5 lezioni da Irving Penn, il rivoluzionario della fotografia di moda

5 lezioni da Irving Penn, il rivoluzionario della fotografia di moda

Hai mai visto “Il diavolo veste Prada”? È un film famosissimo, dove una grande Meryl Streep veste i panni di Anna Wintour, temutissima direttrice di Vogue America.

Anna Wintour era famosa per il suo spietato dispotismo, ma anche lei faticava a resistere al fascino di un grande fotografo dell’epoca: Irving Penn.

“Ero cotta intellettualmente. Ci misi un po’ a capirlo, ma quando per lui era no, era davvero no”.

Irving Penn, in quei primi anni Duemila, era il fotografo di punta di Vogue. Una volta ad Anna Wintour si rivolse così: “Anna, come fai a pubblicare quelle cose? Quei titoli che vanno sopra le immagini… Non è possibile che tutto sia così commerciale”. Solo lui aveva il fegato di esprimersi in quel modo con lei.

Ti ho raccontato questo aneddoto perchè dipinge in maniera eccezionale la figura carismatica di Irving Penn. Un fotografo che ha influenzato in maniera indelebile un periodo lungo più di 50 anni.

Attraverso le sue parole e i suoi insegnamenti, puoi diventare un fotografo ancora migliore.

Chi è Irving Penn

Irving Penn nasce a Plainfield, nel New Jersey, nel 1917. Fratello maggiore del regista Arthur Penn, Irving inizia la sua carriera come grafico pubblicitario per la rivista Vogue nel 1943.

L’art director di allora, però, si accorge ben presto delle sue eccezionali (e innate) abilità fotografiche. Da quel momento viene assunto come fotografo e mandato in giro per il mondo.

Inizialmente realizza un reportage in Perù, poi passa presto alla fotografia di moda. È proprio nel campo della fotografia di moda che Irving Penn comincia ad essere apprezzato in tutto il mondo.

La sua idea va in controtendenza rispetto alla fotografia di moda dell’epoca. Mentre tutti i maggiori fotografi costruiscono sfarzosi set fotografici, Irving Penn va in direzione opposta.

Si costruisce da sé un piccolo set fotografico ad angolo, trasportabile, ribattezzato “Penn’s corner”. La parete neutra diventa lo sfondo di ogni suo ritratto. Le linee dell’angolo portano inevitabilmente l’attenzione verso il soggetto. Nessuna distrazione e il massimo contrasto possibile: questo è l’approccio di Irving Penn nella fotografia di moda.

Alla fine degli anni ‘60, questo suo modo di scattare diventa una raccolta e nasce “Worlds in a small room (mondi in una piccola stanza)”.

La serie ha un enorme successo e scuote il mondo della fotografia di moda. Negli anni 70 Irving Penn è definitivamente diventato uno dei fotografi più acclamati e copiati al mondo.

1. Studia il tuo soggetto

“Riflette la mia onesta sensazione di non essere capace. Non ne so abbastanza di fiori. Come potevo presumere di sapere abbastanza sui fiori semplicemente uscendo e fotografandoli? È un senso di inadeguatezza”.

Insegnamento

Una volta Vogue commissionò a Irving Penn un progetto fotografico dedicato ai fiori. Inizialmente si rifiutò categoricamente, ma la domanda “allora non ne sei capace?” fece scattare in lui il senso di sfida. Quindi accettò il lavoro, documentandosi e studiando fiori per settimane.

Il risultato fu la pubblicazione di ben 7 numeri consecutivi di Vogue a tema floreale. Irving Penn aveva vinto la sfida, nonostante la sua reticenza iniziale.

Quando sei davanti ad un soggetto nuovo, non rifiutarti di fotografarlo a prescindere. Anzi, uscire ogni tanto dalla tua zona di comfort può aiutarti a migliorare moltissimo.

Questo, però, non significa che devi improvvisarti. Irving Penn era un perfezionista e tu dovrai usare lo stesso approccio. Studia, documentati, prova e accetta le sfide.

2. Non scattare a caso

“Bisogna saper catturare l’essenza di un momento, scegliendo con cura l’angolazione, la composizione e l’illuminazione per creare un’immagine che tocchi il cuore dello spettatore.”

Insegnamento

Le macchine fotografiche digitali, oggi, ti permettono di scattare in maniera quasi illimitata. Questo ha radicalmente cambiato anche l’approccio fotografico.

Oggi si tende a scattare con più superficialità, “tanto uno scatto buono capiterà sicuramente”. Invece non è affatto così. Se scatti in maniera superficiale, ci sono buone possibilità di non ottenere nessuno scatto buono.

Per questo motivo, ai miei corsi di fotografia, agli allievi suggerisco un “approccio analogico” durante le loro uscite fotografiche.

Scatta come se avessi solo 20 scatti a disposizione. In questo senso può essere utile usare schede SD di piccolo taglio (ad esempio 2 GB).

Con un numero ridotto di scatti a disposizione, sarai costretto a ragionare molto di più sull’inquadratura. Alla lunga, le tue percentuali di buone foto miglioreranno sensibilmente.

3. Sfrutta le tue insicurezze

“Non voglio che lo studio fotografico sia troppo sfarzoso. Non mi sento un grande fotografo, perché sono ancora pieno di dubbi sulla mia capacità di ottenere la foto che sto per scattare”.

Insegnamento

Su FotoComeFare abbiamo trattato decine di fotografi famosi. Irving Penn, come tanti altri, ormai fa parte della storia della fotografia. Eppure una caratteristica accomuna tutti questi mostri sacri: l’umiltà.

Chi è stato davvero grande, quasi mai si comportava come tale. Al contrario, oggi vedo in giro molta arroganza. Fotografi che si credono già arrivati, nonostante non abbiano fatto nemmeno un decimo del lavoro di questi illustri Maestri.

Ecco, probabilmente, il segreto per diventare un grande fotografo: rimanere umili. Se ci pensi bene, infatti, solo l’umiltà ti permette di metterti continuamente in gioco.

Il detto “non si finisce mai di imparare” deve essere il tuo mantra. Oltretutto, un atteggiamento umile ti permette anche di carpire i segreti di chi ne sa più di te. E, quindi, di migliorare.

4. Non omologarti

“La fotografia è un modo per esprimere se stessi e la propria visione del mondo. Non si tratta solo di scattare foto, ma di raccontare una storia e di creare un’immagine che trasmetta emozioni e significati profondi. Non sono interessato a catturare il mondo come è, ma come lo vedo”.

Insegnamento

Una volta un mio allievo definì un suo stesso scatto “non instagrammabile”. Mi sembrò una definizione curiosa e chiesi spiegazioni. Sostanzialmente mi disse che su Instagram funzionano un certo tipo di foto: quelle frontali, pulite, con un colore dominante. Colore che doveva essere coerente anche con le sue stesse foto pubblicate fino a quel momento.

Praticamente le sue foto erano quelle che voleva Instagram, non quelle che voleva lui. Lo invitai ad una riflessione e si rese conto dell’errore.

Oggi, social, televisione e giornali suggeriscono modelli comunicativi alquanto omologati. Il rischio è di cercare di imitare quel modello, snaturandoti.

Se vuoi crescere fotograficamente, devi esprimere te stesso. La fotografia è un’arte personale e soggettiva. Per ottenere un tuo stile, devi basarti sul tuo punto di vista e sulla tua interpretazione delle cose.

5. Sii essenziale

“Se avessi due mele da fotografare e potessi fare a meno di una, avrei meno mele da fotografare. In termini di comunicazione, è meglio essere essenziali. Anche se, forse, questa non è la scelta migliore dal punto di vista estetico”.

Insegnamento

Molte volte si tende ad includere nella scena un sacco di elementi, finendo per creare un’immagine confusa. Ricorda che “less is more”. Meno è meglio. Questo concetto vale soprattutto in fotografia.

Se il tuo soggetto è ben identificabile, il messaggio sarà certamente più diretto e immediato. D’altra parte è proprio questo il successo della fotografia minimalista.

In realtà non è affatto semplice riuscire ad ottenere scatti “essenziali”. Quando guardi una scena, il cervello è istintivamente portato ad eliminare tutto ciò che non gli interessa.

In una fotografia, però, è diverso. Osservando un’immagine, l’analisi si fa più approfondita. Proprio in quel momento ti accorgi di elementi di disturbo di cui, dal vivo, non ti eri accorto.

Prima di scattare, fermati un attimo ad analizzare la scena. Guarda soprattutto i colori, poi eventuali soggetti fuori contesto. Se necessario, cambia punto di vista. Con un allenamento costante otterrai presto buoni risultati.

Approfondimenti

I libri di Irving Penn sono delle vere e proprie opere d’arte. Oltretutto, hanno un costo di copertina spesso sopra la media. Un suo libro può diventare un oggetto da collezione, con un valore destinato a salire nel tempo. Ecco alcuni testi che ti raccomando di acquistare:

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