Come l’ho scattata: una città tra le nuvole

Come l’ho scattata: una città tra le nuvole

Fotografare la nebbia mi ha sempre affascinato, perché crea un’atmosfera davvero unica: non solo il paesaggio sembra proiettarsi in un’altra dimensione, ma anche le nostre sensazioni si fanno più intime.

È per questo motivo che tutte le volte che ne ho la possibilità, approfitto della presenza della nebbia per scattare alcune fotografie.

È bello, infatti, non solo cercare di ottenere buone foto, ma anche restare semplicemente catturati a contemplare il paesaggio, così trasformato.

La nebbia si può formare in diversi modi. Nelle giornate invernali limpide (in situazioni, quindi, di alta pressione atmosferica) e con assenza di vento, si può formare nelle vallate un tappeto di nuvole, dovuto al ristagno di aria fredda presso il suolo. La differenza di temperatura tra questo strato d’aria e quella presente a quote maggiori è detto inversione termica.

Grazie a questo fenomeno hai quindi la possibilità di scattare foto molto particolari.

In questo articolo ti racconto come ho ottenuto la fotografia che puoi vedere qui sopra, realizzata durante una di queste giornate con inversione termica.

Una città tra le nuvole: la storia dello scatto

Approfittando di una giornata con le caratteristiche particolari che ti ho descritto sopra, mi sono recato sulla cima di una montagna poco lontano da casa mia, con l’intento di fotografare il paesaggio con la nebbia sullo sfondo. Queste erano, quantomeno, le mie originali intenzioni.

Ho la fortuna di abitare sulle pendici meridionali di un vasto altipiano che si affaccia sulla pianura veneta: un luogo nel quale situazioni come questa, in inverno, non sono rare.

Volevo quindi cercare uno scatto diverso dai molti che avevo già fatto, ma il luogo dove mi ero recato non offriva in realtà particolari ispirazioni. Così, dopo aver scattato alcune fotografie “documentative”, che tengo solo come ricordo, avevo deciso di fare mestamente ritorno a casa.

Proprio durante il tragitto in auto, il tappeto di Stratus nebulosus (il nome scientifico di questo tipo di nubi), aveva improvvisamente iniziato ad alzarsi, sino a raggiungere il centro abitato del mio paese, che è quello visibile nella stessa foto.

Ho così preso istintivamente una via secondaria, che taglia il versante di un monte che, dall’alto, domina il paese. Da qui ho iniziato a scattare alcune fotografie, tra le quali quella che ti racconto in questo articolo.

Ho scattato molte foto, da diversi punti di ripresa, evidenziando soprattutto l’intrico di stradine che tagliano questi monti e che furono costruite durante la Grande Guerra.

Ho ottenuto diversi scorci del paese e delle borgate, però l’ora già tarda non mi ha consentito di realizzare scatti altrettanto belli, che mi soddisfacessero come quello in copertina. Il Sole, infatti, era appena tramontato, come si può notare dalle luci accese in città.

Questa foto è sostanzialmente il frutto di alcuni eventi fortunati, primo tra tutti il trovarsi nel posto giusto, al momento giusto.

Penso, infatti, che il segreto della fotografia di paesaggio risieda, oltre che nel pianificare orari e luoghi da fotografare, anche nella possibilità di spostarsi molto: situazioni particolari capitano nei momenti meno prevedibili!

Attrezzatura e impostazioni della reflex

Come dicevo, la fortuna d’essermi trovato nel posto giusto al momento giusto è stata sicuramente fondamentale, ma un aiuto particolare nell’ottenere questo scatto è venuto dalla mia attrezzatura fotografica.

Si tratta di un’attrezzatura entry-level, di una fotocamera e di un obiettivo economici. Ho usato, nello specifico, una Sony Alpha 200 con un tele obiettivo Sigma 70-300 APO.

In un primo momento ho provato una sensazione di amarezza, mentre scattavo mi rattristavo di non possedere una fotocamera migliore. Ti spiego perché.

Sulla destra di questo paese ne sorge un altro: desideravo fotografarli entrambi avvolti dalla nebbia che rapidamente li stava catturando, ma avrei dovuto usare una sensibilità ISO più elevata, per potere usare tempi di esposizione più rapidi.

Questo si sarebbe tradotto anche in una massimizzazione del poco tempo a disposizione, che mi avrebbe permesso di fare più foto.

Come ho accennato infatti, stavo fotografando con il Sole appena tramontato, in condizioni di scarsa luminosità. Pertanto, per ottenere una foto non troppo scura, sono dovuto intervenire impostando tempi, diaframmi e valori ISO adeguati.

Considerando che l’obiettivo che stavo usando non è molto nitido, non volevo scendere a compromessi aprendo troppo il diaframma. Come saprai, infatti, la nitidezza maggiore, un po’ con tutti gli obiettivi, ma in particolare con gli zoom di fascia bassa, la si ottiene chiudendo il diaframma attorno a valori come f/8 o f/13.

Analogamente, non ho voluto alzare gli ISO, per cercare di ottenere un file più pulito, evitando, insomma, il rumore digitale (un disturbo simile alla grana della pellicola, poco piacevole, soprattutto se non si stanno usando reflex di fascia medio-alta come nel mio caso).

Aiutandomi con l’orologio, ho quindi aperto l’otturatore per un tempo sufficiente a ottenere una foto correttamente esposta. In questo, mi è stata di grande aiuto l’esperienza maturata fino a quel momento.

Ho impostato la macchina fotografica in modalità manuale, con posa B: questo perché mi serviva un tempo di apertura del diaframma più lungo di 30”, dato che avevo chiuso il diaframma al valore di f/13 e tenuto gli ISO a 100.

Grazie al tempo lungo che sono stato costretto a usare pur di non ottenere una foto buia, si è prodotto un altro risultato: appena iniziato a fotografare infatti, la nebbia non avvolgeva ancora il lato sinistro del paese, ma erano ancora visibili gli edifici, fin sul bordo del fotogramma. Scattare in quel momento non mi avrebbe permesso di ottenere l’effetto “città sospesa nel cielo”.

Utilizzando un tempo lungo invece, la nebbia ha nel frattempo avvolto anche quel lato del paesaggio, dando alla fine la parvenza d’aver catturato un villaggio sospeso sopra un mare di nubi, cosa che rappresenta, probabilmente, il punto di forza di questa fotografia.

Voglio, in sostanza, dire che sforzarmi di superare i limiti della mia attrezzatura fotografica, spingerla al massimo per ottenere una foto correttamente esposta, mi ha permesso, in fin dei conti, di ottenere uno scatto magico.

Inutile aggiungere che per questa fotografia fondamentale è stato l’uso del treppiede, accessorio che io considero indispensabile in fotografia. E, a tal proposito, un consiglio per te: se ne hai la possibilità investi in un buon treppiede, perché cavalletti troppo economici fanno rimpiangere l’investimento poco ponderato!

Post produzione della fotografia

Passo sempre poco tempo davanti al computer, in quanto cerco di ottenere il massimo in fase di scatto. È meglio cestinare in partenza foto non buone: è inutile provare a migliorarle in post produzione.

In genere, mi limito a controllare il bilanciamento del bianco, eliminare le aberrazioni cromatiche, regolare il contrasto e togliere eventuali macchie di sporco presenti sul sensore. Poi preparo la foto per il web, ridimensionandola e dosando la maschera di contrasto se decido di pubblicarla online.

È quello che ho fatto anche con questo scatto. Tuttavia in questo caso non ho modificato il bilanciamento del bianco, ma ho solo corretto le tonalità colore, perché erano troppo tendenti al magenta. Per fare questo ho usato l’apposito strumento offerto dal programma di conversione del file raw (nel mio caso Adobe Camera Raw).

Avendo scattato a ISO 100, non ho avuto necessità di ridurre il rumore nella foto. Inoltre, tengo sempre attivata la riduzione rumore sulle lunghe esposizioni, disponibile sul mio modello di fotocamera.

Questo meccanismo ha lo svantaggio di durare tanto quanto dura il tempo di scatto – quindi, nel mio caso, altri 36 secondi – ma impedisce la produzione di rumore digitale.

La composizione, infine, mi pareva già perfetta. Molto importante è valutare attentamente la composizione già in fase di scatto, per evitare di dovere ritagliare le fotografie. La post produzione pertanto è stata minima.

Conclusioni

Se ti affascinano le fotografie come questa, in cui la nebbia sembra trasformarsi in un mare di nuvole, cerca di ricordati quali sono le condizioni ideali perché si verifichi il fenomeno. Ricordati anche che, se abiti in una vallata o una pianura e la zona è immersa nella nebbia, probabilmente pochi metri sopra la tua testa il cielo è sereno!

Un’ottima idea per renderti conto da casa se hai la possibilità di ottenere foto di questo tipo è osservare una webcam posizionata su un rilievo nelle vicinanze.

Come avrai capito leggendo questo articolo, inoltre, non devi preoccuparti se ancora non possiedi un’attrezzatura di medio-alto livello. Con la tenacia, imparando a conoscere bene le tecniche fotografiche di base, si possono ottenere ottime fotografie, anche con fotocamere e obiettivi amatoriali.

Cerca piuttosto di non lesinare sull’acquisto di un buon treppiede e continua a migliorarti fotografando, osservando sempre le tue foto con la giusta dose di autocritica.

Se vuoi vedere altre mie fotografie puoi dare un’occhiata al mio sito internet. Buon divertimento!

 

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