Migliora la mia foto #26

Migliora la mia foto #26

La foto di oggi è stata inviata da Dario, che mi chiede un parere in generale sulla foto, con un approfondimento sulla gestione della luce.

I dati Exif: macchina Olympus E-M5, distanza focale 45mm, diaframma f/1.8, otturatore 1/50, ISO 200.

Intenzione del fotografo

Proprio come te, il genere still-life (in questo caso siamo nel campo della food photography) non è il mio preferito. Proprio come te, penso che sia un ottimo esercizio per la comprensione e la gestione della luce.
Davanti alla necessità di scattare una foto per un prodotto (immaginiamo che il soggetto della tua foto dovesse essere promosso commercialmente su una rivista) avrei avuto molti pensieri sparsi, tra cui:

  • riprendo il soggetto dall’alto, orizzontalmente oppure da una qualsiasi altra angolatura?
  • quale aspetto di questo prodotto deve essere valorizzato e quale invece minimizzato?
  • il contenitore è fotograficamente adatto?
  • il piano e lo sfondo sono adatti? sono semplici e senza interferenze?
  • riprendo il mio soggetto da solo oppure devo ambientare lo scatto, inserendo oggetti complementari?

Come concetto generale posso dirti che le riprese dall’alto si concentrano sul prodotto mentre quelle in orizzontale (o quasi) si concentrano sul prodotto all’interno di un contesto.
Anche la profondità di campo (contestualmente alla messa a fuoco) dipendono dall’angolatura di ripresa: dall’alto dovrai tenere a fuoco tutto, diversamente con foto più angolate oppure orizzontali potrai gestire lo sfocato per lo sfondo e, più raramente, anche per parte del prodotto.

Per quanto riguarda il contenitore, prova a cercare “food photography” su Google Immagini per farti un’idea. Di solito il contenitore va di pari passo con il contenuto per ottenere il giusto contrasto. Troverai comunque che nel 90% si tratta di piatti piani di porcellana, molto semplici e di forma rotonda o rettangolare (questi ultimi usati di solito per cibo a fette o ripetitivo). Il resto sono piatti scuri, ciotole in legno e taglieri.

La superficie di lavoro dovrà essere la più semplice possibile, prima di tutto per consentirti di lavorare senza ostacoli e poi per poter mantenere lo scatto il più pulito possibile.

Composizione

Dario, hai scelto per il tuo scatto un punto di ripresa angolato, sembrerebbe a circa 45° rispetto al tavolo e comunque frontale rispetto al prodotto. La composizione è sicuramente simmetrica, la foto è quasi quadrata ed è presente solo il tuo soggetto: non è una foto che rispecchia i normali canoni della food photography (piuttosto si va quasi nel campo della catalogazione), nel senso che di norma si inserisce anche qualche elemento a corredo (eventualmente sfocato per non distrarre dal soggetto principale o comunque ripreso in parte, tagliandolo con il contorno della foto) e si decentra il soggetto per dare dinamicità allo scatto.

Accessori da cucina come mestoli o posate possono aiutarti a creare qualche disequilibrio e una tovaglia a scacchi con colori pastello o una tela grezza può rendere più “a tema” una superficie altrimenti monotona e ti aiuta a gestire i riflessi della luce.

Siamo nel campo del food design, come recentemente Alberto ha scritto qui su FotoComeFare, ma queste accortezze sono fondamentali quando si va a fotografare il cibo.

Personalmente, avrei scattato da un livello più basso, avrei usato una tovaglia, avrei scattato quasi verso la finestra (mi piacciono le situazioni high key quando scatto cibo) e avrei sistemato fuori dal piatto (che a questo punto avrebbe perso importanza rispetto al tuo scatto, diventando meno visibile ed importante) uno di quei dolcetti tagliato in due (con il coltello in vista li vicino).

Avrei provato anche diversi scatti con diversi contenitori, passando dal piatto al tagliere fino anche ad un brocca ad esempio, per vedere cosa avrebbe funzionato meglio.

Infine, questo però è gusto personale, in questo caso non avrei sfocato il centrino sul retro.

Luci e colore

Vengo ora a quello che hai chiesto: la gestione della luce.
Moltissima food photography viene fatta sfruttando la luce naturale che filtra dalle finestre, come hai fatto tu. Le finestre sono perfette perchè sono una fonte di luce molto grande e di conseguenza la luce colpisce ogni superficie in modo diffuso e non puntiforme.

A onor del vero, molto spesso viene comunque aggiunto un pannello diffusore proprio fuori dallo scatto per cercare di allargare il più possibile la zona luminosa riflessa sul cibo.

Quello che non hai gestito al meglio nel tuo scatto sono le ombre. Farlo è abbastanza semplice: basta un pannello riflettente dorato o argentato (a seconda dell’effetto ricercato) posto dall’altra parte del soggetto rispetto alla fonte luminosa.

Con un pannello riflettente avresti aumentato la luce nella parte sinistra dello scatto andando a schiarire in modo diffuso la frutta che ora invece è piuttosto “nascosta”. Anche la tavola, che presenta anch’essa una caduta di luce, avrebbe beneficiato di una luce di riempimento da sinistra. Con questo non voglio dire che le ombre nelle foto di cibo non ci devono essere, anzi! Ombre ben gestite servono a dare volume e spessore al cibo, quello che va evitato è la perdita di dettaglio.

Su internet puoi trovare dei pannelli 5 in 1 a meno di 25 euro compresa spedizione, ci troverai dentro un diffusore, una superficie dorata, una argentata, una bianca e una nera (per sottrarre luce ed eliminare riflessi).

Per quanto riguarda i colori, il bilanciamento del bianco va bene e i colori sono gradevoli e saturi.

Post-produzione

Il genere still-life, per la preparazione che c’è dietro lo scatto, dovrebbe produrre foto già buone direttamente dalla reflex, sia in termini di crop, bilanciamento del bianco (con un cartoncino grigio ad esempio), luci, composizione.

L’unico intervento che, sulla tua foto, mi sentirei comunque di fare è aumentare la luce nelle ombre per simulare l’effetto del pannello.

Commento finale

Dario, se questo è uno dei tuoi primi scatti, devo farti i complimenti: molti pensano che la food photography sia semplice finché non si cimentano con qualche scatto.
Il mio consiglio è quello di farti una cultura guardando quante più foto possibile su Google e cercando di replicare quelle che trovi più belle.
Prima di farlo, ragiona sulla foto che stai guardando, cerca di capire l’angolo da cui hanno scattato, da dove arriva la luce, se hanno usato qualche accorgimento per predisporre la scena.
Riflettere prima di scattare è un requisito fondamentale in fotografia, quando scatti in studio assume ancora più importanza.

Alla prossima!

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