Guida alla postproduzione in bianco e nero con Camera Raw

Guida alla postproduzione in bianco e nero con Camera Raw

Per convertire le mie immagini in bianco e nero uso, da sempre, Camera Raw. Si tratta di un plugin di Photoshop, che permette di lavorare direttamente sul file RAW.

Camera Raw è molto simile al modulo Sviluppo di Lightroom. Quest’ultimo è insostituibile se devi lavorare su un grande quantitativo di immagini tutte insieme. Per lavorare sulla singola foto, invece, trovo molto più pratico e immediato utilizzare Camera Raw.

Sono prettamente un fotografo di matrimonio e, lungo l’arco dell’evento, tipologia di scatto e condizioni di luminosità cambiano continuamente. Con Camera Raw posso adattare il mio stile di postproduzione ad ogni singola foto. 

Una conversione in bianco e nero ben fatta è decisiva per ottenere un risultato di alto livello. Nell’articolo “Come decidere se una foto è migliore in bianco e nero” ti ho spiegato quali sono i criteri che deve avere un’immagine per diventare potenzialmente un ottimo scatto in bianco e nero.

Quando hai sviluppato la capacità di “riconoscere” le immagini più adatte alla conversione in bianco e nero, arriva il momento più difficile: la postproduzione.

Questa è una fase delicatissima, perchè se converti male in bianco e nero, sarà tutto lavoro sprecato. Guarda questo esempio.

La seconda conversione è senza dubbio più interessante. 

Un bianco e nero efficace deve essere ben contrastato, con neri profondi e bianchi luminosi. Questo dona tridimensionalità all’immagine. Questa è fondamentale, perchè non hai la varietà di cromie che può darti il colore.

In questa guida ti spiegherò come arrivare ad un risultato ottimale. Ti mostrerò quali sono gli errori da evitare e quali regolazioni devi fare per ottenere un bianco e nero di alto livello utilizzando Camera Raw.

Ecco gli argomenti di cui ti parlerò:

  • Scatta in RAW
  • Converti in scala di grigio
  • Regolazioni di base
  • Agisci sui canali colore
  • Regolazioni finali

Perchè utilizzare Camera RAW

Il grande vantaggio di Camera Raw è che puoi lavorare direttamente sul file RAW. Questo contiene tutti i dati di scatto di un’immagine in formato grezzo (“raw”, appunto). Se vuoi approfondire l’argomento, leggi questo nostro articolo: “Il formato RAW: creatività digitale all’ennesima potenza”.

È un enorme vantaggio dal punto di vista della postproduzione. Le tue regolazioni possono essere più profonde e mirate. 

Solo al termine della tua lavorazione in Camera Raw dovrai convertire il file in formato JPEG. A quel punto potrai stampare o pubblicare online la tua foto.

Un altro vantaggio di Camera Raw è che le regolazioni non sono distruttive. Lavorando sul file JPEG (quindi, per esempio, con Photoshop), una volta salvato il file, non puoi più tornare indietro. Tutte le ulteriori regolazioni dovranno essere fatte partendo dall’ultima versione salvata. Oppure devi creare un numero infinito di versioni del JPEG.

Camera Raw, invece, applica tutte le regolazioni salvandole in un file esterno (con estensione .xmp). In qualsiasi momento puoi tornare ad un punto qualsiasi del lavoro. Cancellando quel file, puoi tornare alla versione originale dello scatto.

Le ultime versioni di Camera Raw permettono di lavorare anche su un file JPEG. Ma più che altro si tratta di un filtro, che chiaramente permette di effettuare meno regolazioni rispetto ad un vero file RAW.

Ecco perchè, se vuoi utilizzare Camera Raw al massimo della sua potenza, devi scattare in formato RAW. Tutte le macchine fotografiche “evolute” ti permettono di farlo. Da qualche anno anche gli smartphone di fascia alta forniscono il file RAW. 

Sia per le macchine fotografiche che per gli smartphone, dovrai impostare lo scatto in RAW direttamente dal menù della fotocamera.

Converti in scala di grigio

In Camera Raw, per trasformare una foto in bianco e nero, hai due possibilità: desaturare o convertire in scala di grigi. 

Desaturare vuoi dire, banalmente, togliere la saturazione. Quindi eliminerai completamente il colore. Esiste una funzione, te la mostro qui sotto.

Nella schermata “Base”, il comando “Saturazione” serve ad aumentare o diminuire la saturazione di tutti i colori. Portando il cursore completamente a sinistra, otterrai la desaturazione totale.

È un metodo di elaborazione veloce, ma in questo modo non hai nessun controllo sulla tonalità di grigio di ogni singolo colore.

Capirai meglio di cosa sto parlando guardando la prossima immagine.

Spuntando la casella “Converti in scala di grigio”, nella schermata “HSL/Scala di grigio”, ottieni ugualmente una conversione in bianco e nero, mantenendo però il controllo sui singoli canali dei colori originari.

Agendo sui cursori Rossi, Arancioni, Gialli, Verdi, Acquamarina, Blu, Viola e Magenta puoi schiarire o scurire quel determinato colore. In questo modo avrai il massimo controllo della situazione, perchè ottimizzi  al meglio ogni zona della tua foto.

Camera Raw ti propone, di default, una regolazione automatica. Ti consiglio di non usarla, non hai nessun controllo sulla conversione.

Con l’impostazione “Predefinito”, invece, hai  tutti i cursori posizionati al centro. Questo significa che parti dal file così come scattato. Da lì puoi agire sul singolo colore in base alle tue esigenze.

Questo è il primo passo da fare per iniziare a lavorare sul bianco e nero. Dopodichè, puoi cominciare a fare tutte le regolazioni mirate necessarie.

Regolazioni di base

Adesso che hai fatto il primo passo per ottenere una foto in bianco e nero, puoi cominciare a migliorare la tua foto.

Elimina innanzitutto le distorsioni dell’obiettivo. Vai nella schermata “Correzioni obiettivo” e clicca sulla spunta “Attiva correzioni profilo”. Camera Raw riconosce in automatico la marca della fotocamera e l’obiettivo utilizzato. Se non lo fa, cerca manualmente.

Con questa operazione, oltre a correggere le distorsioni, elimini anche le cadute di luce dell’obiettivo, solitamente presenti agli angoli della foto. Questa operazione è possibile solo sul file RAW e non sul file JPEG. Un altro vantaggio non indifferente.

Adesso puoi iniziare con tutte le regolazioni che ti porteranno ad ottenere un bianco e nero ottimale.

La prima cosa da fare, sul pannello “Base” è portare il bilanciamento del bianco su “Automatico”. In questo modo elimini o attenui eventuali eccessi di colore dovuti ad un bilanciamente del bianco non corretto in fase di scatto.

Dopo queste due correzioni iniziali, il prossimo passo è correggere l’esposizione.

In Camera Raw, due funzionalità ti permettono di tenere sotto controllo sovraesposizione e sottoesposizione. Te le mostro qui sotto.

Spuntando quei due triangolini in alto, attivi dei segnali d’allerta sulla foto. Le zone rosse indicano le sovraesposizioni, le zone blu indicano le sottoesposizioni. Per avere una conversione in bianco e nero corretta, dovrai stare attento a “spegnere” quei segnali d’errore.

Agendo sui comandi “Esposizione”, “Contrasto”, “Luci”, “Ombre”, “Bianchi”, “Neri” oppure sui contrasti, puoi ridurre le zone troppo luminose o troppo scure. 

“Esposizione” ti permette di aumentare o diminuire l’esposizione generale della foto. Il numero a fianco al cursore, rappresenta una simulazione degli stop di esposizione. Andando su +2, ad esempio, è come se aumentassi di 2 stop l’esposizione.

A questo punto devi migliorare il contrasto della foto. Il modo più immediato è agire sul comando “Contrasto” nel pannello “Base”.

Portando il cursore verso destra, schiarisci i toni chiari e scurisci i toni scuri (perché appunto aumenti il contrasto). Al contrario, portando il cursore verso sinistra scurisci i toni chiari e schiarisci i toni scuri. Di fatto diminuisci il contrasto.

Questo comando agisce simultaneamente. Non puoi, per esempio, schiarire i toni chiari lasciando inalterati i toni scuri. Quindi hai un controllo ridotto.

Per avere il massimo controllo, lavora sul pannello “Curva di viraggio”, che ti spiego più avanti.

Con “Luci” puoi recuperare i dettagli della foto nelle zone troppo luminose: ti basterà spostare il cursore verso sinistra. Andando verso destra, invece, puoi rendere più luminose le zone sottoesposte.

“Ombre”, al contrario, ti permette di recuperare i dettagli nelle zone molto sottoesposte. “Aprire le ombre”, in gergo, significa proprio questo. 

Attenzione però, perchè non è la panacea. Se esageri, produci rumore digitale molto visibile. Per non perdere il controllo, zoomma le parti in ombra (col comando “Lente” in alto a sinistra). Appena si forma della grana, fermati e diminuisci la regolazione.

“Bianchi” e “Neri” amplificano la quantità di bianco e di nero già presenti all’interno dell’immagine. Di fatto userai pochissimo questi comandi, perchè agiscono in maniera molto invasiva. Ti è sufficiente lavorare sulle luci, le ombre e sulle curve di viraggio.

Ti avevo anticipato un comando per lavorare sul contrasto in maniera ancora più potente, ovvero le “Curve di viraggio”. Si trova nella seconda schermata di Camera Raw.

Da qui puoi modificare singolarmente i toni chiari e i toni scuri, in maniera indipendente, migliorando il contrasto in maniera più mirata. 

Stai attento a non aumentare troppo il contrasto. Il rischio è di incorrere in zone sovraesposte o sottoesposte, con perdita di dettaglio. 

Agisci sui canali colore

Come ti ho spiegato, con “Contrasto” (nel pannello “Base”) hai una regolazione veloce e generica del contrasto della foto. Con la “Curva di viraggio” puoi avere il pieno controllo dei toni chiari e scuri. Se hai bisogno di maggiore potenza di intervento, allora devi agire sui singoli canali colore.

Camera RAW, anche dopo la conversione in scala di grigi, ti permette di agire sul singolo canale del colore originale. Sostanzialmente puoi scurire o schiarire la tonalità di ogni colore.

Spostando il cursore verso sinistra, ottienni lo scurimento del colore relativo. Al contrario, spostandolo verso destra, il colore viene schiarito.

Guarda la conversione sopra. Ho volutamente esagerato agendo sui canali del rosso (completamente a destra), del verde e del blu (completamente a sinistra). In questo modo puoi accorgerti delle differenze.

Come puoi notare, schiarendo il canale del rosso, il segnale stradale è diventato quasi completamente bianco. Al contrario, scurendo verde e blu ho ottenuto un deciso scurimento della chioma dell’albero e del cielo.

Si tratta di regolazioni molto potenti, che però vanno usate con giudizio. Se esageri, infatti, sarà facilissimo ottenere degli artefatti, che rovinano  irrimediabilmente la foto. Qual è il limite? Appena ti accorgi che la regolazione dà vita a risultati irreali, è consigliabile tornare indietro. 

Se ti rendi conto che un cielo è esageratamente scuro rispetto alla realtà (perchè magari è pieno giorno), vuol dire che hai calcato troppo la mano. Questo è solo un esempio. 

Cerca sempre di mantenere tutti i toni in equilibrio. La presenza di toni estremamente chiari ed estremamente scuri, di solito, è sintomo di un equilibrio alterato. Non spingerti mai verso regolazioni che vanno oltre +30 e -30 sul singolo canale colore.

Regolazioni finali

Finora ti ho mostrato le regolazioni che vanno bene per qualunque tipo di immagine. Da questo punto in avanti hai a disposizione ulteriori strumenti di regolazione, che però andrebbero utilizzati a seconda della natura del soggetto.

La foto di paesaggio, per esempio, si può giovare di una nitidezza più marcata. Nel paesaggio è importante anche la tridimensionalità delle forme, che può far risaltare i particolari più piccoli.

Lo stesso tipo di regolazioni, però, non vanno bene per il ritratto. In questo caso nitidezza e tridimensionalità potrebbe rendere più evidenti impurità del viso, rughe o occhiaie.

I due strumenti che permettono di agire su nitidezza e tridimensionalità sono “Chiarezza”, nella slide “Base” e “Nitidezza” nella slide “Dettagli”

In particolare, “Chiarezza” serve ad aumentare o diminuire la tridimensionalità. È uno strumento da utilizzare con estrema cautela, perchè gli artefatti sono dietro l’angolo. Ti consiglio di non avventurarti oltre il +15 (per aumentare la tridimensionalità) e il -15 (nel caso tu voglia diminuirla).

Lo strumento “Nitidezza” ha 4 cursori di regolazione: “Fattore” (parte di default da +25), “Raggio” (parte da 1), “Dettagli” (valore di default + 25) e “Mascheratura” (troverai il cursore a zero).

“Fattore” migliora la nitidezza dell’immagine. Non andare oltre 50, altrimenti rovinerai la foto. “Raggio” e “Dettagli” sono strumenti parecchio distruttivi. Anche aumentandoli di poco, creerai degli artefatti. Per questo motivo ti consiglio di non toccarli. 

“Mascheratura” è una correzione più sofisticata. Il valore zero applica a tutta l’immagine lo stesso fattore di nitidezza. Il valore 100 limita l’elaborazione alle sole aree in prossimità dei bordi più netti. Anche in questo caso puoi lasciare il valore di default.

I fotografi per ispirarti

La storia della fotografia è ricca di fotografi che hanno fatto del bianco e nero il loro punto di forza. Studia le loro foto, prova a imitare la loro estetica. Ti aiuteranno a sviluppare il tuo stile di post-produzione.

Ecco una lista di nomi da cui prendere spunto.

Ansel Adams fa parte del mondo analogico, ma il suo sistema zonale di postproduzione (messo a punto nel 1940) viene utilizzato ancora oggi. Ansel Adams sviluppò per primo il concetto di ampliamento della scala dei grigi, finalizzato ad una maggiore nitidezza dell’immagine. Praticamente un antesignano dell’HDR. Per conoscerlo meglio, leggi questo nostro articolo.

Un altro fotografo che può insegnarti molto è Sebastiao Salgado. Il famoso fotografo brasiliano ha dedicato la sua carriera a fotografare l’Amazzonia, quindi può esserti di grande ispirazione se la tua specialità è la fotografia di paesaggio in bianco e nero. Anche su Salgado abbiamo scritto un articolo, che puoi trovare qui.

Se la tua passione, invece, sono le lunghe esposizioni, allora devi guardare le foto di Michael Kenna. I suoi paesaggi hanno un fascino etereo, che viene esaltato da una conversione in bianco e nero molto delicata e poco contrastata. Qui puoi trovare un nostro articolo sui suoi insegnamenti.

Per conversioni in bianco e nero fortemente creative, un altro fotografo che dovresti studiare è Mario Giacomelli. Il suo uso dei bianchi e neri accentuati, al limite della sovraesposizione e della sottoesposizione, ha fatto scuola. Giacomelli ha praticamente creato uno stile, imitato da generazioni di fotografi. 

I libri da studiare

Per ampliare le tue conoscenze sul bianco e nero, puoi acquistare qualche libro dedicato all’argomento. Ecco un elenco dei migliori tra quelli che ho letto.

Conclusioni

Camera RAW è uno strumento di postproduzione davvero potente. Se devi convertire un file partendo dal RAW, è certamente uno dei software più adatti.

Per convertire e correggere in maniera corretta un file RAW, è indispensabile eseguire tutte le operazioni nella giusta sequenza. Il cosiddetto “flusso di lavoro” (workflow) è alla base di una conversione di alto livello.

Altro fattore indispensabile per una correzione professionale è la misura. Un mio vecchio professore di fotografia era solito ripetere che “la miglior postproduzione è quella che non si vede”

Il messaggio è chiaro: se ti accorgi che il risultato delle tue correzioni dà un senso di irreale, di artefatto, allora stai esagerando. La postproduzione serve a migliorare lo scatto, non ad alterarlo. 

Se riuscirai a seguire questa semplice regola, avrai fatto il primo passo verso una conversione in bianco e nero professionale.

 

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