottimizzare tempo, energie e soldi.

Purtroppo, molti principianti tendono a scattare usando le modalità completamente automatiche e ottengono risultati casuali. Molte loro foto sono semplici istantanee, altre invece risultano più accattivanti e danno soddisfazione. Ma, avendo scattato in automatico, non è possibile capire quali elementi hanno reso queste foto migliori di altre.

È necessario, per garantire dei progressi prevedibili e significativi, agire come scienziati.

Tutti i fotografi sono scienziati

Se sei un ricercatore scientifico, spero perdonerai le semplificazioni che userò nelle prossime righe.

Sono sempre stato un grande fan del metodo scientifico sperimentale. Esso “impone” nell’attuazione di esperimenti scientifici, di modificare una singola variabile alla volta: la quantità di un singolo componente in una miscela, la temperatura di un determinato strumento, la velocità di un determinato processo e così via. Modificando una variabile alla volta e mantenendo le altre costanti, si è sicuri che se l’esperimento porta a risultati diversi essi sono stati causati dalla variabile modificata.

Non puoi immaginare quanto un approccio simile possa contribuire alla crescita di un fotografo. Proverò a mostrartelo con un esempio.

Un risultato che spesso si vuole ottenere è lo sfondo sfocato. L’ampiezza della porzione di foto sfocata dipende da quattro variabili (come poi approfondire leggendo l’articolo su come ottenere lo sfocato):

  • apertura,
  • lunghezza focale,
  • distanza del obiettivo dal soggetto,
  • distanza del soggetto dello sfondo.

Supponiamo tu stia fotografando un fiore e voglia ottenere lo sfondo sfocato in maniera da isolarlo. La prima foto che scatti non ti soddisfa, lo sfondo non è abbastanza sfocato. Se cominci ad azionare a casaccio tutti i controlli della fotocamera scattando un numero imprecisato di foto, c’è una remotissima possibilità che otterrai il risultato desiderato. Molto più probabilmente, però, perderai un sacco di tempo e incrementerai a dismisura la tua frustrazione.

Invece, il modo giusto di procedere consiste nel modificare una singola variabile alla volta. Allora, prima di tutto puoi usare un’apertura via via più ampia. Potresti accorgerti che raggiunto un valore pari a f2.8 lo sfocato ti soddisfa. A questo punto avresti imparato che, date le distanze tra te e il soggetto e tra il soggetto e lo sfondo, data la lunghezza focale che stai usando, f2.8 è il valore che dà il risultato di isolamento del soggetto che ti piace. Inoltre, nel processo avresti imparato come varia lo sfocato al variare dell’apertura.

Oppure, potresti raggiungere l’apertura massima permessa dal tuo obiettivo e non essere contento. Potrai quindi cominciare ad aumentare la lunghezza focale. Poi potrai diminuire la tua distanza dal soggetto. Se possibile infine, andrai ad aumentare la distanza del soggetto dallo sfondo, magari semplicemente cambiando un po’ il punto di vista.

Procedendo in questo modo, non solo sarai sicuro (attrezzatura permettendo) di raggiungere il risultato ottenuto, ma nel processo avrai potuto valutare l’influenza di ogni singolo parametro sullo sfocato (e quindi sulla profondità di campo). La prossima volta, sarai sicuramente più veloce a scegliere il valore giusto per ciascun parametro.

Puoi applicare lo stesso approccio per esplorare diversi fattori che contribuiscono ad una foto, ad esempio:

  • il tempo di esposizione,
  • la direzione, l’intensità, il colore, la durezza della luce,
  • i punti di vista,
  • la composizione.

Variando singolarmente ciascuno di questi elementi, ti accorgerai di come ciascuno singolarmente influisca sulla foto. Col passare del tempo saprai prevedere l’effetto di ciascuna variabile e quindi usarla per ottenere i risultati desiderati senza procedere per tentativi, o riducendone di molto il numero.

In sostanza, procedendo con metodo, costruirai un po’ alla volta la consapevolezza di tutti i fattori che contribuiscono ad una foto e quindi la tua consapevolezza come fotografo. Diventare un fotografo consapevole deve essere sempre il tuo obiettivo.

Buon apprendimento!

Le foto belle si scattano da vicino!

fare foto belle da vicino

“Non esistono foto belle o foto brutte. Solo foto prese da vicino o da lontano.”

“Se la foto non è buona, vuol dire che non eri abbastanza vicino.”

Queste citazioni, attribuite a Robert Capa, sono un po’ estreme, ma, crescendo nella fotografia, vi accorgerete di quanto sono vere. Certo, se la nostra unica passione è la fotografia di paesaggio, risulta difficile applicare un concetto del genere. Però, se considerate, tra gli altri, i ritratti (di singole persone o gruppi), le nature morte, la fotografia di strada, le foto di animali, vi sarà presto evidente come essere vicini ai soggetti delle nostre foto le renda molto migliori, molto più potenti, più intriganti.

Perché le foto ravvicinate sono migliori?

Penso che due siano i vantaggi più importanti che derivano dal fotografare a distanza ravvicinata.

Quando scattiamo una foto da molto vicino, più vicino di quanto ci sembrerebbe istintivamente corretto, innanzitutto creiamo maggiore intimità con il soggetto. Questa intimità verrà percepita anche da chi osserva poi la nostra foto. È un concetto che si applica sia a soggetti animati che inanimati. Una foto più intima, fa percepire una comunanza con il soggetto, illude quasi di poterlo toccare.

In secondo luogo, un soggetto da vicino viene ingrandito, quindi potremo apprezzarne maggiormente i dettagli. Quando il soggetto è un essere umano, potremo interpretarne e coglierne più approfonditamente le emozioni, potendo distinguere meglio l’espressione del volto. Quando il soggetto è inanimato, ad esempio un pezzo di artigianato, potremo studiare con precisione le venature del materiale che lo compongono, le sottili variazioni delle forme, ecc.

È una forma mentis

Dalla mia esperienza e dall’osservazione di come molte persone scattano le foto, mi sembra che, istintivamente, qualunque fotografo principiante tenda a scattare le foto da troppo lontano rispetto a come dovrebbe. Non so perché questo accada, ma anche osservando molte delle foto condivise su Internet da fotografi principianti, si nota che spesso una minore distanza dal soggetto avrebbe migliorato drasticamente il risultato finale.

Quindi, è importante che, nei primi tempi, ogniqualvolta scattiamo una foto pensiamo: sono abbastanza vicino? Talvolta, la risposta sarà sì ma saremo comunque in errore. Anche quando pensiamo di essere abbastanza vicini, proviamo ad avvicinarci, potrebbe essere che il nostro istinto non sia ancora ben allenato.

Chiaramente, è importantissimo sapere qual è la giusta distanza che ci fa essere abbastanza vicini. In inglese si usa il modo di dire “fill the frame”, ovvero “riempire la cornice”. La cornice di cui si parla è il riquadro dell’inquadratura. Il criterio da usare in questi casi è quindi quello di riempire l’intera inquadratura con il soggetto della nostra foto. Ad esempio, se stiamo eseguendo un ritratto, riempiamo l’inquadratura con il volto della persona inquadrata o con il suo busto, a seconda del risultato che vogliamo ottenere, lasciando poco spazio attorno. Allo stesso modo, se stiamo fotografando un gruppo di persone, evitiamo di lasciare troppo spazio attorno e sopra alle loro teste. Talvolta, la distanza giusta implicherà addirittura tagliare parti del soggetto che vogliamo fotografare. Pensando ancora ad un ritratto, sono molto di moda i ritratti che tagliano la parte superiore della testa (come visto nell’articolo Consigli di semplice attuazione per migliorare la composizione nei ritratti).

Capite la differenza tra uno scatto ravvicinato ed uno troppo distante?

Tre modi per avvicinarsi ai soggetti

Il modo più ovvio per riempire la cornice, per avvicinarsi ai soggetti, è quello di muoversi, di essere fisicamente più vicini. Talvolta, ciò è impedito solamente dal nostro imbarazzo, la timidezza può spingerci a non volerci esporre, ad evitare il contatto col nostro soggetto. È importante vincere quest’imbarazzo quando è ingiustificato, per potere scattare foto come si deve. Altre volte, purtroppo non è possibile avvicinarsi a causa di ostacoli insormontabili, come un divieto di calpestare un’aiuola che ospita un bellissimo fiore. In questi casi, entrano in gioco i prossimi due modi per avvicinarsi ai soggetti.

Come avrete intuito, un’ulteriore possibilità è costituita dall’aumentare la lunghezza focale. Se abbiamo un obiettivo zoom proviamo a zoomare, se anche questo non basta, proviamo a montare un obiettivo che copra lunghezze focali maggiori (se ce l’abbiamo a disposizione, ovviamente). Stiamo però attenti, che cambiare lunghezza focale vuol dire introdurre alterazioni prospettiche nella foto e altre variazioni, ad esempio alla profondità di campo.

L’ultima spiaggia, consiste nella post-produzione. Quando visualizziamo una foto sullo schermo del nostro pc e ci accorgiamo che avremmo potuto essere più vicini, possiamo sempre ritagliarla, eliminando la parte di troppo. Secondo me, questa deve essere veramente l’ultima delle opzioni. Solitamente, è molto meglio ottenere una foto il più possibile vicina alle nostre aspettative direttamente al momento dello scatto, in quanto ogni elaborazione allunga lavoro e tempo da perdere sulla foto. Inoltre, ritagliare una foto non è completamente indolore. Innanzitutto, a seconda della risoluzione e della porzione di foto da eliminare, potremmo ritrovarci con un immagine a risoluzione troppo bassa. In secondo luogo, l’effetto che si ottiene ritagliando non è assolutamente comparabile con quello che si ottiene aumentando lunghezza focale o avvicinandosi ai soggetti.

Alleniamoci prima di scattare le foto

Come ho sostenuto spesso, è molto utile allenarsi a riconoscere la corretta distanza tra noi e i soggetti delle nostre foto anche senza la fotocamera in mano. Innanzitutto, possiamo farlo osservando le foto dei grandi maestri o di fotografi che in genere ci ispirano, cercando di riconoscere come questi posizionano i soggetti all’interno dell’inquadratura, come riempiono la cornice. In secondo luogo, è sempre un buon esercizio osservare le nostre foto, è vedere in quali di esse la vicinanza con il soggetto ha portato ad un buon risultato e in quali altre essere più vicini avrebbe giovato.

Quindi, d’ora in poi, ricordatevi sempre prima di scattare di chiedervi sono abbastanza vicino? Sto riempiendo la cornice?

Buona fotografia!

Fotografia ai concerti: consigli e tecniche avanzate

come fare foto ai concerti

Nell’articolo Come fare buone foto ad un concerto, abbiamo visto le impostazioni indispensabili da configurare sulla macchina fotografica per fare belle foto ai concerti. Oltre a quanto detto in quel post, ci sono molte altre cose da tenere in considerazione. In questo articolo vediamo alcuni consigli e alcuni accorgimenti che è meglio mettere in pratica per aumentare la qualità e l’efficacia dei propri scatti.

Quale obiettivo scegliere per un concerto?

Innanzitutto, sarebbe fondamentale scegliere un obiettivo con apertura massima molto ampia. Uno zoom con apertura massima pari a f2.8 sarebbe perfetto. Volendo spingersi ancora oltre, si potrebbe ricorrere ad un obiettivo a focale fissa che può arrivare anche fino a f1.2. Ovviamente, questi obiettivi sono più costosi. Se non rientrano nel nostro budget, comunque, meglio scegliere quelli che più vi si avvicinano dal punto di vista dell’apertura massima.

Riguardo alla lunghezza focale, probabilmente le foto più interessanti si ottengono con i teleobbiettivi, che abbiano una lunghezza focale dai 70mm in su. Con questi obiettivi, saremo in grado di catturare i dettagli delle espressioni e dei movimenti dei singoli artisti e di isolarli dallo sfondo. Obiettivi con lunghezze focali più basse saranno comunque utilizzabili. In particolare, li potremo impiegare per catturare panoramiche dell’intero palco o del pubblico che assiste al concerto.

In ogni caso, meglio che l’obiettivo sia stabilizzato.

Giocare con le luci

Le luci ai concerti sono croce e delizia per un fotografo. Esse rendono più difficile il calcolo dell’esposizione, ma al contempo creano l’atmosfera e gli effetti che rendono molte foto ai concerti indimenticabili. La posizione, la forma, la direzione delle luci possono e devono essere sfruttati opportunamente. Attenzione quindi ad osservare come contribuiscono ad ogni singola inquadratura. Ad esempio, posizionando una fonte di luce direttamente dietro ad un soggetto, si ottiene un alone di luce estremamente evocativo (detto rim light in inglese). Oppure, Il contrasto tra le zone illuminate e quelle completamente al buio può aiutare ad isolare un soggetto.

La composizione nelle foto ai concerti

Ovviamente, per quanto riguarda la composizione, i concerti non differiscono dalle altre situazioni. L’uso delle linee o la regola dei terzi, ad esempio, rimangono ancora validi. Ci sono alcuni elementi caratteristici che però è bene considerare.

Vari oggetti presenti sul palco e in mano ai musicisti, opportunamente sfruttati, possono migliorare la composizione. Ad esempio, la chitarra in mano ad un musicista diventa un elemento di riferimento che talvolta è meglio non tagliare, come in un ritratto è meglio non tagliare mani e piedi. La batteria può fungere da cornice quando si inquadra il batterista che sta suonando. Il criterio generale da seguire è quello di considerare come gli elementi caratteristici di un concerto presenti sul palco possono rendere più particolare ed efficace la composizione delle foto.

Evitare l’affollamento

Con tutti i cavi, casse, amplificatori, personale vario, un palco può risultare molto affollato. Un numero eccessivo di elementi all’interno di una foto distoglie dal soggetto principale e confonde l’osservatore. Meglio stare attenti quindi quando il numero di oggetti sullo sfondo o in primo piano rovina la foto invece che arricchirla.

Quando vogliamo escludere alcuni elementi dell’inquadratura, possiamo impiegare diverse soluzioni, tra le quali:

  • cambiare punto di vista, spostandoci, ruotando su noi stessi o abbassandoci,
  • usare una lunghezza focale elevata (da 100 mm circa in su),
  • aumentare l’apertura (quindi diminuirne il valore).

Studiare e prevedere

Elementi caratteristici e di grande fascino delle foto ai concerti sono i movimenti, i gesti le espressioni dei musicisti. Riuscire a cogliere il momento giusto per catturarle è tanto difficile quanto importante.

Per questo, è fondamentale conoscere i gesti e i movimenti più abituali dei vari artisti e saper prevedere come e dove si muoveranno sul palco. Non si tratta di un compito facile. Se abbiamo modo di osservare più performance degli artisti che vogliamo fotografare, dal vivo o registrate, stiamo attenti a prendere annotazioni, anche solo mentali, riguardo alle loro “abitudini” sul palco. Quando non abbiamo questa fortuna, allora è meglio usare i primi minuti di esibizione di studiare bene i movimenti prima di cominciare a scattare le foto.

Molto utile, ovviamente, è anche fare attenzione alla geometria del palco, per capire in quali punti è più probabile che i musicisti si trovino e quali angolazioni garantiscono le inquadrature migliori.

Dite la vostra

Sicuramente ci sono altri consigli e trucchi che si imparano dalla pratica applicabili alla fotografia ai concerti. Se avete qualche esperienza anche piccola da cui avete imparato qualcosa di utile mi piacerebbe conoscerla. Condividetela, inserendo un commento qui sotto.

Ulteriori letture

The Comprehensive Concert Photography Primer

Rock Concert Photography – 9 Tips on How to Get The Shot

How To Photograph Rock Concerts – Beyond Basics

Fotografia notturna: cose che potresti non sapere

Nell’articolo Guida alla fotografia notturna (a cui ti rimando), abbiamo visto le impostazioni fondamentali da configurare sulla macchina fotografica per cominciare a sperimentare la fotografia notturna.

Per avere una maggiore probabilità di successo nelle nostre foto scattate dopo il tramonto, esistono una serie di altri accorgimenti che possiamo mettere in pratica.

Si tratta di impostazioni meno conosciute, che è meglio tenere in considerazione e di particolari attenzioni necessarie nella preparazione e al momento dello scatto.

Configurazione “avanzata” della macchina fotografica per la fotografia notturna

Disattivare lo schermo

Per impostazione predefinita, tutte le fotocamere attivano automaticamente lo schermo quando si preme il pulsante di scatto. È una funzione molto utile per essere più rapidi a scattare le foto.

Ci si accorge presto, però, che nella fotografia notturna questa funzione può diventare un ostacolo.

Di notte, è molto buio e i nostri occhi si abituano alla scarsa luce disponibile. Così, se guardiamo attraverso il mirino della fotocamera e premiamo il pulsante di scatto, lo schermo si attiva e la luce prodotta da quest’ultimo è sufficiente per accecarci e per impedirci di vedere quello che stiamo inquadrando.

SX220 Sample Photo: Night Shot 2 by garryknight, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution 2.0 Generic License   by  garryknight 

La soluzione a questo problema è molto semplice.

Da qualche parte nel menù della fotocamera troverai un’opzione che permette di disabilitare l’attivazione automatica dello schermo. In questo modo, esso rimarrà sempre spento a meno che non premerai i pulsanti sulla fotocamera (escluso il pulsante di scatto).

Ovviamente, questo consiglio non ha nessuna validità per le fotocamere compatte, che sono prive del mirino. In questo caso, lo schermo non può essere disattivato perché è l’unico strumento disponibile per inquadrare. Analogamente, però, potrebbe essere utile disattivare l’anteprima automatica dello scatto.

Disattivare la riduzione del rumore automatica

Tutte le reflex digitali (ma probabilmente anche fotocamere di altre categorie) dispongono di una funzione per la riduzione del rumore (o riduzione del disturbo). Essa ha lo scopo di “pulire” le fotografie dal rumore introdotto quando si usa un elevato livello di ISO oppure un tempo di esposizione lungo.

Sembrerebbe proprio una funzione che fa al caso della fotografia notturna. In realtà, non è chiaro quando e se convenga attivare questa funzione.

Due sono le motivazioni a sfavore:

  • con esposizioni lunghe più di qualche secondo (come saranno tutte quelle relative alle foto notturne), il tempo di creazione di una foto viene raddoppiato, ovvero scattando una foto di otto secondi dovrai aspettare 16 secondi prima di poterne fare un’altra;
  • la qualità della riduzione del rumore incorporato nella fotocamera non è sempre eccelsa, talvolta è meglio quella offerta dai programmi di fotoritocco.

La soluzione migliore è provare a fare qualche scatto con e senza la riduzione del disturbo.

Se noteremo un’eccessiva perdita di nitidezza nelle foto in cui è attivata, allora sarà meglio disabilitarla e intervenire via software.

Attenzione ai preparativi

Un’altra cosa molto importante da tenere in considerazione è che la batteria si scarica più velocemente alle basse temperature. Meglio perciò assicurarsi che essa sia completamente carica prima di uscire di casa.

Ancora meglio dotarsi di più di una batteria e far sì che tutte le batterie in nostro possesso siano completamente cariche.

Le foto di notte vengono meglio nella stagione fredda o almeno non in estate. Infatti, solitamente, nella stagione calda il cielo risulta velato, in quanto il calore accumulato dalla Terra durante la giornata evapora e crea una specie di foschia.

Questo implica che un fotografo notturno come si deve dovrà, probabilmente, soffrire il freddo.

Meglio allora vestirsi bene e magari portare qualcosa di caldo da sorseggiare mentre l’otturatore rimane aperto per diversi minuti.

Al buio potremmo fare fatica a individuare correttamente la miglior posizione da cui scattare una foto.

È bene, perciò, fare un po’ di esplorazione quando c’è ancora la luce del Sole, individuare i punti di osservazione più interessanti ed eventuali ostacoli che potrebbero impedirci di posizionare la nostra fotocamera.

Utile anche studiare i migliori percorsi per raggiungere questi punti.

Cerca di essere delicato

Come già visto nell’articolo Guida alla fotografia notturna, sarebbe un’ottima idea procurarsi un controllo a distanza , che ci permetta di scattare foto senza dover premere il pulsante di scatto.

In questo modo eviteremo di imprimere vibrazioni alla macchina fotografica che, a causa del lungo tempo di esposizione, rovinerebbero la foto.

Se non abbiamo a disposizione un comando di scatto a distanza, possiamo usare lo scatto ritardato.

In questo caso stiamo attenti a come premiamo il pulsante di scatto. Lo scatto ritardato serve per dare il tempo di fermarsi alle vibrazioni che eventualmente abbiamo impresso alla macchina.

Se queste vibrazioni sono troppo intense, anche il ritardo non sarà sufficiente. Quindi, premiamo il pulsante di scatto in maniera delicata: prima lo premiamo fino a metà, quando il pulsante comincia a fare resistenza, poi, con la forza strettamente necessaria, premiamo fino in fondo e rilasciamo attentamente il pulsante.

A questo punto possiamo allontanarci dalla fotocamera, evitando di urtare le gambe del treppiede.

Dicci la tua

In questo articolo abbiamo visto alcuni accorgimenti che possono tornare molto utili nella fotografia notturna.

Altri consigli e osservazioni possono nascere dalla pratica. Se hai già sperimentato questo genere fotografico e hai qualche altro suggerimento da dare, mi piacerebbe conoscerlo. Condividilo quindi inserendo un commento qui sotto.

Se la fotografia notturna ti appassiona, ho la guida per te. L’ebook A Caccia di Stelle ti spiega chiaramente tutte le tecniche necessarie e tutti i tipi di foto che puoi fare al cielo notturno.

Per saperne di più clicca qui: Guida alla fotografia notturna.

Immagine di copertina

Come si impara a fotografare?

Come imparare a fotografare

La fotografia digitale è ormai parte integrante delle nostre vite. Dovunque ci si trovi, c’è sempre qualcuno che, con il suo telefonino, una piccola fotocamera compatta o una più impegnativa reflex digitale, sta immortalando qualcosa.

Gli automatismi delle fotocamere sono sempre più sofisticati e rendono sempre più facile impostare la macchina fotografica. I componenti elettronici, poi, si evolvono senza sosta e garantiscono foto con colori bellissimi, estremamente nitide e fedeli alla realtà.

Possedere e usare la macchina fotografica, però, non vuol dire saper fotografare. E possedere una macchina fotografica stratosferica non garantisce di fare belle foto. Anzi, spesso non è nemmeno necessario.

Perché fotografiamo?

Se le nostre foto servono solo a rubare qualche momento della vita quotidiana per poterlo condividere su Facebook, solo per sapere che qualcosa è successo, forse non ci serve perdere tempo per imparare a fotografare.

Altrimenti, è utile chiedersi quali motivazioni ci spingono a fotografare e a desiderare di fare belle foto.

Per alcuni il desiderio è quello di saper emulare foto particolarmente accattivanti di autori blasonati. Altri hanno deciso che la fotografia sarà l’occupazione principale della loro vita.

Altri vogliono avere dei bei ricordi che non siano dei semplici scatti improvvisati, ma che possano suscitare e ricordare le emozioni provate in quel preciso momento. Altri vorrebbero diventare famosi su Flickr. Altri ancora fotografano perché non possono farne a meno.

Comunque, qualsiasi sia il motivo per cui fotografiamo, probabilmente abbiamo tutti degli scopi simili. Vogliamo che le nostre foto non passino inosservate, che chi le guarda provi emozioni simili a quelle che ci hanno spinto a decidere di creare quell’immagine, che ammiri i colori e le geometrie.

Ma vogliamo anche essere in grado di ottenere sempre le foto che desideriamo, senza dipendere dal caso. Vogliamo poter controllare il processo di creazione dell’immagine e saper prevedere a quali risultati porterà.

Cosa dobbiamo imparare per saper fotografare?

A seconda di quali sono i nostri obiettivi, imparare a fotografare potrebbe essere un percorso lungo tutta la vita. Possiamo, però, suddividere ciò che dovremo imparare in alcuni settori.

Innanzitutto, dovremo conoscere la macchina fotografica e tutto l’equipaggiamento che possediamo e che ci serve. Per un fotografo neofita questo è sempre il primo ostacolo da superare.

Importante è studiare con criterio, senza perdersi tra le infinite caratteristiche di macchine, obiettivi e flash fino a che non ci sono utili e non fare della conoscenza dell’equipaggiamento fotografico il nostro interesse principale.

Siccome una fotografia cattura la luce riflessa o emessa da ciò che inquadriamo, dovremo saper conoscere e sfruttare la luce. Per alcuni, la luce è quasi tutto in fotografia.

Prima di tutto dobbiamo conoscere i principi per il calcolo è l’individuazione della corretta esposizione. Poi potremo concentrarci a studiare la direzione, la forma, il colore, l’intensità della luce e capire come usare queste caratteristiche per veicolare il nostro messaggio.

All’inizio, lavoreremo solo con la luce disponibile, la luce ambientale, prodotta sia dal Sole che dall’illuminazione artificiale. In un secondo momento, potremo approfondire come creare e modellare noi stessi la luce, impiegando uno o più flash o per mezzo di opportuni strumenti di illuminazione da studio.

Come un calciatore allena le proprie gambe, un fotografo deve assolutamente allenare il proprio occhio. Un occhio allenato è in grado di individuare la corretta angolazione da cui scattare una foto, capire quando sia il primo piano che lo sfondo concorrono a formare una bella immagine, cogliere occasioni fotografiche nascoste in ogni angolo, dal più piccolo dettaglio al più ampio panorama.

Importante, quindi, è studiare la composizione innanzitutto. Molto utile anche sapere bene come lunghezze focali diverse influiscono sulla resa finale della foto. Inoltre, è necessario saper interpretare, usare e combinare i colori, in quanto anche questi contribuiscono a valorizzare e a rendere inefficace un’immagine.

Ovviamente, un fotografo digitale non può prescindere dal conoscere l’uso di qualche software per la post-produzione o il fotoritocco. Come saprete, penso che molti fotografi possano soddisfare le proprie esigenze in questo campo usando Lightroom.

L’elaborazione delle immagini può diventare un’attività a sé stante, viste le mille operazioni possibili in digitale. Non è necessario diventare dei maestri di Photoshop per essere fotografi, ci sono però alcune elaborazioni fondamentali che ogni fotografo dovrebbe saper usare:

  • bilanciamento del bianco,
  • esposizione,
  • saturazione,
  • curve di viraggio,
  • nitidezza,
  • rimozione del rumore.

Sapendo agire efficacemente su queste caratteristiche, un fotografo è in grado di far apparire la maggior parte delle sue foto “come quelle dei professionisti”.

Infine, man mano che si accumula esperienza, si possono poi approfondire i vari generi fotografici e imparare le tecniche per immortalare nel miglior modo possibile soggetti disparati in situazioni diverse.

Ma è difficile!

Io penso di no. È impegnativo, ma alla portata di tutti i volenterosi.

Uno dei vantaggi della fotografia digitale, secondo me, è che essa ha diminuito la difficoltà per apprendere i rudimenti che ci permettono di passare dal livello di completi principianti a saper scattare in maniera consapevole buona parte delle nostre foto, ottenendo i risultati che vogliamo.

Le facilitazioni che vengono della fotografia digitale, però, sono completamente inutili se non ci applichiamo con metodo, sperimentando vari consigli e ricordandoci dove abbiamo sbagliato e cosa ha funzionato.

Per fortuna, i libri e i blog (come questo) di fotografia non mancano. Usiamo al meglio il tempo che possiamo dedicare alla fotografia e i risultati non tarderanno ad arrivare.

Sei d’accordo? Quanto è difficile per te imparare a fotografare? Condividi la tua esperienza con gli altri inserendo un commento qui sotto.

Come fare buone foto ad un concerto

Ogni fotografo che sia mai stato ad un concerto sa benissimo quante opportunità esso fornisca di creare magnifici scatti. Le band più affermate regalano ai loro fan ad spettacoli di luce e coreografie entusiasmanti. Ma anche i concerti dei musicisti meno famosi non sono parchi di occasioni fotografiche. Infatti, anche togliendo tutti gli effetti speciali, rimane un’immensa ricchezza di gesti, espressioni, movimenti dei musicisti da immortalare. Ma soprattutto, nel caso di artisti meno famosi è spesso possibile avere accesso a posizioni piuttosto vicine al palco e riuscire quindi a catturare dettagli altrimenti inaccessibili.

Purtroppo, poter portare a casa belle foto non è facile e richiede alcune attenzioni. In questo articolo vediamo quali impostazioni considerare sulla macchina per aumentare il numero di scatti di valore. Per poter mettere in pratica i suggerimenti, dovete possedere una macchina che abbia la modalità a priorità di apertura o di tempi (indicate dalle sigle A ed S su Nikon o Av e Tv su Canon) o del modo manuale (indicato dalla lettera M). Tutte le reflex digitali ne sono provviste e anche le fotocamere bridge. Tra le digitali compatte, probabilmente solo le più costoso forniscono queste modalità.

I dolori dei fotografi ai concerti

Anche quando ci troviamo ad un concerto in cui coreografie ed effetti speciali non aggravano la situazione, gli ostacoli che possiamo incontrare sono parecchi:

  • le luci colorate, rendono difficile il bilanciamento del bianco,
  • le zone scure sul palco e attorno ad esso potrebbero fuorviare il calcolo automatico dell’esposizione in modalità matrix,
  • l’illuminazione potrebbe cambiare durante lo spettacolo e quindi costringerci a reimpostare la macchina fotografica,
  • la quantità di luce disponibile complessivamente è sempre scarsa, sia quando l’esibizione è su un palco sia quando ha luogo in un bar,
  • i soggetti sono sempre in movimento,
  • il flash è vietato, in quanto spesso disturba gli artisti e comunque in molte occasioni si rivelerebbe inutile.

 

 

 

Come vedete, ce n’è abbastanza da scoraggiare qualsiasi fotografo. Senza la dovuta attenzione alle impostazioni della propria macchina, è quasi sicuro che non saremo in grado di portare a casa nessuno foto decente o che questo avverrà solamente per puro caso.

Il triangolo dell’esposizione nella fotografia ai concerti

Airbourne

Airbourne di fernando garcía redondo

Vediamo quali valori sono indicati per i tre elementi del triangolo dell’esposizione, apertura, tempo di posa e ISO, quando si fotografa un concerto.

L’apertura, dovrà avere un valore basso, possibilmente f4 o meno. Così facendo, avremo due vantaggi. Innanzitutto, aumenteremo la quantità di luce catturata dall’obiettivo, per cercare di venire incontro alla scarsa quantità di luce presente. In secondo luogo, potremo isolare meglio i soggetti inquadrati diminuendo la profondità di campo e quindi sfocando lo sfondo. Un’eccezione potrebbe verificarsi nel caso in cui vogliamo includere nella foto diversi elementi, per esempio i diversi componenti del gruppo, che non si trovano tutti alla stessa distanza rispetto a noi. In tal caso, sarà necessario aumentare il valore dell’apertura.

Il tempo di posa, o tempo di esposizione, dovrà essere breve o molto breve per poter congelare l’azione. Normalmente i musicisti sul palco si muovono molto e nelle nostre foto non vogliamo che il loro movimento lasci delle scie. Il tempo di esposizione più lento ammissibile sarà pari ad 1/60s. Spesso comunque anche questo risulterà troppo lento. Probabilmente dovremo usare un tempo pari a 1/125s o più veloce. Come probabilmente avrete intuito (soprattutto se avete letto l’articolo su triangolo dell’esposizione) usare un tempo di posa così veloce ridurrà la luce che entra nella macchina fotografica e renderà quindi il lavoro un po’ più difficile.

Sappiamo che l’ISO andrebbe tenuta bassa per ridurre il rumore visibile nelle foto. Però, aumentare l’ISO è un buon modo per poter mantenere il tempo di esposizione rapido, limitando il rischio di sottoesporre. Quindi, ai concerti è meglio alzare il valore dell’ISO. Generalmente, il valore più alto disponibile sulla macchina fotografica introdurrà una quantità di rumore eccessiva. Il valore migliore come rapporto segnale/rumore dipende dal modello di macchina fotografica. Le macchine fotografiche più economiche hanno valori di rumore accettabili quando l’ISO è impostata a 800 o a 1600. Le reflex semiprofessionali o professionali, invece, possono spingersi molto oltre (anche intorno ai 5000).

Per poter avere controllo su tutti questi parametri, la cosa migliore sarebbe utilizzare il modo di scatto manuale. Se non vi sentite a vostro agio con questo modo di scatto potete ricorrere al modo a priorità di tempi. Così facendo, potrete impostare il tempo di esposizione e l’ISO. Visto il tempo di esposizione molto breve, probabilmente la fotocamera si vedrà costretta ad impostare automaticamente un’apertura ampia, esattamente come desiderate.

Altre impostazioni da considerare sulla macchina fotografica

Una volta scelte opportunamente apertura, tempo di esposizione e ISO siamo già ad un buon punto.

Con i valori appena descritti, però, data la scarsa quantità di luce che caratterizza i concerti, otterrete quasi sicuramente alcune foto sottoesposte. Inoltre, le luci colorate, come già detto, mettono in difficoltà il bilanciamento del bianco automatico. Un’ottima ancora di salvezza per recuperare da eventuali errori, è il formato RAW. Nella fotografia di concerti esso potrà tornarvi più utile che in altre occasioni. Potrete infatti permettervi di scattare senza pensare al bilanciamento del bianco, che potrà essere impostato correttamente via software e anche di sottoesporre per poi recuperare l’esposizione in fase di elaborazione. Ovviamente le foto eccessivamente sottoesposte non saranno recuperabili ma complessivamente il numero di scatti riusciti sarà molto maggiore.

Per quanto riguarda la scelta della modalità di misurazione dell’esposizione, ho trovato due scuole di pensiero. Vista la natura variabile delle luci sul palco, alcuni consigliano di usare la misurazione matrix che prende in considerazione più variabili e probabilmente condurrà ad un risultato corretto. Altri invece consigliano di usare una misurazione di tipo spot per e di misurare l’esposizione puntando al soggetto in primo piano, in modo da avere almeno i musicisti correttamente esposti. In tanti casi, questo può però portare ad avere luci completamente bruciate nella foto. Io propenderei più per la prima soluzione, ma ognuno può imparare dalla propria esperienza. Inoltre, se si usa il modo manuale e si impostano i valori descritti nella sezione precedente, ci interesseremo di meno della modalità di misurazione dell’esposizione.

L’ultimo aspetto a cui porre attenzione può essere la messa a fuoco. Vista la bassa profondità di campo che vogliamo usare, meglio scegliere un singolo punto di messa a fuoco. Inoltre, meglio impostare la messa a fuoco continua, cosicché la macchina ci aiuti a seguire i soggetti in continuo movimento e a mantenerli a fuoco.

E adesso provateci

Abbiamo visto le impostazioni principali da configurare sulla macchina fotografica per fotografare ai concerti ed avere più probabilità di scattare belle foto. Sono sicuramente informazioni sufficienti affinché la prossima volta che fotografate un concerto il vostro successo non dipenda solo dal caso. Inoltre, tutti questi suggerimenti si possono applicare anche per fotografare spettacoli teatrali, in cui le problematiche sono piuttosto simili.

In un prossimo articolo vedremo altri consigli ed aspetti da tenere in considerazione per migliorare il più possibile i nostri scatti ai concerti. Vi siete mai trovati a fare foto a concerti o spettacoli teatrali? Mi piacerebbe conoscere la vostra esperienza: descrivetela con un commento!

Ulteriori letture

Alcuni link dal mio blog preferito:

Il blog di un fotografo di concerti con esperienza pluriennale: FroKnowPhoto

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