Come fotografare gli uccelli in giardino con il birdgardening

Come fotografare gli uccelli in giardino con il birdgardening

Tra le pagine del mio diario del liceo c’era una foto che ritraeva un gatto seduto al centro di un vaso per le piante.

Sotto la fotografia, una mia compagna di classe aveva scritto: “la mamma di Eleonora coltiva gatti nel suo giardino.”

Il gatto è una specie che attecchisce facilmente all’aperto ma alle prime avvisaglie di maltempo vuole tornare dentro casa, sul divano, al calduccio. Gli uccelli, invece, popolano i giardini in ogni stagione, sfidano calura estiva e nevicate e non godono dei privilegi dei viziati animali domestici.

Per questo motivo, se hai un giardino, puoi aiutarli durante la stagione invernale a trovare riparo dal freddo e cibo per sostenersi. Se sei un fotografo puoi approfittarne anche per fotografarli.

Accudirli e ricevere in cambio la possibilità di documentarsi, fotografare o disegnare: sono questi i principi del birdgardening. Se vuoi scoprire come “coltivare” gli uccelli nel tuo giardino e fotografarli, continua a leggere.

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Il birdgardening

Birdwatching, birdgardening e birdphotography sono tre attività diverse legate da un preciso filo conduttore: l’osservazione degli uccelli in stato di libertà. Tre declinazioni di un unico amore per la natura e lo studio dei fenomeni che la riguardano.

Il birdwatcher, binocolo e taccuino alla mano, è chi dedica parte del suo tempo all’osservazione di specie stanziali e flussi migratori. La parola non ha una traduzione precisa in italiano ed è stata mutuata così com’è dalla lingua inglese. L’Inghilterra è, infatti, la patria onoraria di quest’hobby, praticato dal 6% della popolazione e fonte di turismo ecosostenibile.

Il birdgardening, invece, è il punto d’incontro tra giardinaggio e birdwatching e consiste nell’attirare i pennuti nel proprio giardino, mettendo loro a disposizione mangiatoie e nidi artificiali. La vicinanza ai soggetti ti offre quindi l’occasione di fotografarli.

La fotocamera, tuttavia, devi tenerla lontana dai nidi (naturali o artificiali che siano), perché disturberesti covate e cura della prole. La fotografia ai nidi deve restare, in generale, riservata agli ornitologi esperti.

Il giardino è concepito secondo le regole del birdgardening se ospita specie vegetali gradite a farfalle, uccelli e altri piccoli animali selvatici. Questo crea una vera e propria catena alimentare che ti permette di osservare queste specie dalle finestre di casa.

Ma come si crea un giardino per gli uccelli? Vediamolo qui di seguito.

Attirare gli uccelli: l’allestimento delle mangiatoie

Durante la stagione invernale gli uccellini incontrano moltissime difficoltà nella ricerca del cibo: molti, provati dalla fame e dalle condizioni atmosferiche proibitive, muoiono e non vedranno mai l’inizio della primavera successiva. L’installazione delle mangiatoie non può per loro arrivare in un momento più gradito!

In autunno, quindi, puoi già procedere a inserirne qualcuna, avendo cura di rifornirla durante tutto l’inverno. Non dovrai, cioè, far mancare mai ai pennuti la fonte di cibo su cui hanno deciso di contare.

Al contrario, il nutrimento deve essere sospeso all’arrivo della primavera, quando i nuovi nati devono imparare a cavarsela da soli mentre gli adulti devono ricominciare ad alimentarsi seconda natura e abitudini. Gli insettivori, inoltre, potranno tornare a svolgere il loro compito di predazione degli insetti nocivi.

... do you now? Birds? by leonardo4it, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic License   by  leonardo4it 

Il mio consiglio è di installare mangiatoie di diverso tipo e dimensioni. Anche il cibo deve variare, come vedremo tra poco. Questa diversificazione ti permette di attirare specie diverse. Le specie hanno, inoltre, una sorta di ordine interno, una vera e propria gerarchia di beccata. Per evitare i conflitti è preferibile, quindi, allestire più beccatoi simultanei.

Le mangiatoie possono essere appese o posizionate a terra. Le prime verranno visitate dalle cince (cianciarella, cinciallegra,cincia bigia) e dai picchi muratori. Le seconde, da tutte le specie che si alimentano sul terreno, come passeri, fringuelli, pettirossi, lucherini.

Le mangiatoie, inoltre, possono essere aperte o chiuse. Quelle chiuse conservano il cibo in miglior stato e impediscono l’accesso ad altri animali che rubano il nutrimento ai nostri amici, per esempio topolini o scoiattoli.

Nel garden center più vicino a casa tua puoi acquistare un assortimento di mangiatoie di ogni tipo, comprese quelle anti scoiattolo. Se ti senti creativo, invece, puoi trovare sul web diversi tutorial per costruire da te le mangiatoie.

Hey Robin by Ben K Adams, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  Ben K Adams 

La mangiatoia deve essere sempre accompagnata da un abbeveratoio, graditissimo a tutte le specie, che non lo usano solo per dissetarsi ma anche per la pulizia del piumaggio. Puoi ottenere un abbeveratoio semplicemente riempiendo d’acqua un sottovaso per le piante. Ricorda che per “abbeveratoio” non s’intende “piscina olimpionica”: scegli, quindi, un contenitore largo ma profondo appena pochi centimetri.

La scelta del cibo

Quale cibo inserire nelle mangiatoie? Come anticipato, la varietà del nutrimento garantisce varietà delle specie attirate. Gli uccelli hanno, infatti, diete molto diverse tra loro.

Troverai sulla rete molte informazioni a riguardo, ma eccoti alcuni esempi per iniziare:

  • Cince, passeri, pettirossi, storni → semi di frumento, panico, lino, canapa, girasole
  • Merlo, tordo, storni → mele, pere e banane tagliate a metà
  • Cince → palline di strutto appese con una retina, arachidi (rigorosamente non salate!) infilate a collana con tutto il guscio

Insomma, se selezioni con cura il menù, prenderai più di due piccioni con una fava.

Coal Tit by Phil Burns, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic License   by  Phil Burns 

L’allestimento di un set fotografico

Ma veniamo ora alla parte che più ti interessa se sei un fotografo. Mentre ti mostri solidale con gli uccellini puoi, infatti, fotografarli non visto e ottenere così bellissimi scatti a una distanza piuttosto ravvicinata.

Si tratta, ovviamente, di quel tipo di fotografia naturalistica che si svolge in ambiente controllato: non avviene, cioè, in forma di caccia fotografica libera, ma all’interno di spazi recintati o in luoghi in cui gli animali vengono appositamente attirati (è il caso del tuo giardino). Il fatto che l’azione si svolge praticamente in casa ti permette di allestire un vero e proprio set fotografico.

Coal Tit by Mukumbura, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0 Generic License   by  Mukumbura 

La prima cosa che devi procurarti è un nascondiglio, mobile o fisso. Puoi valutare l’acquisto di un capanno portatile per fotografi o auto costruirlo.

Io, per esempio, ho costruito un capanno usando tronchi d’albero disposti a mo’ di tenda canadese e ricoperti con del fogliame. Ho piantato i tronchi nel terreno e li ho legati in alto con spago resistente. Ho scelto quindi la soluzione del capanno fisso, posizionato proprio di fronte un piccolo boschetto spontaneo, dai cui rami pendevano le mangiatoie.

All’interno del capanno ho poi portato una sedia, per conservare l’uso delle ginocchia ancora per molti anni a venire. In mancanza di comodità all’interno del capanno, infatti, difficilmente resisterai alle lunghe ore di appostamento.

La soluzione più versatile è però sicuramente quella del capanno mobile, ma evita di toglierlo e rimetterlo di continuo, altrimenti i soggetti scappano e magari non tornano più (impiegheranno un po’ di tempo anche ad accettare il capanno come elemento del paesaggio). Se hai una legnaia dismessa, potresti usarla come nascondiglio e installare le mangiatoie proprio di fronte.

Una volta scelta una soluzione per la tua postazione in incognito, procurati un piano d’appoggio come, per esempio, un tavolino. Disponici sopra l’abbeveratoio ottenuto dal sottovaso e mimetizza i bordi con pietre, frasche o del muschio (il muschio va annaffiato).

Puoi collocare questo set sotto un albero cui avrai appeso le mangiatoie oppure legare strettamente alle gambe del tavolino dei tronchi alti e ramificati, in modo che i rami pendano sopra l’allestimento e possano essere usati dagli uccellini come posatoi. I rami ricoperti da licheni risultano particolarmente scenografici nelle fotografie, per via delle caratteristiche colorazioni bianche e gialle.

Flock of fieldfares (and a couple of red by scyrene, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  scyrene 

Puoi anche posizionare dietro questo set gli sfondi che più ti piacciono, meglio se naturali. Usa quindi le piante stesse: molto gradite, per esempio, le siepi di sambuco, biancospino, azzeruolo, edera e rosa canina.

In mezzo alle foglie e ai rami che hai disposto sul piano d’appoggio lascia cadere semi o palline di strutto, avendo cura di disporre il cibo in modo che non compaia nelle fotografie.

Attrezzatura fotografica e impostazioni della reflex

La maggior parte degli ospiti del tuo giardino saranno passeriformi. Si tratta quindi di soggetti dalle dimensioni molto contenute, motivo per cui più riesci ad avvicinarti più riuscirai a riempire il fotogramma.
Considerata la distanza non eccessiva che separa il tuo capanno dal set che hai allestito, non occorrono super tele costosi e impegnativi, piuttosto un 300 o 400 mm è sufficiente. Se proprio non sei soddisfatto, puoi valutare di abbinare un moltiplicatore di focale.

Utilizza diaframmi molto aperti per ottenere sfondi completamente sfocati e sperimenta diverse posizioni della fotocamera per trovare lo sfondo migliore. Cerca comunque di non muoverti troppo all’interno del tuo nascondiglio e non fare rumore.

L’uso di un flash di schiarita è consigliato da alcuni e sconsigliato da altri, in quanto può disturbare i pennuti. Se fotografi in buone condizioni di luce, nei momenti della giornata più appropriati (come la mattina presto) in realtà non ne hai bisogno. Il mio consiglio è quindi quello di farne a meno a prescindere.

Gli uccellini sono molto attivi e compiono movimenti repentini: per questo motivo io ti consiglio di usare la modalità di autofocus denominata “AI servo“, tradizionalmente abbinata a soggetti dinamici. L’AI servo consiste nel fatto che la fotocamera calcola la messa a fuoco sul soggetto con soluzione di continuità, se tieni premuto il pulsante di scatto a metà corsa e non lo lasci. Insomma, l’AI servo segue il tuo soggetto in ogni suo movimento, tenendolo sempre a fuoco (a discapito di un maggior consumo di batteria).

Se usi lo scatto continuo o lo scatto continuo ad alta velocità (in altre parole, la raffica) avrai più probabilità di ottenere una buona foto. Un ottimo momento per utilizzarlo potrebbe essere, per esempio, quando i tuoi soggetti si abbeverano o si bagnano nella pozza d’acqua, fuoriuscendone tra un mare di micro schizzi che potresti avere la fortuna di “congelare” usando tempi di scatto veloci.

Yeeha!! by KrysiaB, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic License   by  KrysiaB 

È difficile consigliarti riguardo un preciso tempo di scatto da applicare all’otturatore (dipende dalle condizioni di luce, che mutano non solo nell’arco della giornata ma cambiano anche da inquadratura a inquadratura). Si tratta di procedere per tentativi, anche se con il tempo affinerai la tua tecnica e soprattutto maturerai una sorta di sesto senso istintivo sui valori di esposizione corretti.

In linea generale considera che, più aumenti il valore ISO più aiuterai la fotocamera a restituirti un tempo utile per bloccare nettamente l’azione dei soggetti sulla fotografia. Prova comunque con valori da 1/500 in su o, addirittura, 1/1000 – 1/1500 usando ISO ancora più alti.

Un’altra scena tipica nella quale lo scatto a raffica torna utile sono i litigi, assai frequenti, in realtà, in presenza di cibo. Anche in questo caso il consiglio è quello di optare per tempi di esposizione brevi, in modo da ottenere fermi-immagine dinamici e di sicuro impatto.

Shaddup You Face by rycheme, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  rycheme 

Per quanto riguarda la modalità di esposizione, io uso quasi sempre la priorità dei diaframmi (Av). Questo perché, anche se in modalità manuale hai un controllo totale su tutti i settaggi, perdi anche molto più tempo a definire il giusto compromesso tra apertura e tempo di posa. Nella fotografia di animali non hai a disposizione questo tempo.

Il tuo scopo è quello di usare il tempo di posa più veloce tra tutti quelli disponibili, in quella data condizione di luce.
Tendo quindi a delegare questo calcolo alla reflex: in modalità Av, puoi scegliere un’ apertura del diaframma, quella che ti permette lo sfondo più sfocato possibile, mentre decide la macchina che tempo applicare all’otturatore.

Fotografia di uccelli in giardino: 6 errori da non commettere

  1. Rifornire le mangiatoie con troppo cibo: il cibo è esposto alle intemperie e si guasta. Bisogna mettere a disposizione una piccola quantità giornaliera, in grado di essere consumata nell’arco di poco tempo.
  2. Offrire briciole di pane o altri prodotti da forno: se bagnate, diventano indigeribili e causano blocchi intestinali e possibile, conseguente, ipotermia.
  3. Posizionare le mangiatoie e i nidi in una zona frequentata da gatti: devo spiegarti perché?
  4. Perdere la pazienza se gli uccelli non arrivano subito: l’abitudine alla mangiatoia e alle nuove installazioni nel tuo giardino arriverà con il tempo. Almeno un paio di mesi devono trascorrere prima che i pennuti imparino a fidarsi.
  5. Proporre cibo salato o speziato.
  6. Usare pesticidi sulle piante del giardino.

Conclusione

Il birdgardening è un passatempo piacevole, anche al di là dei successi fotografici che otterrai. Devi però, allo stesso tempo, prenderlo seriamente. Posso dirti che se hai organizzato tutto con cura, l’aspetto fotografico è la parte meno complessa. Più arduo è attirare i soggetti, naturalmente (e giustamente) diffidenti.

Hai mai fatto qualche esperimento a riguardo? Se sì o se mediti di farlo in futuro fammi sapere i tuoi progressi nei commenti. La tua esperienza può essere utile agli altri lettori. Ricordati però quanto detto sul periodo nel quale è possibile collocare le mangiatoie. Fammi sapere!

Immagine di copertina

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