Ritagliare una foto è peccato mortale?

Ritagliare una foto è peccato mortale?

Ritagliare una foto (in inglese “to crop”, da cui l’orribile croppare) è una operazione banale, basilare in qualsiasi programma di fotoritocco. Eppure, anche su questo tema, c’è da discutere.

Ci sono fotografi che fanno voto di non ritagliare mai le loro foto, perché così dimostrano di… Non so, qualche cosa dimostreranno.

Al di là degli irrigidimenti ideologici, questa semplice operazione richiede forse un po’ di riflessione in più di quella che vi dedichiamo solitamente. Ecco allora perché e quando serve ritagliare una foto e per quali motivi invece è meglio non farlo.

Perché ritagliare una foto?

Ci sono vari risultati che si possono ottenere ritagliando un foto, alcuni hanno a che fare con la tua visione artistica, altri sono semplici correzioni. Eccoli spiegati.

Correggere la composizione

Se non hai un occhio allenato, o ti trovi in una situazione troppo concitata, potresti non posizionare i soggetti nell’inquadratura come vorresti. In post-produzione potrebbe bastare un ritaglio minimo per rendere la distribuzione degli spazi nella foto molto più vicina alla tua visione.

Inoltre, usando le griglie che si possono sovrapporre all’immagine all’interno dei programmi di fotoritocco (ad esempio in Lightroom), diventa molto facile aderire alle varie regole di composizione.

Per ridurre al minimo il rischio di ritaglio, quindi, ti conviene innanzitutto migliorare sulla composizione fotografica. Il nostro ebook “Composizione pratica” include, per ogni regola, una serie di esempi reali ed esercizi pratici. Esercitandoti con costanza, otterrai presto grandi foto già in fase di scatto.

ritaglio foto (2)
In questa foto ho usato lo strumento ritaglio di Lightroom per allineare il soggetto usando la regola dei terzi

Focalizzare l’attenzione

Talvolta, ad esempio perché ti era impossibile avvicinarti di più, il soggetto principale risulta troppo piccolo nell’immagine. Inoltre, lo sfondo potrebbe non essere abbastanza sfocato, con il risultato che il soggetto non riceve la giusta attenzione.

Allora, un taglio deciso può rimuovere una parte consistente della foto e lasciare molto più spazio al soggetto. Una soluzione estrema che però talvolta può dare molta forza ad uno scatto.

Rimuovere gli intrusi

Analogamente, talvolta al momento dello scatto non ci accorgiamo che agli estremi dell’inquadratura ci sono oggetti indesiderati. Succede facilmente sulle fotocamere non professionali in cui il mirino non copre il 100% dell’area fotografata. Quindi il sensore registra più di quello che tu vedi nel mirino.

Pensa ad esempio ad una persona che sta entrando o uscendo da una scena, ad un segnale stradale, ad un elemento inserito dall’uomo in un paesaggio naturale. In questi casi puoi effettuare un ritaglio minimo e dare più integrità alla foto.

ritaglio foto (1)
Grazie al ritaglio, ho rimosso quei fastidiosi cartelli sulla destra.

Cambiare formato

Nel 90% (e più) dei casi scattiamo tutti foto nel formato che la nostra macchina offre, tipicamente 3:2 o 4:3. Ciò significa che usiamo sempre lo stesso rapporto tra larghezza e altezza.

Invece, i formati storicamente usati sono molti e cambiare rapporto cambia anche la composizione dell’intera immagine. C’è addirittura chi non rispetta nessuno di questi e ritaglia solo in base a come vuole vedere la foto.

Prova ad usare, ad esempio, il formato quadrato. Si è diffuso molto sui cellulari negli anni recenti. Ogni foto potrebbe volere il suo formato, quindi non temere di sperimentare.

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Un soggetto perfetto per un ritaglio quadrato

Da orizzontale a verticale (e viceversa)

Ad un recente matrimonio, mi è successo più volte che, per cogliere un momento preciso, non ho avuto tempo di ruotare la fotocamera e ho dovuto scattare in orizzontale dove sarebbe servito un taglio verticale.

Certe volte, se hai lasciato abbastanza spazio intorno al soggetto, puoi risolvere in post-produzione con un ritaglio deciso. Succede spesso quando hai come soggetti delle persone in piedi e vuoi sfruttare il taglio verticale per mostrarle nella loro interezza.

Passare da verticale ad orizzontale è più difficile, perchè devi ritagliare una parte maggiore di foto, ma puoi sempre provare.

Nelle foto qua sotto, un esempio di un caso in cui il taglio verticale rimuove elementi di distrazione molto forti come le altre persone (anche se in questo caso potevano anche fungere da contesto).

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Amputare correttamente

Nei ritratti in cui non cogli la figura umana intera è importantissimo tagliare nei punti giusti. Se la tua inquadratura troppo larga ha portato ad amputazioni brutte da vedere, tagliando o eliminando qualcosa in più probabilmente migliorerai la situazione.

Cosa si rischia a ritagliare?

Tutte le operazioni che ti ho descritto sopra possono servire a salvare o a rendere più efficace una foto. Ma devi sempre farea ttenzione alle conseguenza negative

Perdita di risoluzione

La prima e più importante conseguenza negativa del ritaglio è la perdita di risoluzione. Se la tua foto ha, ad esempio, 16 megapixel e ritagli un quarto della foto, ti troverai con 12 megapixel.

Più tagli, più rischi che la foto diventi “sgranata” e non utilizzabile per la stampa, o per stampe più grandi di una determinata dimensione.

Per fortuna, al giorno d’oggi le fotocamere raggiungono risoluzioni allucinanti. Ciò ti permette di essere più tranquillo al momento del ritaglio.

Cambio di lunghezza focale

Se scatti una foto con due lunghezza focali diverse,  in maniera che il soggetto in primo piano abbia le stesse dimensioni, i rapporti tra esso ed il resto della foto cambiano. Te l’ho mostrato nell’articolo: Distanza, lunghezza focale e prospettiva: ti hanno ingannato.

Se invece ritagli una foto, modifichi la lunghezza focale. Ad esempio, se fotografi da vicino una persona con un 18mm oppure la fotografi con un 70mm da lontano, in maniera che lo spazio occupato dalla persona nell’inquadratura sia lo stesso, le conferirai un aspetto totalmente diverso.

Giù all’inferno

E sì, per alcune persone ritagliare una foto è peccato mortale. Per questo partito, la foto va bene solo se è giusta “in camera”. Potrai immaginare che non sono per niente d’accordo.

Sicuramente è vero che devi cercare di ottenere l’inquadratura perfetta al momento dello scatto. Però, se in fase di post-produzione ti accorgi di un errorino, oppure ti viene il desiderio di sperimentare, non vedo perché non dovresti considerare il ritaglio.

Inoltre, ci sono situazioni in cui la distanza dal soggetto, la concitazione o altri motivi ti costringono a dover ricorrere al ritaglio o a perdere l’occasione di fare una bella foto.

Quando scattare con il ritaglio in mente

In rare occasioni, potresti addirittura scattare sapendo che potrai ritagliare. Penso ad esempio alle situazioni che citavo sopra, in cui ad esempio la distanza dal soggetto ti impedisce di zoomare a sufficienza. Una situazione che può verificarsi spesso nella fotografia naturalistica o sportiva.

Altre volte, a me è capitato fotografando edifici e monumenti. Non avendo un obiettivo tilt-shift, mi sono trovato a doverli fotografare puntando la fotocamera dal basso verso l’alto. In combinazione con una lunghezza focale ridotta, ciò comporta linee cadenti indesiderate.

Però, sapendo che avevo a disposizione strumenti per raddrizzare le foto (come Upright di Lightroom), ho scattato con un’inquadratura più larga. Questo perché sapevo che raddrizzando si perde parte dell’immagine, e quindi ho fatto in modo che la parte da perdere fosse una parte superflua.

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