Usare il prefocusing per evitare foto sfocate a soggetti in movimento

Usare il prefocusing per evitare foto sfocate a soggetti in movimento

Pre-focusing per fotografare uccelli in movimento

In questo articolo vedremo una semplice tecnica che torna molto utile quando si fotografano soggetti in movimento o scene e ricche di azione: il prefocusing. Si tratta di una tecnica che può permetterci di scattare foto a fuoco e nitide in situazioni in cui solitamente non è possibile o molto difficile.

Il problema

Per quanto la nostra macchina fotografica sia performante ci saranno sempre situazioni in cui il motore di messa a fuoco potrà risultare troppo lento. Il discorso vale sia per le reflex che per le fotocamere digitali compatte. Come abbiamo visto in un precedente articolo sulla messa a fuoco, ogni qualvolta scattiamo una foto dobbiamo seguire una procedura precisa:

  1. premere il pulsante di scatto a metà corsa,
  2. attendere che la fotocamera abbia messo a fuoco,
  3. premere il pulsante fino in fondo e finalmente scattare foto.

La quantità di tempo da lasciare trascorrere al punto 2 varia a seconda del modello di macchina fotografica e di obiettivo montato (quest’ultimo solo nel caso delle reflex). Per quanto questo tempo possa ridursi, ci saranno sempre scene per cui esso risulterà troppo lento. Possiamo pensare a due grosse famiglie di situazioni di questo tipo:

  • situazioni in cui i soggetti si muovono molto velocemente, come ad esempio gare automobilistiche o motociclistiche,
  • situazioni in cui l’azione è imprevedibile, pensiamo ad esempio a foto di bambini che giocano o a foto naturalistiche.

Situazioni come queste possono portare a scatti fuori fuoco poiché i movimenti dei soggetti inquadrati sono troppo veloci o troppo imprevedibili per permettere alla macchina fotografica la messa a fuoco nel punto e nel momento corretto.

La soluzione: come si effettua il prefocusing

La soluzione al problema descritto è relativamente semplice. Si tratta in poche parole di mettere a fuoco anticipatamente il punto che vogliamo fotografare, prima che il soggetto di nostro interesse l’abbia raggiunto. Per chiarire questo concetto facciamo un paio di esempi:

  • se per esempio stessimo fotografando una gara motociclistica, potremmo mettere a fuoco un punto sull’asfalto che siamo sicuri le moto attraverseranno e scattare le foto solo quando le moto entreranno nell’inquadratura,
  • se volessimo fotografare dei piccoli animali, dopo aver studiato i loro movimenti, potremmo mettere a fuoco anticipatamente un punto in cui prevediamo passeranno e scattare la foto solo quando effettivamente i volatili raggiungeranno quel punto.

Ma come si fa a mettere a fuoco anticipatamente?

La risposta a questa domanda viene dalla procedura descritta nella sezione precedente. Quando premiamo a metà corsa pulsante di scatto la macchina mette fuoco il punto di messa a fuoco selezionato. Quindi, è sufficiente inquadrare il punto su cui vogliamo effettuare il prefocusing e premere a metà corsa il pulsante di scatto. Fino a che non premeremo fino in fondo o non rilasceremo il pulsante la messa a fuoco rimarrà bloccata. Un altro modo sarebbe quello di usare il pulsante AF-L, da tenere premuto al posto del pulsante di scatto, ma personalmente non ne vedo la comodità.

A due cose però bisogna fare molta attenzione quando si usa il prefocusing, dopo aver messo a fuoco:

  • se cambiamo la nostra posizione rispetto al punto appena messo a fuoco, questo non sarà più a fuoco, quindi restiamo immobili oppure dovremo effettuare nuovamente il prefocusing,
  • potremmo sbagliare di prevedere in quale punto passerà il soggetto che vogliamo fotografare, meglio perciò scegliere un’apertura non troppo ampia, affinché la porzione di immagine messa a fuoco sia maggiore (compatibilmente con la profondità di campo che vogliamo ottenere).

Come scegliere il punto di messa a fuoco corretto

La scelta del punto su cui effettuare il prefocusing deve essere fatta molto attentamente. Soprattutto, bisogna tenere presente che la fotocamera metterà a fuoco un piano parallelo al sensore che passerà per il punto individuato. Perciò, è necessario mettere a fuoco un punto che si trova alla stessa di stanza dalla fotocamera a cui si troverà l’oggetto da fotografare quando entrerà nell’inquadratura.

Per questo motivo, nel precedente esempio di una gara motociclistica, un punto sull’asfalto è una buona scelta come punto di messa a fuoco, perché le moto ci passeranno proprio sopra. In generale, scegliere un punto sul terreno è spesso una buona idea. Quando la scena inquadrata non può includere il terreno, è necessario trovare un oggetto che abbia la stessa distanza dalla fotocamera che avrà il soggetto da fotografare quando entrerà nell’inquadratura. Inquadrare un oggetto qualsiasi sullo sfondo potrebbe portare ad un soggetto sfocato. Questo perché il movimento del soggetto da fotografare potrebbe sì intersecare l’oggetto sullo sfondo, ma questo oggetto potrebbe essere molti metri più distante dalla macchina fotografica e quindi su un altro piano di messa a fuoco.

Conclusione

Vista la semplicità dell’esecuzione, la tecnica del prefocusing può sembrare una stupidaggine. Come potete però intuire dagli esempi che ho fatto lungo l’articolo, ci possono essere diverse situazioni in cui essa torna utile e permette di ottenere foto che altrimenti sarebbero state da buttare perché fuori fuoco. Inoltre, la vera difficoltà sta nel prevedere i movimenti dei soggetti da fotografare ed individuare il punto più adeguato su cui mettere a fuoco.

Come molte altre tecniche fotografiche, un corretto uso del prefocusing necessita di esercizio. Fortunatamente, la vita quotidiana ci fornisce numerose situazioni in cui fare pratica: provate ad esempio ad usare il prefocusing quando fotografate bambini che giocano, animali domestici in azione o qualsiasi evento sportivo.

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