10 Modi per NON Diventare un Fotografo di Successo

10 Modi per NON Diventare un Fotografo di Successo

Zack Arias, un noto blogger e fotografo musicale di Atlanta, è l’autore di un post molto divertente, ma che ha fatto riflettere, ricevendo parecchia attenzione (in realtà tutti i post di Zack sono degni di nota).

Zack ha descritto un momento di ansia e preoccupazione, simile a quello che affrontano tutte le persone che hanno una piccola attività, quel momento in cui un lavoro da impiegato appare come una ottima idea e tutto lo stress di dover gestire una attività in proprio diventa pesante. Per fortuna Zack ha chiarito subito che non aveva nessuna intenzione di lasciare il mondo della fotografia e che si trattava di una reazione momentanea ad un carico eccessivo di stress.

Abbiamo tutti una vocina in un angolo della nostra testa che cerca di minare i nostri desideri ed impedirci di correre dei rischi. Quella parte di cervello, puramente animale, che cerca solo la sopravvivenza senza rischi e che ci dice sempre di non fare cose avventate. Dobbiamo fare uno sforzo cosciente per soffocare questo impulso di auto-sabotaggio e spingere noi stessi ad essere qualcosa in più di una creatura concentrata solo sulla sopravvivenza immediata.

La seconda parte del post di Zack era una invettiva piuttosto divertente, ma azzeccata, sulla completa inutilità degli elenchi intitolati “I Dieci Modi Migliori per Diventare un Fotografo Professionista”.  La prima osservazione di Zack è che queste liste tendono ad offrire suggerimenti talmente ovvi che “non andrebbero nemmeno menzionati” per non risultare offensivi e inutili. Suggerimenti come “respira”, “prepara un portfolio”, “stampa dei biglietti da visita” non forniscono alcun aiuto e, come dice Zack, servono solo a riempire lo spazio su un foglio.

E’ vero che alcune cose vanno da sé. Purtroppo, è anche vero certe cose dovrebbero andare da sé.

Queste liste di suggerimenti molto ovvi e molto banali su come migliorare la tua carriera lasciano molto a desiderare in termini di contenuti fruibili, ma che dire di un elenco di comportamenti da evitare? Queste idee sono altrettanto essenziali e semplici come le loro controparti che hanno fatto tanto arrabbiare Zack Arias la scorsa settimana, e anche loro dovrebbero andare da sé, ma purtroppo questi modelli di comportamento sono ancora così diffusi che hanno bisogno di essere elencati in una loro esclusiva top ten.

10. Abbi Paura della Tecnologia e Terrore del Cambiamento

“Quando una nuova tecnologia ti passa sopra, se non fai parte del rullo compressore, fai parte della strada.”-Stewart Brand

La continua evoluzione della tecnologia è una costante. La tecnologia avanza ad un passo sempre più veloce.

Ray Kurzweil diceva che la singolarità tecnologica diventa sempre più una certezza col passare degli anni e con l’avanzare dei progressi tecnologici. Nonostante la saturazione tecnologica rappresenti un miglioramento sia nella nostra vita privata che in quella lavorativa, esistono anche persone resistenti a qualsiasi tipo di cambiamento, che vedono l’avanzare di nuove idee e di nuove tecnologie come minacce e le diffamano come un “cancro” che infesta il loro settore, dichiarandosi puristi o guardiani della “vecchia scuola”.

Quando la fotografia digitale iniziò a diffondersi ci fu una divisione fra quelli che abbracciarono questa nuova tecnologia e quelli che la denigrarono, accusandola di degradare il settore fotografico, un dibattito che oggi sembra del tutto assurdo, perché anche quelli che ancora adesso scelgono di scattare su pellicola lo fanno per una scelta estetica, ed hanno piena comprensione della tecnologia digitale.

Più tardi, l’avvento della distribuzione digitale e dei social media creò maretta tra i fotografi per cui questi concetti erano strani e spaventosi, mentre per altri professionisti del settore sono stati un utile catalizzatore per creare interazione.

Nel mondo tecnologico non c’è spazio per il Luddista reazionario. Le nuove tecnologie e le nuove idee, anche se alla fine non prendono piede, devono comunque essere esaminate e gli eventuali benefici devono essere riconosciuti o rielaborati in una forma che venga incontro alle nostre esigenze. Ma una vera e propria paura del cambiamento sta diventando un handicap tale da creare un grande danno per l’industria che questi puristi sostengono di difendere.

In ultima analisi, la tecnologia è uno strumento che dobbiamo sfruttare e implementare al meglio delle nostre capacità. Non tutti devono fare i precursori, ma abbiamo bisogno di abbandonare queste paure e abbracciare il fatto che le nuove tecnologie ci portano benefici e vantaggi.

9. Non Selezionare il tuo Lavoro

“C’è una sola arte, quella di omettere.”~Robert Louis Stevenson

Troppo spesso ho visto artisti il cui portfolio contiene tristemente pagine e pagine di foto “riempitive” o che soffrono della sindrome di Flickr, cioè dieci pagine che mostrano ogni singolo fotogramma di una singola produzione. L’arte dell’editing ha in qualche modo sofferto a causa della rivoluzione digitale, che ha portato a prediligere la quantità piuttosto che i contenuti.

Poiché di norma non siamo più costretti a lavorare con vincoli fisici o di costi, c’è ormai la tendenza a pubblicare troppo. Da 12-36 fotogrammi su un rullino di pellicola si è balzati fino a 32 GB di schede di memoria che possono contenere centinaia di immagini, le limitazioni fisiche dei libri cartacei tradizionali sono state sostituite da siti web con capacità quasi illimitate di memorizzare e visualizzare le immagini.

Queste innovazioni tecnologiche sono a dir poco impressionanti e rivoluzionarie se pensiamo ai limiti del passato. Ma poi si torna al vecchio adagio “Solo perché è possibile, non significa che si dovrebbe farlo”. Sì, la capacità di mostrare ogni fotogramma dal tuo ultimo lavoro è una meraviglia tecnologica, ma quello che ti farà uscire fuori dal coro è la capacità di rendere perfetto quell’unico scatto che esprime pienamente la storia che stai cercando di raccontare o il concetto stai cercando di evidenziare.

Mostrare troppo del tuo lavoro diluisce il tuo messaggio, soprattutto quando poi non è di supporto alle tue idee o non è in linea con il resto del tuo libro. La necessità di sovrappopolare il tuo portfolio mostra una mancanza di fiducia nelle tue capacità.

Nel mondo della letteratura esistono haiku di sole tre righe che hanno la stessa profondità e validità di un romanzo o un poema epico, un libro non è migliore solo perché ha più pagine. Cerca sempre di colpire le persone con la qualità e la bellezza del tuo lavoro, non con un numero infinito di pagine.

8. Fai Fotografie Solo per gli Altri

“Rinunciamo a tre quarti di noi stessi per essere come gli altri.” -Arthur Schopenhauer

Come puoi godere dei tuoi successi se non ti piace quello che fai? Il successo non si misura solo in denaro, quindi non perdere mai la passione che ti ha spinto a diventare un fotografo (o a fare qualsiasi altra professione creativa). Metti sempre qualcosa di tuo nel tuo lavoro.

Ama ciò che crei, nutrilo con la tua passione, mostra la tua volontà di eccellere, offri la tua visione unica e fai di te stesso una parte integrante del tuo lavoro. Se alla tua fotografia manca un coinvolgimento creativo, allora prova a fare degli scatti per te, che rappresentino quello che vuoi tu.

Quella del fotografo è una carriera difficile. I migliori sono quelli che amano e desiderano profondamente fare questo lavoro, quelli che anche quando tutto diventa difficile continuano ad andare avanti perché quello che amano fare è creare una immagine. Continuano a crescere, imparare e migliorare proprio perché amano ciò che fanno.

Se perdi l’amore per la tua professione, tutto quello che ti resta è solo un lavoro che destesti, e penso che ci siano lavori più ben pagati del fotografo da detestare. Se gli incarichi che ti offrono i tuoi clienti non ti interessano, allora lavora su un progetto tuo, qualcosa che mostri quello che ti piace e il tuo talento, un lavoro che potrai fare vedere a futuri clienti per ottenere quegli incarichi che ti interessano davvero.

7. Dai più Importanza alla tua Attrezzatura che al tuo Lavoro

“Un’anima determinata farà di più con una chiave inglese arrugginita che un fannullone con tutti gli strumenti di un meccanico. ” -Robert Hughes

Se devo leggere un altro scambio di messaggi su un forum riguardo ai motivi per cui una Canon è meglio di una Nikon o ascoltare una discussione relativa ad una foto di grande impatto emotivo dove la prima domanda è “con che macchina è stata scattata? Con che f/stop è stata scattata?”, credo che mi metterò ad urlare finché non resto senza voce. Non possiamo permetterci di essere solo dei tecnici.

Le conoscenze e le abilità per diventare un grande fotografo tecnico sono a disposizione di tutti quelli che hanno voglia di apprendere queste nozioni. Quando riduci uno sforzo creativo ad un puro esercizio tecnico elimini anche tutta la magia e l’emozione.

La tecnica è importante, ma spesso deve essere secondaria agli elementi immateriali della fotografia (a tal proposito, leggi questo articolo Di tecnica, arte e puritanesimo). Le scelte creative personali che facciamo per ogni immagine che scattiamo sono quelle che caratterizzano il nostro lavoro, sono ciò che ci differenzia dagli altri fotografi.

Le nostre abilità creative e la nostra visione sono i veri valori che portiamo ai nostri clienti, molto più che produrre immagini tecnicamente perfette, ma senza vita.

6. Fai la Vittima

“L’autocommiserazione è sicuramente il più distruttivo dei narcotici non farmaceutici. Dà dipendenza, piacere momentaneo e separa la vittima dalla realtà” – John W. Gardner

Non c’è niente di peggio che l’autocommiserazione per privarsi di occasioni e opportunità. Ho visto fotografi disperarsi per lo stato in cui versava la loro attività e prendere decisioni poco ponderate basate sulla depressione, con una specie di masochismo entusiasta che ricordava un drogato in cerca della prossima dose.

Parlo con persone che lavorano in campi creativi che decidono del loro destino ancora prima di provare a realizzarlo. Sinceramente, la logica di tutto questo mi lascia confuso.

Ho visto fotografi che non pubblicizzano il loro lavoro perché pensano che non piacerà a nessuno. Ho visto persone che hanno paura di fare una telefonata di presentazione per via di un possibile rifiuto.

Ho visto creativi tagliare i loro compensi a livelli da fame ancora prima che un potenziale cliente chieda una riduzione del preventivo iniziale. Il fatto è che essere pessimisti è facile e dà dipendenza.

L’uva acerba lascia l’amaro in bocca, ma ad alcune persone piace. Non lasciarti sfuggire delle opportunità per paura di agire. Le persone ti potranno anche dire no, ma se non provi a chiedere, non ti diranno neanche mai di sì.

5. Non Condividere, Non Imparare

“Il talento è sempre consapevole della propria abbondanza, e non si oppone alla condivisione.”-Alexander Solzhenitsyn

Chase Jarvis ha raccontato una storia durante il suo recente Photo Expo keynote address, ricordando che all’inizio della sua carriera aveva attuato una politica di trasparenza per condividere con gli altri i suoi metodi tecnici e creativi. Molti fotografi affermati di Seattle si risentirono con lui poiché condivideva informazioni con amatori, principianti e persone esterne al settore. Alcuni erano così infastiditi che arrivarono addirittura a minacciare fisicamente Chase.

Siamo una comunità di creativi. Se condividiamo e impariamo dagli altri, arricchiamo anche l’industria e favoriamo il dibattito sulla fotografia, cose che vanno a beneficio di tutti.

Non siamo maghi che rivelano i propri trucchi. Siamo artisti e professionisti che cercano di migliorare il proprio settore ed il loro lavoro condividendo le informazioni e incoraggiando gli altri a fare del loro meglio. Se hai paura della competizione o tutto il tuo lavoro si base su di una sola tecnica, allora devi assolutamente riesaminare il tuo business plan e la tua filosofia creativa.

La competizione è un fattore positivo, che può aiutarti a migliorare come artista e come persona. E’ una sano influsso che ti impedisce di ristagnare e di diventare pigro.

4. Sottovaluta te Stesso

“Chi è un cinico?Una persona che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente” -Oscar Wilde

Ancora una volta la brutta bestia del dubbio si fa riconoscere. Mi sembra che uno dei principali problemi che affliggono questo settore è il cronico comportamento di fotografi che sottovalutano il proprio lavoro.

Troppe volte ho sentito altri fotografi dire di avere accettato un lavoro per un compenso in cui ci andavano a rimettere, giustificandosi con un “Ho bisogno di lavorare” e “Non puoi capire, devo portare a casa da mangiare”. Questo tipo di comportamento è dannoso e tossico, non solo per il settore, ma anche a livello personale.

Come puoi aspettarti che i tuoi clienti apprezzino il tuo lavoro, quando nemmeno tu lo fai? Dimostra il valore aggiunto della tua creatività, al di là del prezzo. L’intuizione, la visione, l’energia, la qualità del lavoro, e la capacità di fornire sempre grandi immagini, sono questi i valori che ti rendono più di un semplice numero su una fattura.

3. Trascura il Lato Commerciale

“Aprire un negozio è facile, tenerlo aperto è un arte” – Proverbio Cinese

Fai un corso di economia aziendale, iscriviti ad una associazione di fotografi o trova qualcuno che ti possa fare da mentore. Non sottolinerò mai abbastanza che il nostro è un business creativo. Dobbiamo essere sia artisti che imprenditori.

L’unico modo per continuare a lavorare ad un livello professionale e allo stesso tempo mantenersi, è essere versatili nelle tattiche del business così come lo siamo dietro alla macchina fotografica. Conoscere i principi fondamentali per negoziare, le assicurazioni, gestire le tasse e le spese, la fatturazione, i contratti e la protezione della proprietà intellettuale può essere complesso, ma è assolutamente vitale per il successo di un professionista creativo.

In questo campo è utile avere un supporto specializzato, come un avvocato o un contabile, ma ci sono diversi aspetti del business che è necessario imparare a gestire da soli, come una piccola impresa individuale. Per ogni blog di fotografia che leggi, dovresti leggere anche un blog di gestione di impresa.

2. Smetti di Crescere

 “Il cambiamento e la crescita avvengono quando una persona si mette in gioco e trova il coraggio di sperimentare con la propria vita.” -Herbert A. Otto

La creatività si basa sulla crescita. Se non cresciamo anche il nostro lavoro non evolve, e cominciamo a perdere passione per ciò che facciamo. Riesci a pensare a qualcosa di più noioso che vivere con il pilota automatico?

Non cullarti nella sicurezza dello status quo. Impara qualcosa di nuovo ogni giorno, sforzati di fare cose che normalmente non faresti, esci dalla routine quotidiana.

Viaggia, assaggia i cibi che da bambino non ti piacevano, guarda i film con i sottotitoli e crea sempre qualcosa di nuovo. Quando smettiamo di crescere ci lasciamo andare alla apatia, diventiamo rigidi, avversi ai cambiamenti, guardiamo al futuro con timore rimpiangendo il nostro passato. Il cambiamento ci ringiovanisce e ci porta nuove opportunità. Ci mantiene in forma e ci fa uscire dalla mediocrità.

1. Fai lo Stronzo

“Una persona che è gentile con te ma maleducata con il cameriere, non è una persona gentile” -Dave Barry

Davvero, non fare lo stronzo, anche se le tue opere sono favolose. Le gente vuole lavorare con persone con cui si trova bene. Se rendi la vita un inferno alle persone che ti circondano, nessuno vorrà starti accanto.

Questa è una lezione che trascende la fotografia, è una lezione di vita. Aiuta gli altri, condividi le informazioni, cerca di rendere il mondo un posto migliore e sii creativo. Non essere una preda facile, ma nemmeno una testa di …. .

Traduzione da un articolo di Luke Copping, originariamente apparso qui: http://lukecopping.com/blog/index.php/10-ways-to-not-become-a-successful-photographer/.

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