Guida completa alla fotografia macro

Guida completa alla fotografia macro

Guida fotografia macro

La fotografia macro si concentra su soggetti piccoli o molto piccoli. Fiori e insetti sono i preferiti. Ma anche tanti altri oggetti inanimati come goccioline d’acqua, fiocchi di neve, gioielli e pietre preziose.

Con la fotografia macro può diventare affascinante qualunque soggetto che, ingrandito, è in grado di rivelare aspetti solitamente “invisibili”.

Questo genere di foto, però, non si può improvvisare. La fotografia macro, infatti, ha requisiti tecnici che vanno oltre gli altri generi fotografici.

Ai primi tentativi di scatto ti accorgerai che:

  • il tuo obiettivo non riesce a mettere a fuoco da una distanza abbastanza ridotta,
  • il soggetto non è mai abbastanza staccato dallo sfondo,
  • il soggetto non è ingrandito a sufficienza,
  • ombre e luci diventano ingestibili,
  • tempi di scatto che credevi veloci non bastano per congelare il soggetto,
  • movimenti millimetrici rovinano la foto.

In questa guida ti spiegherò come risolvere ognuno di questi problemi. Ti consiglierò anche quale attrezzatura acquistare per ottenere risultati interessanti anche se parti da zero (e non hai il portafoglio di Mary Poppins).
Alla fine della lettura, avrai tutti gli elementi necessari per raggiungere il tuo scopo: scattare grandi foto macro.

Quali caratteristiche devono avere gli obiettivi macro?

Come avrai capito, la fotografia macro necessita di obiettivi con caratteristiche tecniche specifiche. Purtroppo, gli obiettivi che già hai difficilmente vanno bene per fare buona fotografia macro. Ecco a cosa devi stare attento:

  • distanza minima di messa a fuoco
  • rapporto di ingrandimento
  • distanza minima di lavoro.

Vediamole in dettaglio.

Distanza minima di messa a fuoco

Photographer

Per realizzare una foto ravvicinata hai due possibilità: aumentare la lunghezza focale dell’obiettivo oppure ridurre fisicamente la distanza tra te e il soggetto.

Nella seconda opzione entra in ballo la distanza minima di messa a fuoco dell’obiettivo. Te ne sarai accorto: quando scatti una foto sotto una certa distanza, il tuo obiettivo non riesce più a mettere a fuoco.

Se hai qualche dubbio, puoi mettere alla prova il tuo obiettivo con un esercizio pratico. Sistema un oggetto di piccole dimensioni su un tavolino. Mettilo a fuoco una prima volta, poi avvicinati sempre di più, continuando a mettere a fuoco.

Sotto una certa distanza, ti accorgerai che il motore di messa a fuoco del tuo obiettivo inizierà a girare a vuoto. Quella distanza limite è la distanza minima di messa a fuoco dell’obiettivo.

È un limite fisico, dovuto allo schema ottico dell’obiettivo, non puoi farci nulla. Ogni obiettivo ha una sua distanza minima di messa a fuoco, dichiarata dal costruttore. Per approfondire il concetto, leggi quest’articolo sulle caratteristiche avanzate degli obiettivi per le reflex.

Gli obiettivi grandangolari hanno una distanza minima di messa a fuoco molto più ridotta rispetto ai teleobiettivi.

Per esempio il diffusissimo 18-55 mm, ha una distanza minima di messa a fuoco molto ridotta, attorno ai 30 cm. Supponi di voler fotografare una farfalla. Col grandangolo, potresti provare ad avvicinarti alla farfalla (senza spaventarla) fino a 30 cm.

Ottimo: allora con il 18-55 puoi già fare foto macro? No, mi dispiace. L’ingrandimento non è sufficiente: la lunghezza focale è molto corta.

Utilizzando un teleobiettivo, invece, ottieni un maggiore ingrandimento. Il problema, questa volta, è che una lunghezza focale elevata è sempre accompagnata da una distanza minima di messa a fuoco altrettanto elevata. Solitamente non è inferiore ai 90 cm.

Quindi la maggiore lunghezza focale ti permetterà di avvicinare di più il soggetto, ma la maggiore dimo lo tolgono stanza di messa a fuoco ti costringerà ad allontanarti, riducendo di molto l’ingrandimento. Il risultato sarà quasi peggiore rispetto all’uso del grandangolo.

Il rapporto di ingrandimento

Macro

Nella fotografia macro ciò che interessa veramente è il rapporto di ingrandimento, ovvero il rapporto tra la dimensione reale del soggetto che stiamo inquadrando e la sua dimensione sul sensore.

Il rapporto di ingrandimento (detto anche rapporto di riproduzione), che viene solitamente considerato come il minimo per identificare un obiettivo macro, è il rapporto 1:1.

Esso significa che, quando la fotocamera è posizionata alla minima distanza di messa a fuoco dal soggetto, la dimensione del soggetto nella foto sarà uguale alla sua dimensione reale.

Rapporti maggiori (ad esempio 2:1, 3:1) comportano ingrandimenti, proprio come usando una lente o un microscopio. Quindi fotografie macro ancora più spinte.

Per farti capire meglio, ti faccio un esempio pratico. Il sensore di una fotocamera è piuttosto piccolo. Nelle Nikon il sensore ha una diagonale di 28 mm.

Avere un rapporto di ingrandimento 1:1 significa che un soggetto lungo 28 mm (un gioiello, una moneta o un insetto), inquadrandolo, può arrivare ad occupare l’intera area del sensore (quindi della foto).

La distanza minima di lavoro

Questa distanza rappresenta la distanza minima tra la parte frontale dell’obiettivo e il soggetto necessaria ad ottenere un ingrandimento pari a 1:1. Perché questa è importante?

Quando fotografi soggetti inanimati, ad esempio fiori, di cui esistono bellissime fotografie macro, questo valore è di poco conto. Spesso però i fotografi macro cercano di immortalare insetti o piccoli rettili, quindi esseri viventi.

Naturalmente diventa difficile avvicinarsi oltre una certa soglia a questi soggetti, perché tendono a scappare. Quindi, un obiettivo con distanza minima di lavoro maggiore, permetterà di stare più lontani dal soggetto. Questo ridurrà il rischio che il soggetto scappi.

Un esempio pratico. Un obiettivo 50 mm macro, per ottenere un ingrandimento di 1:1, richiede di raggiungere una distanza di 7 cm, sufficiente a far scappare probabilmente qualsiasi insetto. Al contrario un 100 mm, per ottenere lo stesso ingrandimento, si accontenta di una distanza di 14 cm, molto più agevole.

La tecnica di scatto nella fotografia macro

Finora hai capito quali caratteristiche fisiche devono avere gli obiettivi adatti alla fotografia macro. A questo punto, è arrivato il momento di comprendere quali conseguenze comporta, a livello fotografico, l’utilizzo di un obiettivo macro.

Un obiettivo con queste caratteristiche ha immediate ripercussioni nei tuoi scatti. In particolare, ti ritroverai a dover gestire queste situazioni:

  • Un’imprevista profondità di campo,
  • Il rischio del mosso,
  • Tempi di esposizione molto brevi,
  • Problemi con l’autofocus,
  • Una gestione della luce più difficoltosa.

Anche in questo caso, nei paragrafi successivi ti spiegherò dettagliatamente cosa cambia nello specifico e qual è il modo migliore per tenere sotto controllo la situazione.

Un’imprevista profondità di campo

macro

La distanza ravvicinata da cui scatti le foto ti costringe a rivalutare la profondità di campo. La porzione sfocata della foto aumenta quando:

  • riduci la distanza dal soggetto,
  • apri il diaframma,
  • aumenti la distanza del soggetto dallo sfondo,
  • aumenti la lunghezza focale.

Il primo e l’ultimo punto di questa lista sono cruciali nella fotografia macro. Le lunghezze focali più utilizzate sono ovviamente quelle tele, perché la priorità è ingrandire i soggetti.

Gli obiettivi più indicati per la fotografia macro hanno infatti lunghezza focale superiore a 100mm. Oltretutto, la distanza dal soggetto è decisamente più piccola rispetto a quella a cui scatti normalmente.

Questi due fattori combinati portano una profondità di campo estremamente ridotta. In molte fotografie macro di insetti, ad esempio puoi notare come solo la testa sia a fuoco. Un insetto è lungo al massimo pochi centimetri, quindi puoi intuire come la profondità di campo si riduca in questi casi ad un paio di centimetri o meno.

Nella fotografia macro può essere utile avere un diaframma molto chiuso, per massimizzare la profondità di campo. Ciò può risultare sorprendente per un fotografo alle prime armi.

Quanto è necessario chiudere il diaframma? Non c’è una risposta univoca, dipende ovviamente da cosa stai fotografando, dall’angolazione da cui scatti rispetto al soggetto e da quanta parte di esso vuoi a fuoco. Tieniti pronto comunque ad usare aperture vicine ad f/8, ma spesso molto superiori.

A titolo di esempio, ecco qui sotto tre foto che ho scattato a una libellula. Per scattarle non ho usato un vero obiettivo macro, ma un Sigma 70-300 con la possibilità di ridurre la distanza minima di messa a fuoco a 90cm tra i 200 e i 300 mm, raggiungendo un ingrandimento di 2:1.

Nella prima foto (qui sotto) ero posizionato frontalmente, quindi il corpo della libellula si distendeva allontanandosi da me. I dati EXIF per questa foto riportano lunghezza focale 300mm e apertura f5.6. La distanza da cui ho scattato è la minima possibile, circa 90cm. Come puoi vedere, solo la testa è a fuoco, mentre il corpo e anche parte della ali sono sfocati.

Mantenendo la stessa distanza, ho provato poi a cambiare angolazione e chiudere il diaframma, senza cambiare lunghezza focale. Il risultato ottenuto è qui sotto.

Come vedi, una parte maggiore del corpo è a fuoco rispetto a prima, ma ancora buona parte è sfocata. Allora ho provato a mettermi parallelo alla libellula, a cui evidentemente piaceva essere fotografata, visto che è rimasta ferma per una ventina di minuti. Per sicurezza ho anche chiuso il diaframma a f/11, mantenendo tutte le altre variabili fisse. Così ho ottenuto questa foto.

 

Finalmente la libellula è completamente a fuoco (tranne le ali). Grazie alla distanza quasi costante dal corpo, sono riuscito ad averlo tutto a fuoco.

Inoltre, chiudendo il diaframma, anche le ali sono risultate per la maggior parte a fuoco, nonostante siano perpendicolari all’obiettivo.

Allarme mosso

macro

Potresti pensare che chiudere il diaframma non sia questo gran problema. Purtroppo, per le regole del triangolo dell’esposizione, quando chiudi troppo il diaframma è necessario aumentare l’ISO e/o il tempo di esposizione per non sottoesporre la foto.

Entrambi gli aumenti però possono portare conseguenze negative. L’ISO può essere aumentata solo fino ad un certo livello, per evitare di aggiungere troppo rumore alla foto.

Nella prima e nella terza foto sopra ho impostato l’ISO a 800, il livello di sicurezza per la mia fotocamera. Infatti il rumore è accettabile. Fotocamere di livello più avanzato permettono valori ISO molto più alti.

Se possibile, però, è meglio tenere sempre l’ISO più basso possibile. Quindi diventa necessario aumentare il tempo di esposizione. Questo è ancora più rischioso, perché puoi arrivare a tempi di esposizione troppo lenti che portano a foto mosse per due motivi:

  • a causa del movimento dei soggetti (vale per gli insetti, ma anche per i fiori scossi dal vento),
  • a causa dei nostri movimenti (è consigliabile che il denominatore del tempo di esposizione sia almeno pari alla lunghezza focale per evitare foto mosse).

Inoltre, condizioni di luce avverse potrebbero costringerti ad aumentare ancora il tempo di esposizione, aggravando la situazione.

Tempi di esposizione decisamente brevi

Macro Monday 24 October 2016 Backlit

Talvolta i soggetti per le tue foto macro sono oggetti inanimati in luoghi chiusi e tu puoi usare il treppiede. In questi casi sei libero di usare qualsiasi tempo di posa, senza controindicazioni.

Molto più spesso, però, capita di voler fotografare soggetti in movimento, come piccoli animali o insetti, che si spostano molto rapidamente. Oppure capitano facilmente soggetti che dovrebbero stare fermi, ma non lo fanno. Se hai già provato a fotografare da vicino un fiore all’aperto, sai di cosa parlo.

Sembrerebbe una situazione semplice, con un soggetto inevitabilmente in posa, ma basta un po’ di vento per rendere lo scatto decisamente più complesso. Se il tempo di posa non è sufficientemente ridotto, la foto risulterà mossa e da buttare.

In queste situazioni è difficile scattare con tempi più lenti di 1/100s, mentre è probabile dover usare tempi molto più veloci.

Come ti ho spiegato sopra, spesso sarà necessario chiudere molto il diaframma, per avere tutto il soggetto a fuoco. Di conseguenza la quantità di luce che colpisce il sensore diminuisce e, per il triangolo dell’esposizione, diventa necessario aumentare il tempo di esposizione o l’ISO.

Dovendo tenere l’ISO bassa per ridurre il rumore, l’unica soluzione spesso è quella di usare tempi di esposizione più lenti, esattamente il contrario di quello che ci servirebbe. Sarà necessario, quindi, creare situazioni di luce favorevoli, che ti spiego più avanti.

Addio autofocus

Nel 99% dei casi le tue foto sono scattate con la messa a fuoco automatica. La messa a fuoco manuale, soprattutto agli inizi, è decisamente difficile, anche se si impara con l’allenamento.

Nella fotografia macro i soggetti sono così piccoli e la profondità di campo così ridotta che l’autofocus fa molta fatica a mettere a fuoco esattamente il punto che desideri. Pensa ad esempio alla foto di un insetto, in cui vuoi mettere a fuoco un occhio. Quanto può essere grande: 1, 2mm?

Perciò è necessario affidarsi alla messa a fuoco manuale e al proprio occhio. Chi possiede reflex più economiche è svantaggiato, perché solitamente queste hanno un mirino più piccolo e buio rispetto alle sorelle più avanzate.

Quindi ti consiglio di usare il LiveView (quando disponibile) attivando anche l’anteprima profondità di campo per valutare se effettivamente la parte a fuoco è quella desiderata.

La luce migliore nella fotografia macro

Le particolari condizioni di scatto nella fotografia macro (diaframma chiuso, tempi di sicurezza talvolta elevati, distanza ravvicinata) diminuiscono inevitabilmente la quantità di luce a disposizione.

È necessario, quindi, creare situazioni di scatto con luce abbondante. La cosa più ovvia è cercare di fotografare durante le ore più luminose della giornata, all’aperto.

La luce abbagliante del sole di mezzogiorno, in molti casi, permette di tenere un tempo di esposizione decisamente veloce. Quando il sole è a picco, però, stai attento alle ombre. Nella fotografia macro una piccola ombra può oscurare completamente il soggetto o una sua parte significativa.

Un piccolo pannello riflettente, posizionato appena fuori dall’inquadratura, è la soluzione più semplice per conferire direzionalità alla luce e alleggerire le ombre.

Nelle situazioni di luce veramente scarsa, l’utilizzo di un flash può diventare estremamente utile. Come saprai, il flash integrato non è raccomandabile. Le condizioni di scatto molto ravvicinate rendono ulteriormente complicata la gestione di questa luce diretta e potente.

L’utilizzo di un flash esterno montato sulla fotocamera non migliora di molto la situazione. Una buona soluzione, invece, è quella di usare il flash separato dalla fotocamera. Per fare questo hai due opzioni:

  • usare un cavo apposito per collegare il flash alla fotocamera (come il Nikon Sc-28 Ttl o il Canon OC-E3 ),
  • usare un trigger flash wireless.

Infine, la scelta più specializzata è quella del flash apposito per la macro. Si tratta di flash specifici per questo genere fotografico. Esistono diversi modelli, come ad esempio quelli che si montano ai lati dell’obiettivo. Oppure i “ring”, più moderni. Puoi trovare alcuni riferimenti a questa pagina di Amazon.

Evita le foto mosse con un treppiede

Le photographe... A photographer..
Sai già probabilmente che in molti casi l’uso di un treppiede è necessario per evitare foto mosse. Ad esempio al tramonto, quando la luce è poca.

Anche nella macrofotografia può capitare di lavorare con luce molto scarsa, a causa dell’apertura ridotta e del tempo di esposizione breve. Inoltre, lavorando a lunghezze focali elevate, il mosso viene amplificato. Perciò meglio munirsi di un treppiede.

A seconda di quali sono i tuoi soggetti macro preferiti, potrebbe esserti già sorta una domanda: ma come faccio ad inseguire un soggetto in movimento se la macchina è fissa sul suo supporto? Effettivamente, quando si fotografano piccoli animali o insetti, la questione si fa piuttosto spinosa.

Una soluzione intermedia consiste nel munirsi di un treppiede con la testa snodabile. Esso permette di ruotare la fotocamera liberamente attorno al punto su cui è fissata.

Ovviamente, se il soggetto inquadrato si allontana troppo o si sposta verticalmente, la probabilità di perderlo sarà comunque alta. Ma in molti casi questo può essere un buon compromesso.

Una via di mezzo tra la libertà della mano libera e la rigidità del treppiede è il monopiede . Si tratta praticamente di un bastone alla cui cima si attacca la fotocamera. Anch’esso può avere la testa snodabile.

Con il monopiede riduci le vibrazioni impresse alla fotocamera quando si scatta a mano libera, ma si è parzialmente più liberi di muoversi alla caccia dei propri soggetti. Ovviamente, non è efficace come un treppiede.

Non toccare la fotocamera!

Oltre al treppiede, anche un comando di scatto remoto torna utile per ridurre il rischio di foto mosse. La pressione sul pulsante di scatto imprime inevitabilmente delle vibrazioni alla fotocamera.

Allora, se possibile, procurati un comando di scatto remoto: ne esistono sia [easyazon_link identifier=”B078823HV9″ locale=”IT” tag=”foto0f-21″]a filo[/easyazon_link] che [easyazon_link identifier=”B00NBWH12E” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]a infrarossi[/easyazon_link]. I primi sono meno costosi, ma hanno la scomodità del filo. I secondi si trovano anche attorno ai 20€, ma necessitano di trovarsi di fronte alla fotocamera per essere usati e questo è spesso un limite pesante.

Il miglior approccio per iniziare

Jeans Button
Leggendo questa guida, ti sarai reso conto che, per realizzare una buona fotografia macro, non puoi improvvisare.
Ti ho spiegato le caratteristiche degli obiettivi e le loro ricadute tecniche sulle tue foto. Adesso devi iniziare a scattare e ti anticipo che i primi tentativi potrebbero essere poco esaltanti.

In effetti avrai bisogno di molta pratica, prima di ottenere risultati eccezionali. Per iniziare ti consiglio di evitare i soggetti più impegnativi. Questo è essenziale per prendere dimestichezza con la tecnica di scatto.

Ma quali sono questi soggetti più impegnativi? Innanzitutto gli insetti. Si muovono improvvisamente e scappano. Tu stesso potresti diventare frettoloso, sapendo di avere poco tempo a disposizione. Nella fase di apprendimento, invece, è indispensabile lavorare con estrema calma.

Lascia perdere anche oggetti molto brillanti (come i gioielli). Luci e riflessi possono complicarti parecchio la vita.
In generale evita di scattare in pieno sole. Le ombre potrebbero rovinare la scena oppure obbligarti ad utilizzare, da subito, diffusori o pannelli riflettenti. Questo deve avvenire più avanti, quando hai già acquisito una certa padronanza della tecnica.

Cosa rimane? Tutto il resto! Per esempio i fiori possono essere un buon soggetto, ma non all’aperto. Il vento potrebbe muoverli, facendoti perdere la concentrazione.

Per iniziare, va bene qualunque oggetto inanimato. Ti consiglio di preferire oggetti che, visti da molto vicino, possono rivelare aspetti “nuovi” (ad esempio monete, penne, chiavi, ecc.). Questo renderà i risultati più interessanti.

Inizialmente non badare troppo all’originalità del soggetto. Non devi subito scattare foto memorabili. Il primo passo è quello acquisire al meglio la tecnica di scatto, dopodichè il limite sarà soltanto la tua creatività.

Quali obiettivi scegliere per la vera fotografia macro?

Gli obiettivi migliori per la fotografia macro sono gli obiettivi a focale fissa, che consentono un ingrandimento pari almeno a 1:1. Se ne trovano dai 50 mm in su, e il prezzo aumenta con la lunghezza focale.

Sotto i 100 mm, però, è difficile raggiungere risultati mozzafiato con ingrandimenti veramente spinti. Infatti gli obiettivi macro più diffusi sono quelli con lunghezza focale pari a 100 o 105 mm.

Esistono in commercio, soprattutto da produttori di terze parti, obiettivi zoom che riportano nel nome la dicitura macro. Sostanzialmente questo è un abuso del termine in quanto questi obiettivi non sono mai in grado di raggiungere un rapporto di ingrandimento pari a 1:1.

Nella pratica questi obiettivi riducono la distanza minima di messa a fuoco rispetto ad altri obiettivi zoom. Ad esempio, il 70-300 mm Sigma dà la possibilità di ridurre a 90 cm la distanza di messa a fuoco alle lunghezze focali comprese tra 200 e 300, attraverso un apposito interruttore.

Se vuoi fare veramente fotografia macro, non farti ingannare dai nomi di questi obiettivi. Se invece vuoi un teleobiettivo che ti permetta di sperimentare un’approssimazione della fotografia macro, allora questa potrebbe andare bene. Tieni presente però che gli obiettivi macro sono costruiti in maniera da ottenere la massima nitidezza anche a distanze molto ridotte, caratteristica che gli zoom generici non hanno.

I migliori obiettivi per la fotografia macro

Dopo averti spiegato le caratteristiche generali degli obiettivi macro, in questa sezione ti elenco qualche modello da acquistare. Con una premessa: gli obiettivi macro sono costosi.

D’altra parte la complessità costruttiva e ottica degli obiettivi macro, impone costi di produzione particolarmente elevati.

Non temere però, alcuni modelli hanno un rapporto qualità prezzo veramente buono. Per i tuoi primi acquisti, ti consiglio di partire da questi modelli.

Sigma 105mm f/2.8 Macro

[easyazon_image align=”none” height=”500″ identifier=”B0058NYVXG” locale=”IT” src=”https://m.media-amazon.com/images/I/41AMWWtZG0L.jpg” tag=”foto0f-21″ width=”500″]

Parto da quello che, probabilmente, è il miglior obiettivo macro disponibile sul mercato per rapporto qualità prezzo. Sto parlando del [easyazon_link identifier=”B0058NYVXG” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Sigma 105mm f/2.8 Macro[/easyazon_link], adatto a sensori formato full frame, quindi è utilizzabile anche sul formato ridotto APS-C.

Il suo rapporto di ingrandimento è 1:1, con una distanza minima di messa a fuoco di 2,54 cm. Si tratta di un obiettivo stabilizzato, dall’ampia apertura minima di diaframma. Disponibile per modelli [easyazon_link identifier=”B0058NYVXG” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Canon[/easyazon_link] e [easyazon_link identifier=”B00AXZZ034″ locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Nikon[/easyazon_link].

Tamron SP AF 90mm  f/2.8 VC USD

[easyazon_image align=”none” height=”324″ identifier=”B0002232ZG” locale=”IT” src=”https://m.media-amazon.com/images/I/51u97c5VivL.jpg” tag=”foto0f-21″ width=”500″]

Un altro obiettivo dal costo relativamente contenuto, è il [easyazon_link identifier=”B0002232ZG” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Tamron SP AF 90mm  f/2.8 VC USD[/easyazon_link]. Anche questo modello è adatto sia per sensori a pieno formato che ridotto.

L’obiettivo è stabilizzato, oltre ad avere un motore di messa a fuoco ad ultrasuoni molto silenzioso. Nella fotografia macro, utilizzare un obiettivo silenzioso è certamente un plus, specialmente se devi fotografare insetti.

Il rapporto di ingrandimento è 1:1, ma la distanza minima di messa a fuoco non è ridottissima, essendo pari a 30 cm. Si tratta, però, di un obiettivo molto apprezzato nelle recensioni sul web, soprattutto per la sua nitidezza.

Disponibile la versione per [easyazon_link identifier=”B0002232ZG” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Canon[/easyazon_link], [easyazon_link identifier=”B00021EE4U” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Nikon[/easyazon_link] e [easyazon_link identifier=”B0002232ZQ” locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Sony[/easyazon_link].

Canon EF 100mm f/2.8 Macro IS USM

[easyazon_image align=”none” height=”500″ identifier=”B002NEFLD2″ locale=”IT” src=”https://m.media-amazon.com/images/I/41CWmOr06SL.jpg” tag=”foto0f-21″ width=”344″]

Hai deciso di investire una cifra importante per il tuo obiettivo macro? Allora  il[easyazon_link identifier=”B002NEFLD2″ locale=”IT” tag=”foto0f-21″]Canon EF 100mm f/2.8 Macro IS USM[/easyazon_link] fa certamente al caso tuo. Questo obiettivo è il punto di riferimento per tutti i più grandi fotografi macro.

In produzione dal 2009, è uno degli obiettivi più longevi del mercato. D’altra parte nitidezza, silenziosità, velocità di messa a fuoco e bokeh sono ai massimi livelli. Se vuoi fare fotografia macro seriamente, non puoi prescindere da questo investimento.

Nikon 105mm f/2.8 AF-S VR II

[easyazon_image align=”none” height=”375″ identifier=”B00OH4Y4W0″ locale=”IT” src=”https://m.media-amazon.com/images/I/41t3Vtff3yL.jpg” tag=”foto0f-21″ width=”500″]

Se hai Nikon e vuoi investire su un obiettivo macro di grande qualità, il Nikon 105mm f/2.8 AF-S VR II è certamente il top a cui devi puntare. Il rapporto di riproduzione è 1:1, con una distanza minima di messa a fuoco di 31 cm.

Si tratta di un obiettivo messo sul mercato addirittura nel 2006, che poi negli anni ha avuto diversi miglioramenti e correzioni. Consigliabile usarlo con un treppiede o monopiede, perchè il peso è importante (720 grammi).

Share:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Corso 
gratuito
 di fotografia

Ricevi il nostro corso via mail!

CORSO
GRATUITO DI FOTOGRAFIA

Le tue fotografie non ti soddisfano? Vuoi imparare a fotografare ma non hai il tempo?
Iscriviti alla nostra newsletter settimanale e ti regaliamo il nostro corso di fotografia direttamente nella tua mail!

​VUOI RICEVERE IL NOSTRO CORSO?