Come nasce una foto #8 – Più in alto dei gabbiani: la costa toscana in deltaplano

Come nasce una foto #8 – Più in alto dei gabbiani: la costa toscana in deltaplano

Il titolo è altisonante ma la realtà è che i gabbiani a volte volano molto bassi! Basta alzarsi presto al mattino. E arrivare in modo un po’ anomalo: qui siamo in deltaplano a motore (portato con enorme e tranquillizzante sapienza da Mirco Chiappini) in viaggio da Sarzana, in Liguria, fino alle porte di Roma. La sistemazione non è delle migliori, la sensazione allo stomaco neppure! Fai conto di essere seduto su un vespino appeso sotto un classico deltaplano… con un’elica da aereo 30 centimetri dietro la nuca! 

Il viaggio era programmato all’interno di un progetto di documentazione delle coste. Era estate: si parte quasi al buio per sfruttare le ore di luce migliore ed evitare il caldo che porta turbolenze abbastanza fastidiose… per un fotografo che soffre di vertigini!

Una volta partiti ci si concentra sul lavoro e la tensione si allenta un po’: la fatica la metti a fuoco ogni due/tre ore quando atterri per il rifornimento di carburante… sembra di essere passato sotto una mandria di buoi! La posizione di lavoro è molto scomoda e hai un angolo di ripresa obbligato dovuto ai molti cavi laterali che scendono dall’ala: si scatta con due corpi macchina, uno per lato, con uno zoom corto ed uno lungo.

La previsualizzazione, dote fondamentale per ogni fotografo, qui deve raggiungere il virtuosismo. Passi  quasi a  100 all’ora sul soggetto e spesso, come in questo caso, non ci sono possibilità di replica, l’angolo di ripresa è molto stretto e hai un attimo per mettere a fuoco, comporre e scattare.

Due cose sono decisive:

  • immaginare lo scatto con largo anticipo e capire da che lato affrontare la ripresa per usare grandangolo o teleobiettivo: non puoi “scavalcare” la fotocamera destra sul lato sinisto o viceversa, sei strettissimo addosso al pilota, legato dalle cinture di sicurezza e “gonfiato” dal giubbotto di salvataggio.
  • comunicare la decisione al pilota con massima chiarezza, è importantissimo che ci sia grande affiatamento per capire al volo la composizione richiesta e manovrare di conseguenza; Mirco ed io abbiamo stabilito anche un codice di gesti che ci soccorra nel caso di problemi con l’interfono… già, perché il povero fotografo deve anche scattare con un casco in testa.

Siamo giunti all’altezza di questa spiaggia molto presto e noto dei gabbiani che volano bassi lungo la costa. Chiedo di avvicinarci lasciando la battigia a sinistra per poter lavorare con il tele: in questo modo possiamo alzarci di quota per non far scappare i gabbiani e riprenderli dall’alto, mi piace molto questa punto di vista insolito.

Siamo stati fortunati e per un breve tratto il gabbiano ha volato alla nostra stessa andatura, così ho potuto scegliere la composizione abbastanza comodamente: ho scattato con la Canon 5D e il 100-400 a focale 230. Avrei potuto stringere ulteriormente ma ho preferito evidenziare il volo sulla battigia e le onde che si ritraevano.

La mia visualizzazione è in BN: il gabbiano e le onde si stagliano meglio sulla sabbia che ho scurito con una certa decisione. Inoltre l’ala sinistra rifletteva molta luce blu dal cielo, il gabbiano sembrava “spezzato”: abbassando il cursore del blu in “Immagine/regolazioni/bianco e nero” di Photoshop ho potuto uniformare la luminosità delle ali.

Come da manuale (non sempre sono d’accordo sulle regole della composizione!) il soggetto in questa fotografia ha molto  spazio davanti nel senso di marcia; pur con la sua piccola dimensione nell’inquadratura, è ben evidente grazie ai toni scuri generali; la composizione è equilibrata dalle onde nell’angolo in basso a destra che danno una piacevole diagonale.

La fotografia aerea è solitamente a colori, ne guadagna la spettacolarità della scena, dicono i più (con buona pace di Mario Giacomelli: guardate i suoi capolavori).Qui  ho compiuto un’operazione contraria a quello che insegno abitualmente:  ho deciso a posteriori di convertire la fotografia in bianco e nero vedendola sul monitor. 

Aggiungo l’immagine a colori: quale delle due preferisci?

Credo non si possa scattare e decidere a posteriori tra colore o b/n, mi sembra un limite dello sguardo di un buon fotografo anche se è una pratica molto usata.

Questa “possibilità” riduce la capacità “mentale”, è un grande rischio del digitale: che ne pensi? Qualcuno di chi legge sicuramente viene dall’analogico mentre altri hanno iniziato a fotografare con le nuove tecnologie: sarebbe interessante ascoltare il parere delle due…fazioni!

 

Ti propongo di suggerire tu stesso la foto di cui vuoi conoscere la storia!

Vai sul mio sito personale , curiosa tra le gallery e segnala la tua foto preferita, ne parleremo nei prossimi appuntamenti!

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