Imparare a capire (e ad usare) RAW ed Istogramma… guida per pivelli

Imparare a capire (e ad usare) RAW ed Istogramma… guida per pivelli

Quando l’unica cosa che sai fare è prendere in mano una compatta e scattare, non ti rendi conto del processo a cui è sottoposta la foto tra il momento in cui scatti e il momento in cui la vedi. La foto sembra fatta bene, abbastanza naturale e veritiera quindi… perché sforzarsi di capire?

Io, più o meno, sapevo che processo ci fosse dietro, soprattutto dal punto di vista della visualizzazione. Quello che non sapevo (o non immaginavo) era il potere che si ha quando si è in grado di dominare parte di questo processo.

Cominciamo tutti dal JPEG

Anche dopo l’acquisto della reflex, per qualche mese scattai solo in JPEG. Ero già abbastanza incasinato per capire come trovare il giusto equilibrio tra i vari parametri e per imparare le varie tecniche. Non avevo né tempo né voglia di capire qualcosa di nuovo prima di dominare bene tutto il resto.

Quando iniziai a usare decentemente apertura ed esposizione mi misi alla ricerca di ciò che potesse darmi un ulteriore salto di qualità. Cominciai a giochicchiare con gli altri parametri che potevo regolare e vidi che si poteva modificare il bilanciamento del bianco. Che cos’è il bilanciamento del bianco? Non sono (ancora…) la persona più indicata per spiegarlo, ma, di sicuro so che un bilanciamento sbagliato può conferire ad un oggetto un colore innaturale (leggi qui un approfondimento sul bilanciamento del bianco).

Il colore innaturale è quello che si ha la maggior parte delle volte che questo bilanciamento si lascia nelle mani della fotocamera. la foto sembra OK, ma è spesso fredda e manca di personalità.

Notai che, dal menù, potevo modificare questo parametro in base alla situazione di luminosità (giornata soleggiata, nuvolosa, luce artificiale ecc…) e le cose cambiavano parecchio, le foto sembravano più realistiche e più calde. Inoltre, giocando con le impostazioni, anche usandone una che non rappresentava la reale situazione (per esempio giornata nuvolosa quando in realtà non lo è), si potevano avere dei risultati davvero soddisfacenti.

La potenza del RAW

Ma non c’è un modo per applicare questo benedetto bilanciamento in modo diverso in funzione della foto? O semplicemente senza che la macchina faccia tutto il lavoro? Certo che c’è, ma bisogna scattare in RAW. Un formato che, come un negativo, ma in digitale, conserva tutti i valori catturati dal sensore e poi, con un software di sviluppo digitale, permette di modificare tutto manualmente per dare gli effetti desiderati dal fotografo.

Quando scatti in RAW, infatti, quello che succede è che la macchina crea un file nel quale, per ogni pixel, le componenti catturate dal sensore (normalmente RGB) vengono salvate e conservate integralmente senza perdere informazione e, di conseguenza, con la massima qualità possibile. Quando invece scatti in JPEG (che è uno standard di codifica lossy, ovvero con perdite), per poter comprimere la foto, riducendone le dimensioni su disco, la maggior parte dell’informazione viene persa per sempre e il bilanciamento delle componenti è deciso dall’algoritmo di codifica interno alla fotocamera…

E tu vuoi che sia una macchina a sviluppare le tue foto??? Se la risposta è no, benvenuto nel mondo del RAW!

L’istogramma e il fotoritocco

Il formato RAW e l’istogramma vanno a braccetto. Quando cercherai di capirne uno dovrai per forza capire anche l’altro.
Io sapevo cosa fosse un istogramma, ma lo vedevo con freddezza come un indicatore statistico e niente più. Pensavo che mi dicesse il numero di pixel con un determinato valore e basta. Però, adesso che la mia sensibilità all’arte era stata risvegliata, ero in grado di capire… avevo visto la luce! 256 livelli di luce!

L’istogramma é uno strumento mostruoso per capire come migliorare le tue foto in post-produzione. Quando guardo le mie foto al pc, e mi riferisco alle foto scattate in JPEG, accetto la realtà per ciò che il JPEG mi mostra. Quando, la stessa foto, la apro in RAW e modifico il bilanciamento, comincio a ricordarmi i colori che avevo visto nel mondo reale mentre la scattavo!

E, mentre lo faccio, l’istogramma cambia, evolve. Mi fa vedere come sto modificando il peso delle tre componenti principali e in che quantità. É molto intuitivo vedere come il colore del mare diventa più intenso modificando il peso della componente azzurra, lo stesso per gli alberi con la verde. Ed é incredibile vedere come qualsiasi altro colore, con la giusta combinazione, può diventare più vivo e reale.

Per esempio, quale piatto di risotto sceglieresti tra questi due?

Risotto JPG Risotto RAW

 

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