Crowdfunding: realizza i tuoi desideri fotografici

Crowdfunding: realizza i tuoi desideri fotografici

C’erano una volta le riviste di fotografia come Life, Harper’s Bazaar, Vu, su cui hanno pubblicato i più famosi nomi della fotografia, quelli che tutti ammiriamo e studiamo. Queste riviste erano ben contente di finanziare viaggi e reportage di lunga durata , riconoscevano valore all’immagine e diffondevano la bella fotografia.

Ora, le belle fotografie ci sono ancora, su  tantissime riviste, ma  c’è anche una grossa differenza: sempre meno sono i soldi disponibili per finanziare ambiziosi progetti di fotografi, soprattutto se non si tratta di fotografi già affermati. E comunque essere un fotografo affermato non è sufficiente.

Allora, ogni tanto sembra che per vivere di fotografia sia necessario per forza fare il matrimonialista o cercare di entrare nella moda, che comunque non è facile. Non ho nulla contro questi generi, anzi, ma ovviamente non tutti i fotografi vi sono portati o desiderano praticarli.

Forse tu vorresti realizzare un reportage impegnato, per documentare qualcosa di tragico o di entusiasmante che accade vicino a te. Oppure vorresti dare corpo ad una tua idea di progetto fotografico con un bel libro ed una mostra. Sai che sapresti creare qualcosa di bello, ma queste cose costano, anche parecchio, e tu hai una famiglia da mantenere, un mutuo da pagare, e le altre solite cose.

Sai cosa ti dico, oggi non sei costretto a rinunciare a queste tue ambizioni, a far morire nel cassetto le tue idee artistiche. Internet e la globalizzazione ci stanno portando, o ci hanno già portati, in una nuova età dell’oro, in cui nuovi strumenti permettono di mettere in atto progetti che pensavamo impossibili.

Lo strumento di cui ti voglio parlare con questo articolo è il crowdfunding, la chiave per poter realizzare il tuo prossimo progetto fotografico.

Che cos’è il crowdfuning?

In inglese, crowd significa folla, pubblico, massa. Funding invece vuol dire finanziamento, sovvenzionamento.

Quindi, il crowdfunding è letteralmente un finanziamento di massa. In parole povere, consiste nella possibilità di far finanziare un progetto non da una banca, non da un investitore, non dagli strozzini, ma da chiunque voglia, attraverso internet, partecipare con una somma, anche piccola.

Non si tratta di qualcosa solamente legato alla fotografia, ma è stato già usato con successo da moltissimi fotografi.

Il crowdfunding è una delle prime manifestazioni della nuova economia verso cui ci stiamo muovendo. Un’economia che, grazie ad internet, alla tecnologia e alla globalizzazione, permette di condividere conoscenze, esperienze, risorse e anche danaro, per realizzare cose che erano diventate impossibili e arricchirsi vicendevolmente (non solo in termini monetari).

Come funziona il crowdfunding?

Il crowdfunding può essere usato per finanziare progetti di qualsiasi tipo: nuovi gadget, libri, film, reportage fotografici, cure mediche e chi più ne ha più ne metta. Esistono anche molte piattaforme che ti permettono di pubblicare il tuo progetto, ma generalmente la procedura è questa:

  • definisci bene il tuo progetto,
  • valuti di quanti soldi hai bisogno,
  • inventi delle ricompense, dei premi da dare ai finanziatori (in base all’ammontare donato),
  • pubblichi il progetto sulla piattaforma da te scelta,
  • promuovi il progetto intensamente, in maniera da aumentare il numero di possibili finanziatori,
  • al termine del periodo prefissato raccogli il danaro e realizzi il progetto,
  • distribuisci le ricompense che avevi promesso.

Ovviamente, il tutto è intermediato dal sito di crowdfunding che hai scelto, che ti permette di gestire tutta la raccolta del denaro, le comunicazioni con i finanziatori e ti fornisce una bella pagina in cui ospitare la descrizione del progetto. Inoltre, diversi siti di questo tipo ti aiutano con consulenze su come raccogliere più fondi e con la promozione del progetto.

Dove sta il trucco?

Un’opportunità di questo genere, vista superficialmente, può sembrare troppo bella per essere vera. Effettivamente è un’ottima opportunità, e non ci sono trucchi, ma non è gratis.

Prima di tutto, alcuni siti non rilasciano il danaro se non raggiungi e la somma specificata. In realtà, ce ne sono anche molti che non hanno questo limite, però potresti trovarti a preferire quelli in cui è obbligatorio raggiungere la soglia per altri motivi. Se non porterai avanti correttamente la tua campagna di raccolta fondi, su questi siti rischi di rimanere con un pugno di mosche.

In secondo luogo, ovviamente il servizio offerto dalle piattaforme di crowdunfing ha un costo. Questo si manifesta in una trattenuta sui soldi ricevuti. Di solito, questa tariffa si aggira attorno al 5%. Quindi, per ogni 100€ donati 5€ andranno alla piattaforma.

Inoltre, su alcuni siti, se vuoi ricevere il finanziamento anche quando la soglia non è stata raggiunta, devi pagare una tariffa maggiorata. Questa si aggira attorno al 9%.

In aggiunta, ci sono le tariffe dei servizi di gestione delle transazioni, attraverso Paypal o carta di credito. Queste si aggirano attorno al 3%.

Ovviamente, non sono tasse che devi calcolare e pagare separatamente, sono tutte tariffe detratte automaticamente. Quindi, semplicemente, le devi tenere a mente nel fissare i tuoi obiettivi.

Come si crea un progetto che abbia successo con il crowdfunding?

Il crowdfunding è un’opportunità che fino a una decina di anni fa praticamente non esisteva. Però, non bisogna considerarlo un trucchetto per ottenere soldi facilmente. Riuscire a far finanziare il proprio lavoro richiede comunque impegno.

Dalle ricerche che ho fatto, sono risultati alcuni criteri , alcuni punti in comune tra i progetti che sono riusciti a raccogliere i soldi necessari. Si tratta di cose di buon senso e non difficili da attuare. Però devi assicurarti di metterle in pratica se vuoi realizzare il tuo progetto.

Eccole qui di seguito.

Definire chiaramente il progetto ed il suo scopo

Un progetto chiaro è più comprensibile e motiva maggiormente a donare il proprio danaro. Davanti ad una descrizione non sufficientemente precisa il finanziatore si chiede: perchè dovrei dare dei soldi a questo progetto?

Prima di tutto, il progetto deve essere chiaro nella tua testa. Non vanno bene cose del tipo “reportage fotografico della mia provincia” oppure “progetto di street photography”.

Serve qualcosa di maggiormente riconoscibile e motivante. Ad esempio potresti, voler creare un progetto “Un giorno nella vita di…” in cui segui persone normali nelle loro attività quotidiane e la racconti con immagini e parole. Oppure potresti indagare una situazione di disagio invisibile ai più. O le attività degli artigiani nel tuo paese.

Inoltre, il progetto deve avere uno scopo in cui ci si possa rispecchiare, non può essere un capriccio personale. Ciò non vuol dire che devi fare per forza qualcosa di socialmente impegnato. Si può anche trattare solamente di qualcosa valido artisticamente.

Un grandissimo vantaggio che hai, in questo caso, è che i vecchi progetti finanziati rimangono visibili sui siti di crowdfunding. Ciò significa che ti basta spulciarli per vedere come sono fatti e prendere spunto.

Una volta che avrai definito il progetto, devi anche descriverlo opportunamente. Sii generoso con i dettagli e presentalo in maniera che se ne capisca l’importanza.

Inoltre, come potrai notare, tutti i progetti di crowdfunding sono solitamente accompagnato da un video. Non serve avere una videocamera professionale.

È sufficiente creare uno slideshow e registrare la tua voce mentre parli del progetto. Non sottovalutare l’importanza di questo video.

Proponi ricompense interessanti e fattibili

Come accennavo sopra, i finanziatori ricevono sempre una ricompensa per la loro generosità. Ci sarà sempre qualcuno che ti finanzia solo perché apprezza te o il tuo progetto, però le ricompense possono fare la differenza.

Attenzione però a promettere qualcosa che puoi mantenere. O meglio, prometti qualcosa che non ti comporti un lavoro ed una spesa eccessivi.

Se ti impegni a spedire qualcosa e i finanziatori sono molti, ti serviranno tantissimo tempo e danaro per inviare le ricompense. Concentrati su qualcosa di economico e facile da realizzare, ma al contempo di valore, come ad esempio un prodotto digitale o la partecipazione ad un evento.

Non dimenticare che le donazioni possono essere molto piccole (nell’ordine dei 10€ e talvolta anche meno) e le ricompense devono essere commisurate. Quindi, se il tuo progetto attrae molti finanziatori che partecipano con cifre piccole, te la puoi cavare con un semplice ringraziamento pubblico.

Alcuni esempi tipici di ricompense che puoi trovare tra i progetti finanziati sono:

  • ringraziamento nel libro o alla mostra,
  • invio di ebook e foto in formato digitale,
  • invio di libri e stampe,
  • invio di altro merchandising come borse, t-shirt, ecc…
  • partecipazione ad una presentazione in anteprima,
  • partecipazione gratuita alla mostra,
  • incontro privato con l’autore.

Come per la descrizione del progetto,puoi tranquillamente rubare dai progetti di successo le idee per le tue ricompense. Anzi, non puoi, devi.

Promuovi attivamente

Come accade sempre, non basta creare una pagina, anche bella, e delle ricompense attraenti, piazzarle su internet e aspettare che i finanziatori sciamino al tuo progetto. Devi impegnarti attivamente nella promozione, usando la pagina del progetto come destinazione per tutti quelli che vogliono informarsi e donare.

Promuovere attivamente significa:

  • contattare direttamente tutti i tuoi parenti e amici, di persona, al telefono, via email,
  • contattare chi ha posizioni di influenza nell’ambito del tuo progetto, ad esempio siti web, riviste, forum e community varie online,
  • contattare anche associazioni e istituzioni, soprattutto se il tuo progetto ha un impatto sociale o interessa attività locali,
  • quando contatti qualcuno, personalizzare il più possibile il messaggio, non mandare la stessa email a tutti,
  • condividere la pagina del progetto e aggiornamenti frequenti sui social media,
  • invitare esplicitamente le persone contattate a condividere a loro volta il progetto, se lo apprezzano,
  • creare un tuo blog per attirare un’audience che apprezzi il tuo lavoro e la tua missione, anche prima di avviare il progetto.

Fatti sentire

Una volta invitate le persone a partecipare, devi tenerle aggiornate. Su cosa?

Ad esempio su:

  • come sta andando la raccolta fondi,
  • personaggi o enti importanti che ti supportano (molto utile per la pubblicità),
  • evoluzioni nei dettagli del progetto.

Inoltre, è buona pratica mantenersi in contatto con i finanziatori anche dopo la raccolta fondi, durante la realizzazione del progetto. Questo non solo per gratitudine, ma anche perché potrebbero diventare tuoi fan e supportarti in futuro.

In che modo puoi tenerti in contatto?

  • sul tuo sito, se ne hai uno,
  • sul sito creato apposta per il progetto,
  • su una pagina Facebook, account Twitter o Google+ creato appositamente (e anche sui tuoi personali),
  • attraverso una mailing list,
  • sui canali forniti dalla piattaforma di crowdfunding.

La mailing list è sicuramente lo strumento più potente. Puoi far iscrivere chi visita il tuo sito, i canali social ma anche la pagina del progetto.

Comincia in anticipo

Se dimostri di aver già fatto del lavoro per il progetto che vuoi finanziare, avrai maggiore credibilità e quindi maggiore probabilità di ricevere i finanziamenti.

Ciò vuol dire che potresti cominciare la realizzazione e poi finanziare ad esempio solamente il libro o la mostra in cui vuoi mostrare i risultati. Oppure, puoi impegnarti in una ambito simile e documentare questo tuo impegno.

Ad esempio, se vuoi realizzare un progetto di street photography e hai già al tuo attivo belle foto in questo campo, i finanziatori sapranno già valutare la persona a cui andranno i loro soldi.

Quali siti per il crowdfunding

Le piattaforme per il crowdfunding stanno spuntando come funghi. Ovviamente, la maggior parte sono in inglese, ma ce ne sono anche di italiane.

Io però ti consiglierei di valutare la possibilità di realizzare qualcosa che interessi anche ad investitori internazionali. Ti sarà estremamente più facile raccogliere la somma desiderata.

Ad esempio, potresti realizzare un libro fotografico sul tuo progetto e mettere in conto di farlo tradurre. In questo modo potresti usarlo come ricompensa per finanziatori da tutto il mondo.

In ogni caso, se proprio escludi questa possibilità, il numero di progetti disponibili sulle piattaforme internazionali è enormemente superiore a quello dei progetti in italiano (e lo sarà sempre). Quindi almeno guarda i siti in inglese per prendere ispirazione, come ti spiegavo sopra.

Tra le decine di possibilità ti consiglio di guardare questi siti in inglese:

Ce ne sono molte altre, ma vi si trovano pochi progetti prettamente fotografici. Inoltre, nel momento in cui leggerai questo articolo potrebbero esserne nate di nuove.

Anche in Italia si sta notando del movimento in questo settore. Trovi già diverse piattaforme, alcune delle quali però hanno, al momento in cui scrivo, un numero di progetti pubblicati risibile.

Al momento ti consiglierei di dare un’occhiata a:

La prima in particolare a breve farà partire una collaborazione con Photographers.it, quindi potrebbe essere la più interessante.

Per una lista più lunga di piattaforme italiane, ecco un articolo su Wired.

Storie di successo

Come ci si poteva aspettare, non è facile trovare storie di successo riguardanti fotografi italiani e il crowdfunding. Per fortuna qualche esempio l’ho potuto trovare:

  • Fausto Podavini ha ricevuto 13300€ sugli 11700€ richiesti (quindi ha sforato!) per un progetto sull’Alzheimer che ha vinto il World Press Photo,
  • il progetto Mothers, sulle neomamme, ha ricevuto tutti i 3000€ richiesti,
  • Elena Perlino e Cristina Giordano hanno avuto i 7500€ necessari a finanziare il loro progetto sullo sfruttamento delle donne nigeriane immigrate in Italia,

Se invece vuoi vedere molti più esempi di autori inglesi, ti consiglio di andare a questa pagina. Troverai una classifica che raccoglie tantissime categorie e varie piattaforme.

Inserisci la parola photography nel campo di ricerca e potrai isolare solamente i progetti fotografici.

E se va male?

Ovviamente, può anche succedere che il tuo progetto non venga finanziato, ovvero non raggiunga la soglia prefissata. In questo caso hai due opzioni, come puoi intuire da quanto hai letto finora:

  • su alcune piattaforme semplicemente i fondi vengono restituiti ai donatori e tutto finirà lì,
  • su altre puoi ritirarli lo stesso, pagando una percentuale maggiore, ma è a tua discrezione.

Quindi, come vedi, il rischio è estremamente piccolo. La cosa più grossa è la perdita di tempo e la delusione. Decidi tu se pesa più questa piuttosto che il rimorso per non aver provato.

Conclusione

Il crowdfunding non è una bella fiaba destinata a finire, è una possibilità concreta di dedicarti alla fotografia superando le limitazioni economiche che spesso ti frenano. Quindi, se hai un progetto in mente, studia come potresti fartelo finanziare, perchè ora è molto più a portata di mano.

Ora non hai più scuse, fare della tua passione una realtà concreta, che tocchi le altre persone, dipende solo da te. I limiti economici sono stati abbattuti.

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