Luce naturale e food photography: un accostamento divino

Luce naturale e food photography: un accostamento divino

Nel precedente articolo sulla sulla food photography ti ho dato qualche dritta su come usare al meglio la luce quando fotografi il cibo.

Un tipo di luce che, secondo me, in questo ambito merita una menzione speciale è la luce naturale. Certo, tantissimi scatti che puoi vedere ad esempio sulle riviste, sono realizzati utilizzando flash e illuminazione da studio. Però, la luce naturale ha un ampio spazio nella food photography e per delle ottime ragioni.

In questo articolo, allora, ti spiegherò come usare al meglio la luce naturale nella food photography, anche basandomi sulla mia recente esperienza nella scattare le foto per il sito di mia moglie, Apprendista Pasticcere.

Perché scegliere la luce naturale nella food photography

Innanzitutto, la luce naturale e sempre gratuita e disponibile (tranne di notte, ovviamente). Questo è un grande vantaggio, soprattutto se non hai voglia di Spendere soldi per acquistare flash e accessori vari, necessari ad allestire anche un piccolo studio fotografico.

In secondo luogo, il modo in cui viene usata la luce naturale nella food photography garantisce sempre atmosfere pacifiche, eleganti, invitanti. Questo risultato si ottiene semplicemente diffondendola e scegliendone opportunamente la direzione.

Infine, in qualche modo, la naturalezza della luce si sposa benissimo con la naturalezza del cibo. Ecco che allora la luce naturale è perfetta per immortalare piatti artigianali, ma anche per evidenziare la freschezza di determinati ingredienti. Questo è anche uno dei motivi per cui molti food blogger che si appassionano alla fotografia realizzano esclusivamente foto con luce naturale.

La luce naturale all’interno

Nella food photography, la luce naturale è sfruttabile sia all’interno che all’esterno, anche se a mio parere il primo caso è quello più frequente. Cominciamo allora da questo, su cui c’è molto più da dire.

Ovviamente, fotografando all’interno di un edificio, la sorgente di luce sarà costituita da una o più finestre. L’elemento più importante per determinare il successo, ma anche la facilità di realizzazione, della tua foto sarà la dimensione della finestra (o delle finestre), per diversi motivi:

  • una finestra troppo piccola fornirà troppo poca luce, costringendoti ad alzare l’ISO, oppure proprio impedendoti di ottenere uno scatto decente,
  • una finestra troppo piccola ti limiterà nelle direzioni possibili in cui orientare il cibo per variare i modi in cui è colpito dalla luce,
  • una luce di dimensione maggiore rispetto al soggetto è più diffusa,
  • una fonte di luce troppo grande può essere sempre ridotta, ad esempio per mezzo di un telo nero, il contrario non è possibile.

Poi, fai attenzione anche all’esposizione della finestra. Innanzitutto, la direzione verso cui è esposta determinerà una differente intensità è un differente colore della luce a seconda dell’ora del giorno in cui fotografi.

Inoltre, altri edifici potrebbero modificare la luce. Edifici più alti potrebbero creare ombre, in determinati momenti della giornata, in grado di rovinare la tua foto. Potrebbe però anche succedere che edifici di colore chiaro riflettano e diffondono la luce rendendola migliore a scopo fotografico.

Infatti, è importantissimo che la luce venga diffusa. Pochi saranno in casi in cui la vorrai nuda e cruda. Per fortuna, con la luce che entra dalla finestra, questo è facile da ottenere:

  • puoi usare la tenda che la finestra potrebbe già avere, attenzione però che copra interamente la finestra e che non abbia disegni che producono ombre strane sul soggetto,
  • poi usare un qualsiasi telo chiaro non troppo pesante, valutando ad occhio se riduce troppo o troppo poco la quantità di luce che entra la finestra,
  • come suggerisce Scott Kelby, se il vetro è sporco, da solo potrebbe fornire la sufficiente diffusione.

Tutte le foto in questo articolo sfruttano luce diffusa. Ecco l’unico esempio di una luce diretta, molto contrastata. Osserva in particolare l’intensa luminosità delle zone illuminate rispetto a quelle in ombra.

my 2nd explored aug.1 by risa-i, on Flickr
Creative Commons Attribution-Noncommercial 2.0 Generic License  by risa-i

Una volta individuata la finestra e diffuso in maniera adeguata la luce, devi determinare la corretta direzione della luce. Ma come fai a dirigere la luce se la fonte è una finestra fissa nel muro? Per fortuna, nella food photography i soggetti sono sempre piuttosto piccoli e facili da spostare.

Puoi quindi spostare, inclinare, ruotare i piatti e le pietanze in maniera che vengano colpiti dalla luce nel modo migliore. Ovviamente devi considerare la direzione della luce relativamente al punto in cui tu intendi posizionarti.

Un buon punto di partenza consiste nello sfruttare una luce laterale e poi sperimentare ruotando il piatto per valutare che cosa cambia. Giocando anche sulla distanza tra il piatto e la sorgente di luce, puoi aumentare e diminuire l’intensità della luce creando infinite varianti.

Come puoi intuire, è meglio che il tuo soggetto abbia la maggiore libertà di movimento possibile. Perciò, spesso la cucina, ovvero il luogo più naturale per il cibo, non è il posto migliore in cui fotografarlo. Potrebbe essere meglio usare ad esempio un soggiorno dotato di una grande portafinestra con un ampio spazio di fronte ad essa. L’importante è che ti procuri un sostegno o anche una semplice tavola di di legno da porre per terra, sotto il piatto, per fungere da supporto e dare l’idea di trovarsi comunque in una stanza dedicata a preparare o consumare il cibo.

All’esterno

Anche fuori di casa si possono ottenere risultati encomiabili. Ciò che devi evitare, però, e la luce diretta del sole. Come accade per i ritratti e qualsiasi altro scatto che sfrutti la luce naturale all’aperto, ci sono diversi modi per evitarla:

  • sfrutta una giornata con il cielo coperto,
  • stai all’ombra di un portico o di qualche albero,
  • spostati nel lato in ombra di una casa.

Oppure, visto che il cibo è un soggetto piccolo, puoi creare la tua ombra, con un ombrello o un accessorio di cui ti parlo tra poco.

Al ristorante

Se non hai in casa nessun cuoco provetto e non fotografi di cibo per professione, probabilmente il luogo in cui puoi fotografare i piatti più fotogenici è il ristorante. Se la tua passione per la fotografia è reale, non devi perdere le occasioni fornite da pranzi e cene nei locali.

A tale scopo, ricordati  di scegliere un tavolo vicino ad una finestra ampia. All’interno del locale, distante dalle finestre, avrai infatti solo l’effetto delle luci artificiali o semplicemente troppo poca luce.

Ad esempio, ho scattato la foto seguente in un ristorante sfruttando solamente la luce naturale ed una apertura molto ampia.

Cous cous with fish by p1ndar0, on Flickr
Creative Commons Attribution 2.0 Generic License  by p1ndar0

Certo, in questo frangente si aggiungono un paio di difficoltà non fotografiche ovvero un eventuale imbarazzo e l’impazienza dei commensali che aspettano di mangiare il piatto che stai accuratamente immortalando.

Ma di fronte all’opportunità di una foto sublime, queste sono inezie.

L’accessorio indispensabile ma economico

Come ti ho già suggerito nell’articolo sulla luce nella food photography, un accessorio molto utile, spesso imprescindibile è il riflettore. In particolare, usando la luce naturale ti ritroverai spesso ad avere soggetti ben illuminati da un lato e molto scuri dall’altro. Guarda ad esempio la foto qui sotto, vedi come le ombre sono chiuse?

Per riequilibrare la situazione, è sufficiente riflettere una parte della luce verso le zone in ombra. Talvolta, a tale scopo è sufficiente piazzare il cibo su superfici chiare, ad esempio un piatto molto lucido e una tovaglia bianca.

Qualora ciò non fosse possibile, o non fosse sufficiente, basta che ti procuri un riflettore 5 in 1. Si tratta di un accessorio molto economico, portatile, che permette di riflettere la luce in tre colori diversi (bianco, argento, oro) ma anche di creare l’ombra di cui parlavamo prima, grazie al rivestimento nero, e di diffonderla. Puoi quindi usarlo anche all’aperto, coprendo totalmente il soggetto per diffondere o ridurre la luce diretta del sole.

Alcuni link

Nelle mie peregrinazioni internettiane, tra tutto gli articoli e video ne ho selezionati un paio che bene si integrano con quanto ho scritto e ti aiuteranno a far tuoi tutti i suggerimenti:

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