Fotografia a infrarossi: la guida completa

Fotografia a infrarossi: la guida completa

La ricerca di nuove ispirazioni fotografiche può portarti a sperimentare nuove tecniche di scatto. Una delle più affascinanti è la fotografia ad infrarossi.

Essa dà vita a scatti davvero originali, completamente diversi da quello che sei abituato a vedere. Guarda un esempio qui sotto.

Photo da Unsplash

Se ti sei già imbattuto in foto come questa, avrai notato che alcune caratteristiche sono ricorrenti (ad esempio le foglie bianche degli alberi). Questo è dovuto alla radiazione infrarossa che riflettendosi sulle superfici lucenti, come le foglie, si “illumina” di bianco.

Per iniziare questo tipo di fotografia non puoi improvvisarti. Innanzitutto è necessario avere un certo tipo di attrezzatura. Poi, è indispensabile impostare la fotocamera nella maniera giusta. In questo articolo ti spiegherò passo passo tutto quello che ti serve conoscere. Ti parlerò di questi argomenti:

  • cos’è la fotografia a infrarossi?
  • fotocamera digitale convertita a infrarosso, vantaggi e svantaggi
  • il filtro a infrarosso
  • la tua macchina fotografica è adatta alla fotografia a infrarosso?
  • come impostare la fotocamera per la fotografia a infrarosso
  • l’attrezzatura necessaria per la fotografia a infrarosso
  • dove viene utilizzata la fotografia a infrarosso?
  • postoproduzione delle fotografie a infrarosso
  • conclusioni

Cos’è la fotografia a infrarossi?

Per spiegarti bene di cosa si tratta, devo parlarti un po’ di fisica. Se pensi di annoiarti, salta direttamente alla prossima sezione, dove ti parlo della tecnica fotografica.

L’occhio umano percepisce una lunghezza d’onda della luce che va dai 400 ai 750 nanometri (nm). Sotto i 400 nm si parla di ultravioletti, sopra i 750 nm si parla di infrarossi (memorizza bene questo numero, perchè ti servirà più avanti).

Ultravioletti ed infrarossi non sono visibili dall’occhio umano. Il sensore di una macchina fotografica, invece, cattura anche ultravioletti e infrarossi.

Per catturare solo la lunghezza d’onda dell’occhio umano, quindi, è necessario applicare dei filtri al sensore. Questo accorgimento permette di ottenere fotografie simili a ciò che vede l’uomo. In mancanza di questi filtri (UV per l’ultravioletto e IR per l’infrarosso) otterresti foto dai colori completamente alterati.

Il filtro IR (chiamato low-pass) è in grado di bloccare quasi completamente le radiazioni infrarosse.

Il filtro low-pass, già presente sul sensore della tua fotocamera, blocca tutte le radiazioni luminose superiori a 750 nm.

Foto da Wikipedia

Quindi come puoi ottenere una foto come quella iniziale? Ci sono due modi. 

Il primo è ovvio, ma impegnativo: togliendo il filtro low-pass. Il secondo modo, invece, è meno traumatico. Ti basta utilizzare un filtro a infrarosso, da avvitare davanti all’obiettivo come qualunque altro filtro. Ogni soluzione ha pro e contro.

Fotocamera digitale convertita a infrarosso

Foto da Unsplash

Se vuoi ottenere risultati di qualità, il modo migliore è convertire la fotocamera a infrarosso. Questo significa togliere il filtro low-pass e sostituirlo con un filtro che fa passare solo le radiazioni superiori a 750 nm. Non puoi farlo tu, devi recarti in un centro assistenza.

I risultati sono migliori, perchè la modifica permette di catturare solo la luce infrarossa. 

Una fotocamera convertita ad infrarosso, inoltre, ha anche un altro vantaggio, non indifferente: può essere usata come una normale macchina fotografica. 

Questo perchè, a differenza della soluzione con il filtro montato sull’obiettivo (che ti spiego più avanti) qui puoi usare tempi di scatto veloci, puoi chiudere il diaframma per ottenere maggiore profondità di campo, puoi scattare a bassi livelli di ISO. 

Anche sulla messa a fuoco automatica non avrai difficoltà e puoi utilizzare la fotocamera a mano libera.

Il risvolto della medaglia è che la modifica è irreversibile. Una volta tolto il filtro, non sarà più possibile ripristinarlo.

Il filtro a infrarosso

Foto da Wikipedia

Non tutte le macchine fotografiche si comportano allo stesso modo, nei confronti della luce a infrarossi.

Ogni costruttore utilizza i propri filtri low-pass. Di conseguenza, alcuni modelli fanno passare più radiazione infrarossa, altri meno.

Il filtro IR sfrutta proprio questa piccola quantità di infrarossi residua. Blocca la luce nello spettro del visibile e fa passare solo la radiazione IR. Per questo motivo, i filtri a infrarosso, sono completamente neri.

Il filtro per la fotografia ad infrarossi si monta sulla parte anteriore dell’obiettivo, proprio come un qualunque altro filtro.

Questo ha numerosi svantaggi. Non riesci a vedere quello che inquadri (quindi devi inquadrare prima di montare il filtro) e devi utilizzare tempi di scatto lentissimi (perchè il filtro nero fa passare pochissima luce).

Di conseguenza dovrai usare un treppiede per evitare il mosso. Inoltre, ovviamente, dovrai evitare tutte quelle situazioni che ti impongono di “congelare l’azione”.

Sostanzialmente dovrai usare tutte le accortezze tecniche degli scatti con lunghe esposizioni. Potrebbe esserti utile approfondire l’argomento leggendo questo articolo e questo articolo.

Tutte queste limitazioni hanno però un grande vantaggio: puoi sperimentare la tecnica della fotografia ad infrarosso acquistando un filtro a pochi euro.

La tua macchina fotografica è adatta alla fotografia ad infrarosso?

Prima di acquistare un filtro è indispensabile capire se la tua macchina fotografica è adatta alla fotografia ad infrarosso.

Ogni produttore, infatti, applica un “taglio” diverso della radiazione col filtro low-pass. Se questo taglio è molto vicino a 750 nm, il sensore della tua fotocamera “non vedrà” alcuna radiazione infrarossa. Quindi, anche applicando un filtro davanti all’obiettivo, il risultato sarà… nero assoluto.

Per catturare la radiazione infrarossa, quindi, devi utilizzare una fotocamera il cui taglio è abbastanza lontano da 750 nm. E più è lontano, migliori saranno i risultati.

Come puoi capire se la tua macchina fotografica è adatta allo scopo? Puoi cercare tra le specifiche tecniche. Ma la brutta notizia è che, ahimè, questo dato non è quasi mai riportato. Però non allarmarti, c’è un metodo per scoprirlo.

In casa avrai sicuramente un telecomando del televisore. La quasi totalità dei telecomandi, utilizza la tecnologia ad infrarossi. Quello che devi fare è impostare la tua fotocamera con tempi di scatto molto lunghi e inquadrare la lucetta del telecomando.

A questo punto premi un qualunque tasto. Se nella tua foto risulta visibile una luce, allora la tua fotocamera è in grado di catturare l’infrarosso.

Se, al contrario, non appare nessuna luce, allora significa che la tua fotocamera ha un filtro low-pass molto efficace, che taglia completamente la radiazione infrarossa. A questo punto è inutile comprare un filtro IR, perchè non funzionerà.

Sopra ho utilizzato una Canon 6D, impostando un tempo di scatto di 4 secondi, diaframma f/16 e ISO 100. Come puoi vedere, nel secondo scatto appare una lucetta rossa. Questo vuol dire che la Canon 6D è adatta agli scatti con filtro a infrarosso.

Come impostare la fotocamera per la fotografia a infrarosso

La radiazione ad infrarosso è prodotta dal sole. Quindi, per ottenere buoni scatti, è imprescindibile la presenza di tanta luce solare.

Il filtro ad infrarossi fa passare pochissima luce. Alzare molto gli ISO non ti basterà. Oltretutto non puoi esagerare, per non compromettere la qualità della foto.

Quello che puoi fare, quindi, è utilizzare tempi di scatto molto lunghi. Probabilmente dovrai avventurarti oltre i 10 secondi. Parti da questa misura e poi, a seconda dell’esposizione ottenuta, aumenti o diminuisci i tempi.

Tieni presente che gli esposimetri delle fotocamere sono tarati per misurare la luce nel campo del visibile. Per la luce proveniente dagli infrarossi, incorrerai in qualche difficoltà di lettura.

Un metodo empirico è quello di impostare un bilanciamento del bianco per fonti di luce molto calde e sovraesporre di 3 stop rispetto alla lettura dell’esposimetro.

Si tratta di una buona approssimazione, ma non infallibile. La lettura varia da fotocamera a fotocamera, perchè diversi sono i filtri low-pass utilizzati (quindi anche la quantità di infrarosso che riesce a leggere il sensore).

Proprio per questo motivo, non tutte le fotocamere sono adatte alla fotografia ad infrarosso.

Un’altra difficoltà è data dalla messa a fuoco. Il filtro ad infrarossi, essendo praticamente nero, può creare difficoltà nella messa a fuoco automatica. Anche in questo caso, dipende dalla fotocamera (e dalla quantità di infrarosso che fa passare il filtro low-pass) e dall’efficienza del sistema AF.

Esiste un modo pratico per aggirare il problema. Opera in questo modo:

  • metti a fuoco senza filtro
  • disattiva la messa a fuoco automatica AF
  • monta il filtro a infrarosso
  • scatta.

Una cosa che dovrai assolutamente fare, infine, è scattare in formato RAW. In questo modo potrai meglio correggere, in postproduzione, l’esposizione e il bilanciamento del bianco e attenuare al massimo l’eventuale rumore digitale.

L’attrezzatura necessaria per la fotografia a infrarosso

Ti ho spiegato la necessità di scattare utilizzando tempi molto lunghi. Un treppiede, quindi, è assolutamente indispensabile per evitare il micromosso.

Probabilmente dovrai scattare con tempi superiori ai 10 secondi. Ti servirà anche uno scatto remoto, per evitare di registrare le vibrazioni provocate dal pulsante di scatto.

In alternativa puoi utilizzare lo scatto automatico della fotocamera.

Questo tipo di attrezzatura è indispensabile se scegli di utilizzare un filtro a infrarossi. In realtà è la cosa migliore da fare, all’inizio. Successivamente, se la passione per la fotografia a infrarossi ti conquisterà, potrai valutare di modificare la fotocamera.

Evita, però, di modificare la tua fotocamera principale. Proprio perchè il processo è irreversibile, se ci ripenserai saranno dolori.

La cosa migliore da fare è comprare una reflex usata con pochi euro. Con meno di 200 euro puoi trovare una buona fotocamera, magari un po’ datata, ma ottima per lo scopo.

Prima di procedere all’acquisto, controlla sul web se la fotocamera che hai scelto è adatta alla fotografia ad infrarossi. Come ti ho spiegato sopra, non tutte le reflex possono essere usate per questa tecnica. Ed alcune danno risultati migliori di altre.

Dove viene utilizzata la fotografia ad infrarosso?

Tutti gli oggetti riflettono la luce ad infrarosso, ma alcuni colori la rifletto più di altri. Il verde, per esempio, è uno di quei colori che riflette meglio questo tipo di radiazione. Nelle foto, quindi, gli elementi verdi tenderanno ad apparire bianchi.

Acqua e cielo, invece, tendono ad assorbire le radiazioni infrarosse, quindi appariranno scuri o addirittura neri.

Un paesaggio assolato ma con qualche nuvola, con alberi e specchi d’acqua, diventa la situazione di scatto ideale. La maggior parte della fotografia ad infrarosso, in effetti, raffigura paesaggi di questo genere.

Foto da Unsplash

Foto da Unsplash

Foto da Unsplash

Se utilizzi un filtro ad infrarosso, le tue foto dovranno limitarsi a soggetti statici, per via delle lunghe esposizioni. Con una fotocamera convertita all’infrarosso, invece, puoi fotografare anche soggetti in movimento.

Foto da Unsplash

Postproduzione delle fotografie ad infrarosso

Come ti ho accennato sopra, il presupposto fondamentale per la postproduzione ottimale delle fotografie ad infrarosso è scattare nel formato RAW.

Certo, vale per tutte le foto, ma nella fotografia ad infrarossi dovrai necessariamente migliorare:

  • esposizione
  • bilanciamento del bianco
  • rumore digitale

Migliora l’esposizione

Foto da Unsplash

Il miglioramento dell’esposizione sarà necessario soprattutto sul cielo. Probabilmente avrai la necessità di scurirlo, quindi lavorare sul file RAW ti permette di agire sul canale del colore. In questo modo potrai essere molto più preciso e i risultati saranno migliori.

Il bilanciamento del bianco

Foto da Unsplash

Anche nelle foto ad infrarosso il bilanciamento del bianco è importante.Se non sei preciso col bilanciamento del bianco, rischi di ottenere viraggi verso il rosso o il blu anche nelle zone che dovrebbero apparire bianche.

Trattandosi di foto dai colori alterati, non è semplice accorgersi delle dominanti di colore. Se scatti in formato RAW, sarà molto più semplice correggerlo.

Migliora il rumore digitale

Foto da Unsplash

Anche se scatti in pieno giorno, sarai costretto ad utilizzare tempi molto lunghi. Di conseguenza, potresti ritrovarti ad utilizzare degli ISO molto alti.

Il file RAW ti permette di correggere al massimo il rumore digitale.
La correzione del rumore digitale è molto più efficace con un file RAW, perchè hai a disposizione più dati rispetto ad un file JPEG.

Conclusioni

La fotografia ad infrarossi è una tecnica molto particolare ed originale. Alcuni fotografi si sono dedicati completamente a questo tipo di fotografia con grandi risultati.

All’inizio utilizza un filtro IR. Concentrati sulle situazioni “standard”. Paesaggi con il verde della vegetazione, il cielo azzurro e qualche nuvola sono l’ideale per ottenere scatti suggestivi. Questi elementi, infatti, cambiano totalmente la loro resa cromatica all’infrarosso.

Il risultato non è prevedibile, perchè dipende da diversi fattori, come ad esempio il modello di fotocamera e la quantità di infrarosso che raggiunge il sensore. Proprio questa imprevedibilità rende la fotografia ad infrarosso sempre diversa e mai banale.

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