Per un fotografo poter contare su risultati certi è sempre qualcosa di estremamente importante, che si tratti di file, di pubblicazioni o di stampe per una mostra. Insomma, avere la certezza che la propria foto non abbia colori alterati, o contrasti eccessivi, o difetti non visibili è irrinunciabile, in quanto alla fin fine è per questo motivo che la si è scattata. L’intenzionalità in fase di ripresa, il “messaggio” affidato all’immagine, tutto concorre al successo di un lavoro a cui si tiene.
Se perciò, dopo aver cercato il tema giusto, trovato i soggetti adatti, elaborato un progetto e magari deciso di farne una mostra, le stampe finali sono piene di difetti e non corrispondenti a ciò che si è pensato in fase progettuale, di sicuro la delusione è cocente e, se si è professionisti, il danno non certo da poco.
Per questo è sempre bene affidarsi a servizi professionali, in grado di garantire risultati su cui contare.
Questa premessa è necessaria nel momento in cui intendo fare una recensione del servizio di stampa di SAAL Digital: ne ho già parlato in passato, ma voglio farlo ancora raccontando un utilizzo concreto e molto recente (se poi volessi provarlo anche tu, SAAL ha previsto uno sconto speciale per la community di Reflex-Mania).
Narni, in provincia di Terni (Umbria), è un bellissimo borgo in alto su uno sperone di roccia a picco sulle gole del fiume Nera. Da dieci anni ospita un fortunato Festival della Fotografia, “Narnimmaginaria“, con mostre di autori provenienti da ogni parte del mondo. Quest’anno è nata anche una sezione molto creativa, dedicata alla fotografia stenopeica: di fatto è il primo festival internazionale dedicato a questo genere fotografico esistente in Italia. Visto che pratico abitualmente la fotografia “pinhole” come viene detta in inglese, sono stato invitato a esporre un mio progetto fotografico.
Per chi non lo sapesse, la fotografia stenopeica utilizza, invece di un obiettivo a lenti, un minuscolo forellino del diametro di frazioni di millimetro. Si possono impiegare fotocamere digitali, ma in linea generale i fotografi stenopeici prediligono l’analogico, in quanto la resa migliora all’aumentare della superficie sensibile. Esistono fotocamere appositamente costruite, ma il più delle volte si modificano vecchie fotocamere di grande formato o si sfruttano scatole e barattoli, come ho fatto io per alcune delle foto in mostra.
Più che di fotografia analogica nel mio caso – e in molti degli altri autori presenti nel festival – si dovrebbe parlare di fotografia “ibrida” in cui una volta arrivati al negativo si continua poi in digitale, sia per apportare modifiche (nelle mie foto ho aggiunto delle textures e un viraggio seppia) sia per avere la possibilità di ricorrere alla stampa inkjet su carte particolari.
Ed è qui che subentra SAAL: avevo infatti bisogno che la mia mostra (stampe 30×30 cm montate su passepartout 50×40 cm) venisse stampata su una carta stile acquarello ma non troppo texturizzata, e che si rispettassero le gamme di luci e ombre, già critiche nella fotografia stenopeica, oltre al colore scelto per il viraggio.
La carta che desideravo era la Hanhemuhele Photo Rag, una vera certezza nel campo della stampa Fine Art.
Dopo aver scaricato il profilo della carta dal sito di SAAL, ho effettuato un proofing digitale per verificare – sebbene solo in modo virtuale – che nel passaggio dalla foto a luce trasmessa (quella sul monitor) a quella a luce riflessa (la stampa su carta) non ci fossero problemi.
Per chi non è esperto di questa procedura, comunque molto semplice, sul sito di SAAL ci sono video esplicativi molto ben fatti. Io ho preferito utilizzare Lightroom, perché su questo software effettuare la simulazione è davvero facilissimo.
A questo punto con il software di SAAL, che si può scaricare dal loro sito, ho aggiunto le foto, scelto il formato e il tipo di carta (ce ne sono molte, la scelta è ampia) e provveduto al pagamento.
Dopo pochi giorni ho ricevuto le foto perfettamente imballate, in modo da evitare qualsiasi danno e i risultati hanno dato ragione alla mia scelta: le foto corrispondono perfettamente (nei limiti del passaggio tra due sistemi diversi di visualizzazione) ai file originali. A questo punto ho provveduto al montaggio nei passepartout (utilizzando guanti di lino e l’apposito nastro telato per garantire la resa “museale” dell’insieme, in quanto il grasso della pelle o le colle degli adesivi possono portare al degrado della stampa) poi inseriti nelle cornici e sono partito per Narni.
Montare una mostra è sempre faticoso, ma anche remunerativo dal punto di vista personale, artistico e psicologico. Il pubblico ha per fortuna gradito il mio progetto, intitolato “Quel Che Resta” e dedicato ai luoghi abbandonati come simboli della caducità umana, e – non lo dico per piaggeria – anche la qualità delle stampe.
Dunque non posso che consigliare i servizi di SAAL Digital a tutti coloro che cercano stampe di qualità e un servizio professionale e all’altezza delle proprie necessità.
>>> PUOI PROVARLO CON UNO SCONTO DEL 25% CLICCANDO QUI





