Food photography: foto da leccarsi i baffi

Food photography: foto da leccarsi i baffi

Il cibo, la cucina, la pasticceria sono molto di moda di questi tempi. Le librerie sono stracolme di libri di ricette scritti da chef più o meno raccomandabili, in tv imperversano programmi che insegnano a cucinare, che propongono sfide a cuochi in erba, che esplorano le pietanze tipiche delle culture intorno al mondo.

Così, anche noi fotografi possiamo avere la nostra parte. Infatti, assieme a questo elevato interesse per gli argomenti culinari è sulla cresta dell’onda il genere fotografico della food photography .

Che tu lo voglia praticarla per scopi amatoriali o commerciali, ci sono diverse cose da sapere per fotografare adeguatamente il cibo. Tra l’altro, non si tratta solo di tecnica fotografica ma anche del cosiddetto food styling , l’arte di arrangiare al meglio i cibi nella scena da fotografare.

Gli aspetti importanti da considerare nel fotografare il cibo sono:

  • equipaggiamento,
  • attrezzatura,
  • composizione,
  • luce,
  • food styling.

In questo articolo, dopo una breve introduzione, parliamo del primo aspetto. Ne seguiranno altri in cui approfondirò tutti gli altri.

Cosa c’è di speciale nella food photography?

Il cibo è una cosa così normale che potrebbe sembrarti strano dedicare tanta attenzione a come fotografarlo. Però ci sono persone che per lavoro fanno proprio questo.

La distanza che passa tra uno scatto improvvisato ad una torta di compleanno e una foto artistica ragionata di un piatto è la stessa che intercorre tra una foto dell’ultimo vestito che hai comprato appeso nel tuo armadio e un’immagine per la campagna pubblicitaria di qualche stilista.

La food photography ha lo scopo di immortalare le pietanze suscitando però anche specifiche sensazioni nell’osservatore. Alcune foto di cibo vogliono trasmettere un senso di freschezza o naturalezza, altre il calore di una tazza di cioccolata, altre la sofisticatezza di un piatto di alta cucina, altre semplicemente l’abbondanza di un barbeque e così via.

Grillen am Vatertag

A ben guardare, quindi, gli scopi di questo genere fotografico non differiscono da quelli di qualsiasi altro genere. Infatti le fotografie degne di nota sono sempre in grado di suscitare qualcosa nell’osservatore e sono scattate con questo obiettivo in testa.

La food photography viene impiegata in diversi ambiti:

  • nella promozione di bar, ristoranti, mete turistiche,
  • nei libri di cucina,
  • nelle riviste dedicate a cibo e bevande,
  • su altre pubblicazioni dedicate ad esempio al turismo,
  • nei blog dedicati al cibo (il movimento dei food blogger è veramente ricco di rappresentanti e di attività).

Come vedi, quindi, esistono numerosi impieghi per un fotografo capace di rappresentare adeguatamente il cibo.

Che equipaggiamento scegliere per la food photography?

Effettivamente, l’equipaggiamento che può servire per fotografare il cibo è molto vario.

Dal punto di vista della macchina fotografica, puoi farcela anche con una fotocamera compatta, però questa deve avere i controlli manuali per variare l’apertura e l’apertura massima più ampia possibile. Più precisamente, è meglio che questa possa ascendere a valori al di sotto di f3.5. Inoltre, in questo genere fotografico torna sicuramente utile la modalità macro (come la foto qui sotto, scattata con una fotocamera bridge).

Con una reflex, sarà più facile ottenere i risultati che desideri senza compromessi. Qualsiasi modello va bene, maggiore importanza ce l’ha l’obiettivo.

Ho osservato parecchie foto di cibo e risulta evidente che le lunghezze focali grandangolari non vengono usate praticamente mai. Quindi ti servirà un obiettivo dai 50 mm in su. Su una fotocamera non a pieno formato potresti scendere anche a 35 mm. Personalmente però non sono sempre soddisfatto dei risultati che si ottengono con il 35 mm. L’ho provato scattando le foto per il sito di mia moglie, ApprendistaPasticcere.it , e spesso ho notato l’effetto di espansione tipico del grandangolo che influenzava l’estetica come non desideravo.

Soprattutto, però, ti serve un obiettivo che abbia un’apertura massima molto ampia. Per esempio, come opzione economica in tanti scelgono il 50 mm f1.8, disponibile per tutte le maggiori marche (clicca qui per vedere alcuni modelli). L’apertura ampia è necessaria perché nella food photography si usa spesso una profondità di campo molto bassa.

Ho visto foto eccezionali scattate da food blogger semplicemente usando la fotocamera e un obiettivo a focale fissa, senza altri pezzi di equipaggiamento. D’altro canto, se guardi qualche tutorial registrato da professionisti che fotografano cibo, tu accorgerai di come questi usino moltissimi altri strumenti.

Innanzitutto, ti può tornare utile un treppiede . Infatti, come vedremo più avanti, il cibo rende molto bene in foto se illuminato con luce naturale. Ciò vuol dire che spesso ci si trova a lavorare con luce troppo scarsa. Per fortuna, però, il cibo rimane immobile quindi, per evitare foto mosse è sempre possibile impiegare appunto un treppiede.

Se poi decidi di usare la luce artificiale, allora l’equipaggiamento da usare si amplia parecchio.

Prima di tutto, ti serve ovviamente un flash o qualche altra forma di illuminazione che si presti all’uso fotografico. Nel caso del flash è praticamente obbligatorio avere il necessario per poterlo separare dalla fotocamera. A questo scopo, procurati un cavo TTL oppure un radio trigger (la foto qui sotto è stata scattata con il flash, ad esempio).

Se usi la luce artificiale, come ogni fotografo di studio, avrai anche bisogno dei supporti per le luci, che ti permettono di posizionarle liberamente come necessiti.

La luce artificiale non è utilizzabile nuda, deve essere modificata. Hai quindi bisogno di una softbox, di un ombrello o almeno di un pannello diffusore da porre davanti alla sorgente di luce.

Inoltre, che tu usi luce artificiale o luce naturale, un accessorio economico che ti permette di modellare la luce e talvolta anche di ridurre il numero di sorgenti di luce necessarie è il riflettore. Se ne trovano di diverse dimensioni e molto utili sono i “cinque in uno” che ti permettono di colorare la luce riflessa in tre modi, di assorbirla o di diffonderla (trovi diversi modelli a questo link ).

Infine, in questo ambito sono molto utilizzate le light tent (ogni tanto tradotto con tende di luce) o lightbox. Sono delle scatole di materiale traslucido bianco in cui inserire il cibo da fotografare, in maniera che sembri avere uno sfondo infinito bianco dietro di esso. Inoltre, le pareti della tenda diffondono la luce con cui s’illumina il soggetto, ammorbidendo le ombre. Puoi vedere alcuni modelli cliccando qui . Qui sotto un esempio di una foto con sfondo bianco.

Conclusione

In questo articolo, ti sei fatto un’idea piuttosto completa dell’equipaggiamento necessario per la food photography. Ricordati che ottime foto si possono ottenere anche solo con la luce naturale e un singolo obiettivo. Quindi, prima di lanciarti in investimenti cospicui, sperimenta con quello che hai.

Nel prossimo articolo parleremo di composizione per la food photography, con numerose e succulente foto di esempio. Non mancare la prossima uscita!

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