Migliora la mia foto #24

Migliora la mia foto #24

Torno ad occuparmi di ritratto grazie alla foto inviata da Lia, che ritrae una bella bambina bionda durante una pappa piuttosto “combattuta”.

I dati EXIF della foto: Nikon D300, ISO 200, lunghezza focale 150mm (225mm su pieno formato), diaframma a f/5,6, otturatore 1/60s.

Intenzione del fotografo

Lia, da papà non posso che calarmi in pieno nella situazione in cui ti sei trovata tu.

Il flusso dei pensieri, in situazioni come questa, è rapidissimo in quanto i bimbi sono tra le prede fotografiche più difficili con cui confrontarsi.

Ti riassumo quindi che cosa passa nella mia mente (la maggior parte dei pensieri è quasi a livello inconscio) quando cerco di fare una foto al mio Tommaso.

  • Questo pranzo si sta mettendo bene, Tommy è allegro, potrebbe venire fuori una bella foto, prendo la reflex
  • Mi siedo in modo che non ci siano ostacoli tra me e lui, se possibile devo gestire anche le interferenze, come il braccio della mamma che lo imbocca (da quale angolazione mi coprirà meno la faccia di Tommaso?)
  • Gli faccio ombra?
  • Da dove mi sono messo inquadro una parte della stanza che è poco fotogenica? O, come nel mio caso, disordinata? Anche se sfoco al massimo lo sfondo, il palese casino si noterà…
  • Scelgo un taglio stretto o più largo? Quello stretto mi costringerà a seguirlo come un segugio, si muove troppo e troppo velocemente. Se sto largo invece includo elementi che non vorrei? Perdo dettagli importanti sul viso?
  • Sono di peso a mia moglie? La situazione è simpatica e gestibile oppure il mio desiderio di fare foto sta creando tensione?
  • Sto tagliando parti del viso?
  • Riesco a rendere l’idea di quello che sta succedendo?

La mia scelta, per le foto con i bimbi al chiuso, è quella di utilizzare la funzione di ISO automatici (ritengo sia meglio una foto leggermente rumorosa che mossa) e messa a fuoco one-shot (quella predittiva, che con i bimbi va molto bene all’aperto, al chiuso rischia a volte di essere ingannata da un braccio alzato, dalla mamma che passa davanti al punto di messa a fuoco con la pappa, ecc.), prediligo comunque lo scatto in priorità di diaframma in modo da controllare lo sfocato dello sfondo.

Le reflex di fascia media ormai non hanno problemi a scattare fino a 800-1600 ISO, per quelle di fascia alta è ormai normale produrre foto di qualità anche oltre i 3000 ISO, e di solito vedo che le mie foto non vanno oltre ai 1250 ISO.

Riguardo al taglio da dare alla foto, prediligo tagli stretti, circa come quello di questa foto.
Per rendere l’idea di quello che succede di solito allargo il campo fino ad includere un elemento che aiuti l’immaginazione, come succede in questo caso con la posata e la manina sporca di sugo, scatto in modalità continua perché i bimbi hanno la capacità di cambiare espressione in continuazione (in questo la Canon 7D è eccezionale in quanto ha una raffica da 9 fotogrammi al secondo in RAW).

Come ultima indicazione ti dico questo: alla domanda sull’essere o meno d’intralcio, purtroppo spesso mi rispondo di si, ti consiglio quindi di valutare sempre attentamente la situazione e di limitare la sessione di foto a due o tre minuti al massimo.

Composizione

Passando alla valutazione della tua foto, devo affrontare per prima cosa l’aspetto a cui do sempre la maggiore importanza, le scelte di composizione.

Nel tuo scatto, ci sono tre elementi che sono stati tagliati fuori dai bordi: parte della manina, l’orecchio (con parte della testa) e buona parte della forchetta.

Una regola ferrea nella composizione di un ritratto prevede che i tagli alla figura vengano fatti in punti ben precisi per risultare gradevoli: riguardo alla testa, l’unico taglio accettabile sarebbe quello parziale della fronte, mai le orecchie.

La forchetta maggiormente presente ti avrebbe garantito una linea d’ingresso nella foto, un vettore molto importante e carico di significato che avrebbe portato poi lo sguardo verso la bocca sporca di sugo.
Circa la manina parzialmente tagliata, è solo un dettaglio che puoi ricondurre al mio gusto estetico.

La sfocatura dello sfondo è perfetta, se il ritratto fosse stato completo anche a sinistra il senso di isolamento dallo sfondo sfocato sarebbe stato molto efficace.
Circa invece la sfocatura del soggetto, si percepisce nitidamente il volto (soprattutto gli occhi) e questo è un bene mentre già la guancia inizia a sfocare. Qui siamo nell’ordine del gusto personale: a me piace l’intero volto a fuoco con lo sfocato che inizia

Luci e colore

Lia, il bilanciamento del bianco della tua foto mi sembra preciso, il bavaglino è effettivamente bianco.
Il problema è nella potenza del flash che hai usato: non solo ha creato una forte e decisa ombra della forchetta sul collo della tua bimba ma ha evidenziato le vene e la pigmentazione rossa dei capillari.

E’ anche per questo motivo che preferisco obiettivi molto luminosi (ad esempio dei fissi sotto f/2) oppure ISO alti: posso impostare la potenza del flash al minimo, giusto come luce di riempimento.

La compensazione del flash è una funzione che molti sfuggono quasi con timore ma garantisce soddisfazioni importanti, soprattutto sui ritratti. Ti consiglio di esplorarla.

Post-produzione

Ti racconto qual è la mia abitudine riguardo la post-produzione quando ho a che fare con le foto di bimbi.
Ipotizzando di aver già sistemato esposizione, contrasto e bilanciamento del bianco, io applico una leggera diminuzione della chiarezza per donare un minimo effetto di ammorbidimento della pelle (ci sarebbero metodi migliori ma in un paio di secondi in questo modo spesso si ottiene già un discreto risultato).

Aumento la luce nel bulbo oculare (guarda la tua foto, tende al grigio) per renderlo più bianco e cerco di eliminare qualche elemento di disturbo (nella tua foto sarei intervenuto sulle vene intorno agli occhi e avrei lasciato solo il sugo intorno alle labbra togliendo quindi quello su guancia, naso e manina).

Ho provato a lavorare la tua foto in base a quanto scritto sopra, ho adottato anche un ritaglio per escludere totalmente la parte di orecchio che avevi lasciato (penso sia meglio totalmente fuori che a metà).

Commento finale

Con i bambini piccoli ho fatto i miei migliori scatti lasciandoli liberi di fare qualcosa (nel caso della pappa, lasciando il piatto a disposizione cercando di non farmi troppi problemi per il disastro che combinavano) senza intervenire nelle loro attività.

Nel caso non fosse il momento della pappa, è sempre stato altrettanto efficace assegnare piccoli compiti molto semplici (“…ho bisogno che mi aiuti a raccogliere quei sassolini bianchi e a metterli qui”) che di solito i nostri piccoli sono ben felici di portare a termine.

Un complice che al momento giusto richiama l’attenzione del bimbo è molto utile perché ti consente di mantenere le mani sulla reflex, serve però coordinamento tra voi in modo che tu sia pronta.

Come al solito, sono a disposizione di tutti per qualsiasi approfondimento.

Alla prossima!

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