Migliora la mia foto #27: un cielo minaccioso

Migliora la mia foto #27: un cielo minaccioso

Ritorno, con la puntata di oggi, ad una foto di paesaggio che ritrae una zona rurale di Amsterdam. Il fotografo è Ludovico Ruggeri.

EXIF: diaframma f/5.6, otturatore 1/400, ISO 400, lunghezza focale 18mm, Canon EOS 450D

Intenzione del fotografo

Quando qualcuno dice che un titolo può significare molto in una foto forse ha in mente una foto come la tua. In realtà, quello che si può vedere è una normale scena di mare, con un villaggio, qualche barca e un temporale in arrivo ma titolare “Amsterdam” lo scatto mi ha costretto, lo ammetto, ad immaginare se fuori dallo scatto, da qualche parte, ci fosse la città e questo ne fosse solamente uno scorcio poco urbanizzato.

Detto questo, come di consueto ti scrivo di getto alcuni pensieri che forse mi sarebbero ballati in testa:

  • barche e pontili assolutamente nello scatto, tanto più che l’unica cosa che spicca è il bianco candore degli scafi sulla destra,
  • voglio dare importanza al cielo e a questo brutto tempo incombente, l’orizzonte lo metto quindi sul terzo inferiore ma per non tagliare l’albero del catamarano devo inginocchiarmi e puntare in alto,
  • occhio a non prendere come riferimento l’albero della barca (quasi sempre è storto), fai attenzione invece all’orizzonte per evitare una foto storta,
  • il villaggio sulla sinistra è caratteristico (anche se si vedono delle macchine che con Amsterdam stonano, magari le tolgo in post), devo cercare di includerlo a sufficienza senza essere invadente ma soprattutto non voglio tagliare delle case, se possibile,
  • ho punti d’attenzione su più piani, devo massimizzare la mia profondità di campo per non avere zone con poca nitidezza,
  • la luce non è delle migliori, è piatta (gli inglesi direbbero “dull”) e mi regala poco contrasto, devo stare attento all’istogramma, esporre a destra e recuperare contrasto poi in post, se necessario.

Quando si scatta con un obiettivo grandangolare (o con uno zoom a quelle lunghezze focali) la posizione che assumi con il corpo è più che importante, è determinante.

Prova a fare una foto a 18mm (sparo questa in quanto gli zoom da kit sono di solito dei 18-55 o 18-135, ecc.) in piedi ed una subito dopo con un ginocchio appoggiato a terra, potrai osservare come non cambierà solamente la posizione dell’orizzonte ma anche la prospettiva, l’andamento delle linee, l’importanza del primo piano, ecc.

Composizione

Della composizione ho già accennato qualcosa, in linea di massima le tue scelte vanno molto bene per una foto ricordo, che però potrai apprezzare pienamente solamente tu che hai ben presente cosa c’era esattamente fuori dal frame.

Personalmente, mi sarei spostato più verso destra, mi sarei accovacciato ed avrei puntato l’obiettivo maggiormente a sinistra e in alto. Il risultato che mi sarei aspettato: orizzonte sul terzo inferiore, barca bianca comunque a destra, maggiore porzione di villaggio presente, meno prato e più cielo nuvoloso. Avrei ottenuto, come risultato secondario, che il secondo pontile non avrebbe dato la sensazione di finire fuori dallo scatto lasciando un elemento incompleto.

Una nota sull’orizzonte: sembra storto ma non lo è, ci sono sulla sinistra degli elementi di disturbo (parlo ovviamente di disturbo per l’allineamento, non per il paesaggio) sotto all’orizzonte e sulla destra invece ci sono arbusti ed alberi che ne alzano il tiro facendo visivamente pendere leggermente verso sinistra. Situazione difficile da gestire ad occhio e a mano libera.
Punto spesso sulle questioni di orizzonte dritto per un semplice motivo: una inclinazione non voluta di pochi gradi vi farà perdere, una volta raddrizzata la foto, una superficie molto elevata dello scatto (perchè verrà eliminato praticamente tutto il bordo esistente).

Oltre al crop significativo, si rischia di perdere anche eventuali elementi che erano stati posizionati proprio sul bordo.

Luci e colore

Come già detto, la luce era veramente piatta, a causa (o grazie) alle nuvole che si comportavano da enorme diffusore.
Ho la sensazione che la tua foto potesse essere un po’ più esposta, per ottenere qualche bianco un po’ più brillante.
Il massimo credo lo avresti ottenuto con un filtro ND (e cavalletto quindi) per ottenere del movimento nelle nuvole e una lisciatura della superficie dell’acqua che, leggermente increspata com’era, sarebbe riuscita molto bene. Naturalmente avresti dovuto chiudere di più il diaframma (cosa per altro utile anche per recuperare profondità di campo) e portare gli ISO a 100 (minore rumore, maggiori tempi di esposizione).

Circa i colori, temo che non avresti potuto fare molto, se non aspettare che un pescatore in tuta impermeabile gialla o rossa ti si presentasse nell’inquadratura. Tuttavia questi colori un po’ spenti contestualizzano l’immagine e quindi non li vedo come un elemento negativo. Per gusto personale, devo però ammettere che mi piacciono le scene con colori più vivi.

Il bilanciamento del bianco, osservato prevalentemente sugli scafi in basso a destra, mi sembra corretto.

Post-produzione

Ludovico, secondo me se una foto come la tua viene inquadrata nel modo giusto ci sono pochi passaggi di post necessari.
In questo caso:

  • avrei aumentato l’esposizione di quasi uno stop,
  • avrei verificato esattamente il bilanciamento del bianco e i punti di bianco e di nero (vedi l’ottimo tutorial di Giorgio sempre su FCF nella rubrica Da RAW a Master),
  • avrei controllato (e se necessario eliminato) il rumore,
  • sarei intervenuto sulla nitidezza aumentandola localmente sul villaggio e sulle parti inferiori,
  • (nel caso di uno scatto normale senza filtro ND) avrei aumentato leggermente la chiarezza sulle nuvole per tirarne fuori al massimo la trama,
  • Infine, un passaggio di Dodge & Burn (fantastico l’ebook di Craft And Vision al riguardo) scurendo qua e la le nuvole e schiarendo il villaggio e la barca.

Commento finale

Ludovico, la tua foto mi è piaciuta, intanto per lo “scherzo” che mi ha tirato il titolo e poi per la sua completezza. Ci sono gli elementi giusti (manca però la presenza umana, per chi la gradisce) e vanno solamente “tirati fuori” al meglio, basta un po’ di allenamento sulla posizione del corpo e sulla pre-visualizzazione. I tuoi migliori alleati sono i tuoi due pollici e i tuoi due indici, mettili assieme a formare un frame e guardati attorno, allenati a vedere fotograficamente, anche quando non hai con te la reflex.

Per quanto mi era possibile, ho giocato con il tuo scatto e questa è la mia interpretazione.

Oltre a quanto ti ho scritto nel paragrafo della post, ho provato a scaldare la temperatura delle nuvole (che ora hanno qualche riflesso giallo) ed ho aumentato la vividezza generale per ottenere gialli e verdi più vivi.

Alla prossima!

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