Tante, troppe foto: quante scattarne, quando e come selezionarle?

Tante, troppe foto: quante scattarne, quando e come selezionarle?

quante foto scattare

Sul forum di FotoComeFare nascono ogni settimana discussioni interessanti. Tra queste, di recente mi ha colpito molto la discussione: Il ragazzo dal grilletto facile e l’invasione dei file, l’arma a doppio taglio dell’era digitale.

Di cosa parla?

Bè, affronta un problema che ogni fotografo, appena supera il livello di principiante totale, si trova ad affrontare: quante foto scattare? Quando selezionarle? Come selezionarle? Tenere anche gli scarti?

Questo problema è sempre esistito ma è diventato particolarmente più sentito da quando si è diffusa la fotografia digitale. Infatti, ora possiamo scattare centinaia, migliaia di foto senza consumare rullini, a costo zero.

Poi, però, ci ritroviamo schede  di memoria e dischi rigidi stracolmi di immagini e dobbiamo scegliere attentamente quali tenere, prima di passare al loro sviluppo. Infatti, saper selezionare le proprie foto in maniera severa è un must per qualunque fotografo.

Non solo serve a mostrare solamente le tue foto migliori, ma anche e soprattutto a diventare fotografi migliori.

Avendo letto del flusso di lavoro di molti fotografi e avendone sviluppato uno mio, in questo articolo ti spiego  come affrontare questo problema. In questo modo potrai ridurre il tempo dedicato alla selezione delle foto, ed aumentare quello dedicato a fare le foto. Inoltre, con la pratica diventerai anche capace di scegliere le foto veramente migliori da dare agli amici, ai clienti, da inserire nel portfolio.

Sul campo: quanto scattare?

Riguardo al numero di foto da scattare e alla sindrome del “grillletto facile” (…tanto poi le posso buttare…) ci sono due filosofie diverse:

  • la prima suggerisce di scattare il più possibile per allenarti, dato che non costa nulla,
  • la seconda suggerisce di limitare il numero di foto che fai, per esercitarti a riconoscere una buona scena prima di averla vista sullo schermo del computer e per farti desistere dall’andare per tentativi.

La verità ovviamente sta nel mezzo.

Da principiante, sicuramente l’istinto è di fotografare qualsiasi cosa, nella maniera più barbara possibile. Ma se vuoi imparare veramente a fotografare, devi passare più tempo ad osservare, prima di scattare. A questo scopo, è sicuramente un buon esercizio abituarti a pensare due volte prima di scattare, ed eventualmente non premere nemmeno il pulsante di scatto.

Detto questo, però, vale anche il consiglio di scattare il numero più alto possibile di foto ad un singolo soggetto per studiarlo da ogni angolazione e con ogni tipo di luce. Quindi, scattare tantissimo è sicuramente utile, ma solo se è fatto con criterio, con uno scopo.

Quindi:

  • no allo scatto furioso, solo sperando che con un colpo di fortuna otterrai una bella foto,
  • sì allo studio metodico e ripetuto di una scena, attraverso numerosi scatti.

In questo secondo caso, ti ritroverai comunque con tante foto da selezionare, però probabilmente saranno gradualmente migliori. Inoltre, osservandole in sequenza potrai seguire il ragionamento che ti ha portato al risultato finale e apprezzare come i cambiamenti nell’immagine in base alle tue diverse scelte.

Sul campo: selezionare dalla fotocamera?

C’è chi seleziona le foto direttamente all’interno della fotocamera, prima ancora di averle scaricate sul computer. Vedo almeno tre buoni motivi per non farlo:

  • meglio sempre ridurre il più possibile il tempo che perdi ad osservare lo schermo della fotocamera,
  • per quanto grande e luminoso, lo schermo della fotocamera non ti permette di apprezzare la foto quanto lo schermo del computer, decisamente più ampio,
  • la vita delle schede di memoria dipende dal numero di scritture, cancellando le foto una ad una aumenti il numero delle scritture esponenzialmente.

Quindi, evita di cancellare le foto dalla fotocamera, portale a casa tutte e selezionale sul computer. L’unica eccezione può essere costituita dal caso in cui hai tutte le schede di memoria piene e devi assolutamente fare spazio per altre foto.

Al computer: prima selezione rapida

Una volta al computer, scarica direttamente tutte le foto (magari importandole in Lightroom o qualche software simile), fanne un backup e formatta la scheda di memoria. Ora comincia il bello.

Il primo passaggio di selezione deve essere molto veloce e serve solo a potare i rami secchi. Scorri velocemente tra tutte le foto e trova quelle assolutamente da buttare, quelle che per nessun motivo potresti salvare e far vedere a qualcuno, tra cui:

  • foto con messa a fuoco totalmente sbagliata,
  • foto eccessivamente (e non artisticamente) mosse,
  • foto troppo sotto o sovraesposte per essere recuperate,
  • foto a soggetti sbagliati,
  • foto dalla composizione totalmente inefficace (anche se le ritagliassi).

Deve essere un processo veloce, come dicevo. Se hai qualche indecisione, non scartare la foto.

Questo primo passo, in molti casi, soprattutto se sei alle prime armi, ti permetterà già di eliminare molte foto e ridurre quindi l’insieme di quelle su cui effettuare una selezione più fine.

Secondo passo: i “forse”

Tra le foto che ti sono rimaste, ce ne saranno ancora molte da eliminare, che però richiedono uno sguardo più attento. Ad esempio potrebbe trattarsi di:

  • foto con la messa a fuoco quasi corretta, che ti accorgi essere sbagliate solamente guardando un ingrandimento,
  • foto scattate ad alti ISO, di cui devi verificare il livello di rumore,
  • foto appartenenti ad una raffica (solamente una tra tutte andrà bene),
  • composizioni che potrebbero essere corrette da un ritaglio,
  • foto a colori che però devono essere convertite in bianco e nero per dimostrare il loro valore,
  • foto che necessitano di post-produzione in generale.

Quindi, questo secondo passaggio è molto più lento del primo. Ti troverai a dover fare ingrandimenti, a dover confrontare gruppi di foto, a provare qualche rapida azione di post-produzione (ad es. la conversione in bianco e nero) prima di decidere se tenere o buttare una foto.

Un concetto importante a questo punto è che non devi prendere troppe decisioni in una volta. Ovvero, valuta tecnicamente le foto ma non pensare quale sarà la loro destinazione, se sono da portfolio, da mostra, da social network. È praticamente impossibile che tu riesca a prender una buona e rapida decisione in questa fase.

Terza fase: al lavoro sulle singole foto

Le foto rimaste a questo punto saranno tutte potenzialmente da elaborare. Alcune (o molte) verranno comunque eliminate, ma solo dopo averci lavorato un po’.

Purtroppo puoi risparmiare tempo fino ad un certo punto. Il destino di molti scatti rimarrà indeciso finché non avrai provato ad elaborarli e anche allora alcuni di essi avranno bisogno di riposare per essere apprezzati veramente.

Solitamente, in questa fase mi trovo a scegliere quali foto elaborare anche in base all’ispirazione. Guardo quelle che mi sono rimaste e comincio a post-produrre quella o quelle di cui mi pare di intravedere il “destino”, non seguo un ordine.

Talvolta comincio la post-produzione ma ad un tratto devo fermarmi e lasciare il lavoro incompleto perché non lo ritengo ancora definitivo e nemmeno da scartare, ma non sono sicuro su come procedere. Ci tornerò dopo un po’ di riposo.

Un fattore trascurato: il riposo

Se non hai clienti che esigono rapidità o amici che vogliono vedere subito le foto di un evento, ti aiuterà moltissimo introdurre delle pause nel tuo processo di selezione. Alla fine di ogni fase, lascia passare almeno un giorno. Così, tornerai con la mente e gli occhi più freschi al tuo processo decisionale. Se poi le foto sono moltissime, sarà utile mettere in pausa anche le singole fasi.

Ci sono diversi vantaggi nelle pause:

  • più tempo passa tra lo scatto e la revisione, meno il tuo giudizio sarò influenzato dall’emozione del momento,
  • anche la memoria sarà indebolita e vedrai le foto per quello che sono, non per come ti ricordi la scena,
  • dopo un po’ che osservi lo schermo del computer ti stanchi e il tuo giudizio perde efficacia,
  • se torni a distanza di tempo sulla stessa immagine, vedrai cose che prima non vedevi.

Se qualcuno esige rapidamente le foto, puoi comunque usare predefiniti di sviluppo, o strumenti simili, per produrre delle anteprime e far capire come sta andando il lavoro, mentre ti prendi il tempo necessario a elaborare correttamente i tuoi scatti.

Cosa fare degli scarti?

Rimane da decidere cosa fare delle foto scartate. Sì, perché non è detto tu debba cancellarle.

Gli scarti della prima fase, essendo totalmente sbagliati, possono essere rimossi senza pietà. Però, alcune o tutte le foto scartate nelle altre fasi potrebbero tornare utili in futuro.

David duChemin in The visual toolbox consiglia per esempio di tenere le bozze, ovvero le foto che hai scattato alla ricerca del modo migliore per immortalare una scena. Queste bozze ti possono servire proprio come la bozza di un testo o lo schizzo di un disegno. Riosservandole puoi trarre spunto su come fotografare una scena simile (o la stessa scena) in un secondo momento.

Inoltre, qualcosa che hai scartato potrebbe rivelarsi utile in futuro, magari per un ritaglio o un esperimento di post-produzione.

Quindi, se hai abbastanza tempo, ti conviene etichettare i tuoi scarti e revisionarli prima di buttarli via, dovrebbe essere un processo abbastanza veloce. Se hai problemi di spazio su disco, converti gli scarti in jpeg. Andranno benissimo se vuoi tenerli solo per osservarli al bisogno, un po’ meno se pensi di farci del fotoritocco (ma se salvati in alta qualità andranno bene comunque).

Che ne dici?

Questi sono i miei consigli che, come vedi, permettono di risparmiare del tempo, ma fino ad un certo punto. Se la tua fotografia ha scopi artistici, credo che più di tanto non puoi correre, è necessario fermarsi, provare e riprovare.

Immagino però che il tuo processo e le tue scelte nella selezione delle foto possano essere diversi: ti va di condividerli con un commento qui sotto?

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