Ho sbagliato un sacco di volte. Ma va bene così

Ho sbagliato un sacco di volte. Ma va bene così

Sono un fotografo professionista da poco più di quattro anni, dove per “professionista” intendo che ho avviato una regolare attività tramite la quale chiedo una somma di denaro per scattare foto ai miei clienti.

Ci si può perdere in distinzioni romantiche tra ciò che è “amatoriale” e ciò che è “professionale” riguardo a transazioni che non comportino lo scambio di denaro, ma la questione sulla quale mi voglio concentrare, ha a che fare con le responsabilità e le percezioni che derivano dall’essere ingaggiati per un’attività. A volte, a causa di completa incompetenza o di un lapsus momentaneo, il fallimento può essere completo di fronte ai clienti.

Seriamente. Sei destinato a incasinarti ad un certo punto, non importa quanto tu sia proattivo. E’ inevitabile. Con questo pensiero in mente, ho posto un freno al mio ego per un momento ed ho deciso di condividere con te una manciata di momenti imbarazzanti nei quali ho fallito miseramente, per aiutarti a evitare gli errori che io ho fatto prima di te e magari imparare un sacco dagli stessi.

(Un respiro profondo, poi un alltro…)

Okay, ci siamo!

Non ero preparato

Comincerò con un esempio semplice. Si tratta di un problema che molti di noi hanno già affrontato: dimenticarsi completamente di caricare le batterie la notte prima; portare soltanto una memory card per un’uscita fotografica di quattro ore; dimenticare la tua softbox nel bagagliaio del tuo amico dall’ultimo servizio improvvisato che hai fatto in una fabbrica abbandonata. Tuttavia, la preparazione non riguarda soltanto l’equipaggiamento.

Una volta mi sono fatto 20 ore di fotografie ad un matrimonio avendo nel corpo solo 20 cl di un energy drink austriaco. Potrebbe non sembrare un grosso problema, ma si trattò di una mossa completamente stupida e irresponsabile da parte mia. Conclusi la mia maratona stramazzando da un picco estremo di zucchero e caffeina, giusto durante il momento della cerimonia. Dovetti mandare il mio assistente a prendermi da mangiare al fast-food, per non svenire e rovinare completamente il giorno delle nozze del mio cliente.

Qualcosa di semplice come un buon pasto prima di un lungo giorno di lavoro, costituisce una parte essenziale del processo di preparazione,  assieme al controllo dell’equipaggiamento che devi fare prima di ogni servizio fotografico.

Ho completamento dimenticato l’incontro con il cliente

La stessa attenzione che si ha per la preparazione la si deve avere per l’organizzazione. Entrambe vanno mano nella mano. Quando dai avvio ad una piccola attività, devi sostenere il ruolo di molti altri lavori: dal contabile, allo specialista delle tasse, dal segretario, al guru del marketing. La percentuale del tempo investito effettivamente nello scattare foto diventa molto piccola. Se non possiedi un solido sistema per organizzare tutte le tue incombenze, potresti ritrovarti seduto a guardare la TV con la tua/o compagna/o, mentre avresti dovuto incontrarti con un cliente per firmare un contratto per il suo matrimonio.

Questo è stato proprio ciò che mi è capitato una volta. Mi sono scusato profondamente dopo aver ricevuto un messaggio vocale da un cliente che mi raccontava come mi avesse aspettato per più di due ore che mi presentassi al nostro incontro. Ma il danno era al di là dell’essere risolto. Se io non ero capace di presentarmi ad un semplice appuntamento dove stavo per ricevere migliaia di dollari come anticipo, per qual motivo i miei clienti avrebbero dovuto riporre in me fiducia per un servizio fotografico al loro matrimonio? Non dovevano, non lo fecero e io persi molto di più che dei soldi quel giorno. Io persi la possibilità di essere contattato da tutte quelle persone con le quali decisero di condividere la loro storia, in una reazione a catena.

Inoltre, il film che finii di vedere non era poi così bello. Anche se, ad essere onesti, a nessuno è piaciuto il remake del film Arthur. A nessuno.

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Con la mia grande e stupida bocca ho detto cose sconvenienti

Facendola breve, ho chiesto ad una nonna di avvicinarsi per fare un ritratto di famiglia e di stare affianco a sua nipote. Salta fuori che la nonna non era la nonna. La nonna era la madre. La madre, la madre della sposa! Non si trattò della cosa peggiore al mondo e ci passammo sopra…per un po’, almeno.

Ho assunto un assistente che non si è mai fatto vedere, se non troppo tardi e ubriaco

Non assumere i tuoi compagni di bevuta del college. Mai.

A meno che tu non voglia che facciano cadere il tuo costoso equipaggiamento e, più tardi, infastidiscano inappropriatamente la madre della sposa sulla pista da ballo…la stessa madre della sposa che tu hai chiamato “nonna” poco prima.

Sì, non è stato proprio un giorno da ricordare per la Aaron Brown Photography.

Ho scelto di investire in base al mio istinto

Iniziando un’attività molto piccola, devi accettare qualsiasi lavoro che ti venga proposto, anche quelli veramente schifosi, del tipo “otterrai un sacco di visibilità”, che non ti fruttano un centesimo. Non è proprio una cattiva idea cominciare a fare esperienza e cominciare a creare un portfolio mettendosi in gioco per ogni tipo di richiesta fotografica. Verrà il tempo in cui ti renderai conto di quali soggetti ti piaccia fotografare e, se ti capiterà di aggiungere soggetti umani alle tue foto, come per i matrimoni o i ritratti, capirai anche il tipo di persone con cui ti piace lavorare e forse diventerai selettivo nei confronti delle opportunità che ti si presenteranno.

Tutti hanno scopi specifici per la propria attività. Io alla fine ho deciso di lavorare soltanto con persone di buona indole e che abbiano sensibilità nei confronti della vita simili alla mia. Sai, quel tipo di persone semplici che non si offendono per un linguaggio volgare e amano bersi una birra fredda una volta ogni tanto, persone che potrei chiamare, in ultima istanza, amici.

Diciamocelo, non avrebbero girato 10 stagioni di Bridezillas per niente. E questo è ciò che cerco di evitare. Che fosse dovuto ad una sessione “about me” del sito piuttosto eccentrica o ad un passaparola tra i miei clienti precedenti, sono stato estremamente fortunato del fatto che le mie foto di matrimonio e i miei ritratti siano stati scatti negli anni con persone magnifiche. Forse è un po’ polemico da dire, ma i soldi (persino nel business) non sono tuttodavveroL’ho imparato nel modo più difficile, quando decisi che i soldi erano più importanti delle vibrazioni negative che il mio senso di ragno mi mandava durante un paio di incontri preliminari.

Questi servizi sono stati decisamente antipatici e lo si è visto in immagini dove io ero particolarmente indispettito a causa di una raffica di critiche disarticolate indirizzate dal cliente contro di me, cliente che io avrei dovuto evitare sin dal principio.

Ho fallito con me stesso su questo punto…due volte!

(Vorrei anche chiarire che io non condono ai fotografi di discriminare i clienti sulla base di ciò che loro intendano siano i seguaci della loro religione. Specificatamente il rifiuto di fotografare un matrimonio perché si tratta dell’unione di una coppia omosessuale. Non è ciò che sto dicendo qui. Evitare clienti che sono sostanzialmente degli imbecilli, è una cosa. Spacciare il bigottismo per un velo sottile di “integrità artistica” è un’altra, ma ho divagato).

Ho prenotato più lavori di quanti ne potessi sostenere

Come fa quella canzone di Ace Hood? “Hustle, hustle, hustle hard! Closed mouths don’t get fed on this boulevard”. Penso di dover ritrattare quanto ho scritto nel punto precedente. Potresti essere abbastanza tenace da poter prenotare ogni lavoro che si presenta sulla tua strada, e altri ancora, ma alla fine della giornata non è necessariamente la miglior cosa per te e per i tuoi clienti.

Per il caso in questione, avevo prenotato troppi matrimoni due anni fa, così tanti che spesso ne avevo tre in una sola giornata e dovevo passare di corsa da uno all’altro. Lasciamelo dire, i clienti del venerdì videro un fotografo completamente diverso rispetto a quello della domenica. 

Questo non è per dire che di domenica non ho scattato le foto di cui avevo bisogno, ma sicuramente i miei clienti non hanno avuto a che fare con il ragazzo frizzante, divertente e scatenato che ha incontrato la coppia del venerdì.

Sabato ad Aaron mancava un po’ il fiato, ma è riuscito a rientrare nella routine delle cose e ha sfornato un servizio piuttosto buono durante la notte.

La domenica Aaron, invece, ha fatto davvero un sacco di sbadigli, si è stiracchiato e ha guardato troppe volte l’orologio durante la giornata. Non è decisamente una cosa da farsi.

Così ho smesso di impegnarmi per tre matrimoni nel fine settimana. Ho anche significativamente diminuito la necessità di passare da un matrimonio all’altro. Tutti i miei clienti richiedono lo stesso livello di professionalità, così ho deciso di prenotare meno matrimoni in modo da poter focalizzare la mia attenzione sulla qualità, piuttosto che riempire la mia agenda del maggior numero di impegni possibile. Questa soluzione è in parte motivata dal fatto che ho cominciato a selezionare il tipo di clientela con la quale mi piace avere a che fare e in parte dovuta al fatto che sono… vecchio.

Sai chi altro lo apprezza anche? I miei amici e i miei cari. Evito anche di prendere impegni durante le vacanze e mi assicuro anche di avere almeno un giorno a settimana libero da impegni lavorativi. Può sembrare poco conveniente, ma soffro meno mal di testa e stress per il fatto di avere meno clienti. Demandare tutto il lavoro di cui ho parlato è il prossimo passo nel piano generale delle cose da fare e sicuramente mi sarà d’aiuto. Ma ne discuterò in un altro post.

Concludendo

Questi sono solo alcuni degli errori che ho commesso lungo il mio percorso. Tu ne farai altri. Va bene così, se riuscirai ad apprendere da essi un modo per non ripeterli ad oltranza. Ho sentito storie dell’orrore da alcuni miei amici, alcuni dei quali non sono più fotografi a causa dei loro errori.

Per questo mi sento piuttosto fortunato. Alcuni dei nostri Fstoppers Staff Writers hanno ammesso alcuni dei loro errori. Fa parte del gioco, ma andrai bene anche tu, fintantoché eviterai figuracce e comunque da quelle riuscirai a imparare.

Le foto utilizzate per questo articolo non sono state prese da uno dei servizi che ho descritto sopra. Volevo chiarire questo punto. Sono state prese da uno dei miei servizi fotografici preferiti fatto in collaborazione con un magnifico studio di tatuaggi con il quale ho costruito un durevole rapporto di amicizia.

Articolo di Aaron Brown, liberamente tradotto dall’originale: I’ve screwed up many, many times…but it’s okay!

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